Attualità Cna Balneari

Riforma demanio marittimo, gli obiettivi di Cna Balneari

Il sindacato chiede la reintroduzione del rinnovo automatico e l'esclusione dalla direttiva Bolkestein per gli attuali stabilimenti

Cna Balneari ha pubblicato le sue osservazioni sulla riforma del demanio marittimo a cui dovrà lavorare il governo. Concordate durante i lavori della presidenza e della direzione nazionale del sindacato tenutesi lo scorso 17 settembre a Roma, le posizioni di Cna partono da quanto disposto dall’ultima legge di bilancio e riguardano in particolare la non scarsità della risorsa spiaggia, la soluzione per i canoni pertinenziali, la tutela del legittimo affidamento, l’immediata applicazione dell’estensione di 15 anni e l’esclusione dalle gare e dalla direttiva Bolkestein per gli attuali stabilimenti balneari.

Il documento integrale di Cna Balneari può essere scaricato cliccando qui.

«È fondamentale realizzare la ricognizione e la mappatura del litorale e del demanio costiero marittimo – si legge nelle osservazioni di Cna Balneari – con l’individuazione della reale consistenza dello stato dei luoghi, della tipologia e del numero di concessioni attualmente vigenti, nonché delle aree libere concedibili per nuove iniziative imprenditoriali. Si tratta di una verifica fondamentale che nei fatti impedisce l’applicazione, nei confronti delle attuali concessioni demaniali marittime, dell’articolo 12 della direttiva europea relativa ai servizi nel mercato interno (c.d. direttiva Bolkestein), il quale vieta il rinnovo automatico di tutte le concessioni vigenti, invece di limitare le procedure di selezione ad evidenza pubblica ai casi di scarsità della risorsa naturale del bene spiaggia. Entro i confini nazionali, la risorsa spiaggia non risulta affatto scarsa. In altri termini, sul litorale costiero italiano c’è spazio per tutti: risulta assolutamente possibile garantire la continuità imprenditoriale delle attuali imprese balneari, così come risulta possibile favorire la nascita di nuove imprese attraverso il rilascio di ulteriori concessioni su aree disponibili, restando in ogni caso tutelate sia le spiagge riservate alla libera fruizione che le spiagge riconosciute riserve marine e ambientali».

Cna sottolinea inoltre «la necessità di procedere alla ricognizione degli investimenti effettuati e delle relative tempistiche degli ammortamenti» nonché «alla ricognizione dei canoni attualmente applicati, risolvendo al contempo l’annosa vicenda connessa ai cosiddetti canoni pertinenziali». Inoltre, il sindacato «segnala l’opportunità di approvare metodi, indirizzi generali e criteri per la programmazione, la pianificazione e la gestione integrata degli interventi di difesa delle coste e degli abitati costieri, soprattutto in previsione di possibili mareggiate ed eventi meteoclimatici dannosi, al fine di salvaguardare l’incolumità dei cittadini, le attività turistiche e le infrastrutture circostanti». Il documento prosegue evidenziando «la necessità di tutelare stabilmente il legittimo affidamento e quindi la continuità dell’impresa turistico-balneare, attraverso l’esclusione delle imprese rientranti in tale categoria dall’applicazione dell’articolo 7, comma 1, e dell’articolo 16, comma 4, del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, il quale ha attuato la direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno; e la doverosa e immediata applicazione della durata dei 15 anni alle attuali concessioni, per il rilancio degli investimenti e la tutela della continuità aziendale dell’intera filiera delle imprese operanti nel settore turistico-demaniale da parte di tutti gli enti territoriali e costieri competenti. Tale estensione al momento non risulta applicata in tutti i territori costieri nonostante sia stabilita dalla l.145/2018. A tal proposito si evidenzia la necessità di mettere immediatamente in campo iniziative territoriali di sensibilizzazione e al contempo produrre le istanze per rimarcare l’importanza di rendere compiuta tale estensione per la certezza del futuro delle imprese balneari e per il rilancio degli investimenti a vantaggio dell’economia costiera dell’intera penisola».

Infine Cna chiede di riconoscere «la non inerenza nell’ambito applicativo della direttiva europea sui servizi, con la conseguente reintroduzione del principio del rinnovo automatico e del diritto di insistenza, precedentemente previsti all’art. 37 del Codice della navigazione e all’art. 1, comma 18, del decreto legge 30 dicembre 2009, n. 194».

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Cna Balneari

Cna Balneari è la sezione di Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa) che associa i titolari di stabilimenti balneari.
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