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Nessuna infrazione Ue sui balneari (ma c’è quella sui lavoratori stagionali)

Nel pacchetto di procedure comunicate questa mattina, non c'è traccia delle concessioni di spiaggia: le indiscrezioni di ieri erano dunque prive di fondamento.

La Commissione europea non ha avviato nessun parere motivato né procedura di infrazione in merito alle concessioni balneari. Come emerge dal comunicato stampa pubblicato oggi sul pacchetto di infrazioni avviate questo mese, nei confronti dell’Italia sono state avviate procedure solo sul lavoro stagionale, sulla normativa antiriciclaggio, sui ritardi nei pagamenti e sui prodotti destinati ai disabili. Erano dunque prive di fondamento le indiscrezioni, riportate ieri da tutti i media nazionali e riprese anche da Mondo Balneare, che davano quasi per certo l’avvio di una procedura di infrazione per la mancata attuazione delle gare sulle concessioni demaniali marittime.

La mancata infrazione sui balneari

Al momento, sulle concessioni balneari italiane esiste solo una lettera di messa in mora inviata dalla Commissione Ue a dicembre 2020. La lettera di messa in mora è il primo step della procedure di infrazione, ma Bruxelles non ha mai dato avvio alle sanzioni successive, in quanto il governo Draghi è intervenuto con la legge sulla concorrenza che ha imposto le gare delle concessioni entro il 31 dicembre 2023. Le indiscrezioni sulla possibile imminente prosecuzione della procedura di infrazione erano argomentate dall’immobilismo dell’attuale governo Meloni, che ha prorogato le concessioni di un anno anziché varare il decreto attuativo della legge sulla concorrenza, atteso per lo scorso febbraio; ma al momento tali voci si sono rivelate prive di fondamento.

Diverso è invece il discorso della Corte di giustizia europea, che domani alle 9.30 emetterà una sentenza in materia di concessioni balneari per rispondere a nove quesiti sottoposti dal Tar di Lecce sull’applicabilità delle gare per le imprese che insistono sul demanio marittimo (a questo proposito, Mondo Balneare organizzerà una “maratona” in diretta streaming domani dalle 15 alle 18 con giuristi, politici e rappresentanti delle associazioni di categoria, per informare e analizzare la sentenza).

Capacchione (Sib): “Ue più responsabile di tanti politici italiani”

A proposito della mancata infrazione europea sui balneari, commenta il presidente del Sib-Confcommercio Antonio Capacchione: «Nei giorni scorsi alcuni esponenti politici avevano preannunciato che oggi vi sarebbe stato un “parere motivato” sulla procedura di infrazione aperta sulla questione balneare; e questo ipotetico “parere” era stato definito con enfasi un “ultimatum” (sic!). Invece la Commissione europea, nel “pacchetto infrazioni” deciso oggi, nei confronti dell’Italia ha avviato altre quattro procedure di infrazione e due pareri motivati in procedure già avviate, nessuno dei quali riguarda i balneari. Così come nelle scorse settimane, con buona pace dei soliti “uccelli di malaugurio”, nessun rilievo sui balneari è stato sollevato dalla Commissione europea in riferimento al Pnrr. Anzi, la portavoce della Commissione europea lo scorso 23 gennaio è stata costretta a chiarire ufficialmente che le concessioni balneari non rientrano nel Pnrr».

«Evidenzio peraltro che la Commissione europea ha aggravato con “pareri motivati” delle procedure di infrazione sorte successivamente a quella relativa ai balneari», sottolinea Capacchione. «Insomma, pare che l’Ue abbia un comportamento molto più responsabile di tanti nostri esponenti politici tanto superficiali quanto irresponsabili. Conosciamo perfettamente e da sempre la difficoltà di trovare una soluzione corretta ed efficace al problema balneare, che riguarda sia gli operatori attualmente operanti, che soprattutto il nostro paese che rischia di perdere un settore strategico e di successo dell’economia. Distruggerlo, come taluni vorrebbero, sarebbe un colossale errore storico. Siamo determinati ad evitare che ciò possa accadere, e dovrebbero farlo tutti i rappresentanti delle istituzioni italiane, invece di strumentalizzare la questione a fini politici o di bieca propaganda».

La procedura di infrazione sui lavoratori stagionali

Di interesse per il settore balneare è comunque la procedura di infrazione che Bruxelles ha avviato, nei confronti dell’Italia e di altri 9 paesi, per non avere pienamente recepito la direttiva comunitaria sui lavoratori stagionali, volta ad assicurare condizioni di vita e di lavoro dignitose, pari diritti e una tutela sufficiente dallo sfruttamento. «Garantire il pieno rispetto della direttiva è un presupposto importante per attrarre nell’Ue la manodopera necessaria per il lavoro stagionale ed eventualmente anche per contribuire a ridurre la migrazione irregolare», evidenzia Bruxelles nel suo comunicato, che riguarda un argomento che tocca indirettamente anche i titolari degli stabilimenti balneari, in quanto attività turistiche stagionali che fanno ampio uso di lavoratori stagionali. Dal governo italiano per ora non è arrivato nessun commento.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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