Norme e sentenze

“Incameramento illegittimo”: vittoria di un concessionario balneare contro lo Stato

Il lido La Playa di Pescara continua a restare in mano agli attuali titolari: è l'esito di una battaglia legale durata 16 anni

Storica sentenza della Corte d’appello dell’Aquila, che ha riconosciuto a un concessionario demaniale di Pescara la titolarità del suo stabilimento balneare, annullando l’incameramento da parte dello Stato. Si tratta dell’esito di una battaglia legale durata ben 16 anni e terminata con una piena vittoria per Lorenzo e Sandro Lemme, titolari del lido “La Playa” nel capoluogo abruzzese. La sentenza crea anche un importante precedente per tutti i concessionari balneari che, in vista dell’imminente scadenza dei titoli, chiedono di abolire l’articolo 49 del Codice della navigazione che prevede l’incameramento dei beni alla scadenza della concessione poiché non ha più senso considerarli di “difficile rimozione”.

La sentenza della Corte d’appello, emessa il 20 aprile scorso, ha messo definitivamente la parola fine a un lungo e complesso contenzioso che si trascinava dal lontano 2006 tra la famiglia Lemme, l’Agenzia del demanio, il Ministero delle infrastrutture e trasporti, la Regione Abruzzo e il Comune di Pescara. Con la pronuncia n. 2004/2022 (presidente Silvia Rita Fabrizio, relatore Alberto Iachini Bellisari), la Corte d’appello dell’Aquila riconosce la «totale amovibilità delle strutture presenti in loco, con preclusione dell’operatività, nel caso specifico, dell’articolo 49 Cod.Nav», comprese quelle in muratura e su palafitta, nonché la restituzione dei canoni pagati in eccesso dal concessionario a causa dell’errata classificazione da parte dell’Agenzia del demanio, che considerava la struttura incamerata in seguito alla scadenza del titolo avvenuta nel 2007, senza riconoscere la validità delle successive proroghe.

Oltre a dichiarare che i manufatti dello stabilimento sono da considerare tutti di facile rimozione e pertanto non può essere applicato l’articolo 49 del Codice della navigazione, la Corte d’appello sottolinea anche la validità delle proroghe ex lege fino al 2020, dando così ragione agli imprenditori balneari che si erano visti incamerare i manufatti. Ma la pronuncia è importante soprattutto perché supera la distinzione tra facile e difficile rimozione, introdotta da una legge ormai vetusta rispetto alle moderne tecniche che permettono di rimuovere facilmente qualsiasi manufatto, come dimostrato dalle perizie citate nella sentenza.

Oltre che per il caso specifico, la sentenza è di notevole interesse generale in questo momento in cui il governo Draghi sta lavorando a una riforma che intende riassegnare tutte le concessioni balneari tramite gare pubbliche per adeguarsi alla sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la proroga al 2033. La pronuncia della Corte d’appello, articolata in 21 pagine e arrivata dopo molti anni di contenzioso, evidenzia infatti la complessità giuridica di ogni singolo caso riguardante gli stabilimenti balneari italiani. Per questo sarà fondamentale che l’imminente riforma venga scritta in maniera attenta e con un approccio olistico: andare a istituire le gare pubbliche delle concessioni balneari senza tenere conto dei diritti di proprietà sulle imprese private che vi sorgono sopra, e senza riformare concetti controversi come l’incameramento dei beni e la facile/difficile rimozione, rischia infatti di generare migliaia di altri contenziosi che bloccherebbero l’intero sistema turistico balneare per i prossimi dieci anni. E il paese non può certo permetterselo.

Per approfondire

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
Seguilo sui social:
    • Perché fai orecchie da mercante Carlo. La stragrande maggioranza degli stabilimenti sono di facile rimozione, non sarà un problema da poco, o no?

    • ……hai ragione l’incameramento e previsto solo per quelle opere inamovibile…. Se non sbaglio dal tenore dell’articolo è stata fatta una errata valutazione per l’applicazione del citato articolo…… di contro lo stato in caso di revoca delle concessioni per le strutture difficilmente rimovibili tocca al cessionario a proprie spese rimuovere il tutto è non toccherebbe alcun rimborso per gli investimenti fatti

    • Nikolaus Suck says:

      Infatti. Nella sentenza viene accertata la amovibilità, la questione se sia facile o difficile non viene minimamente trattata.

  1. Cmq ragazzi in commissione la riforma si e’ appantanata, si sta pensando ad una novita’ un periodo tramsitorio=proroghina di 2 anni.
    Piu ‘ ritardo la riforma piu posso giustificare la proroghina, servira’ ancora questo giochino alla luce della sentenza del Consiglio di Stato e della Commissikne Europea( che continua a dormire chiudendo e aprendo le procedure di infrazione? )?

    • Servirà ancor di più quando il prossimo presidente del consiglio andrà con le idee chiare ad escludere questa categoria da un ingiusta normativa sulla concorrenza . Concorrenza che c’è sempre stata cosi come ci sono sempre stati gli investimenti altrimenti non duri sul mercato e fallisci. Fatevene una ragione.

      • Esatto la proroga e’ in concetto superato ogni volta diciamo che faremo i bandi, ma non adesso..ci vuole tempo..e nelle more, altravproroga, poi al 2025 troveremo um altro giustificazione…dai…dai l che la strada e’ sempre quella! 😉

  2. Il senso dell’articolo è quello di evidenziare che tutti i manufatti di fatto sono di facile rimozione e quindi non possono essere i incamerati dallo Stato.
    Questo darebbe un punto a favore degli attuali concessionari che potrebbero, in caso di perdita della concessione, decidere di ripristinare l’area in concessione qualora non ritenesse congrua la cifra eventualmente offerta da chi si aggiudica l’asta.

    • Nikolaus Suck says:

      Niente affatto. Il ripristino non è una cosa che decidono loro all’esito della gara, ma un obbligo di legge da adempiere alla scadenza della concessione e prima della sua riassegnazione.

  3. Il senso è che per questa sentenza (in attesa della prossima) alcune strutture che venivano considerate inamovibili, se non erro per via del tempo necessario allo smantellamento, con le “nuove” tecniche di lavoro sono da considerarsi in realtà di facile rimozione.
    Per Alex Giuzio: sto cercando di immaginare Draghi che usa un approccio olistico! 🙂

  4. Sono dei folli, stravolgere il turismo balneare significa affossare l’economia e piegarla in poco tempo. Io dico che draghi lo sta capendo, anche se ha deciso di accontentare l’Europa , peccato che nn ci riuscirà perché il prossimo anno nn farà il presidente del consiglio.

  5. In passato con il fenomeno Avv. delle cause perse avevo affrontato la questione, sostenendo esattamente quello che adesso dice una sentenza e cioè che l’art 49 riguarda solo strutture inamovibili e che sono pochissime e obsolete in quanto una delle peculiarità delle concessioni almeno nella mia regione è che devono essere di facile rimozione.
    Ciò significa che se non verrà riconosciuto in fase di gara (se ci saranno) il reale valore aziendale l’intera filiera balneare italiana sarà smantellata totalmente ma per qualche CIALTRONE laureato è un problema da niente.

    • L’avvocato delle cause perse, come lo chiami tu, la sa lunga, cita una volta si è una no questo art. 49, è praticamente un caposaldo di tutta la sua narrazione. Pensi forse non fosse a conoscenza di questa fragilità? Lo sa benissimo.. Solo omette di dirlo… Fa il suo gioco

      • Nikolaus Suck says:

        Quale fragilità scusa? Che l’incameramento riguardasse solo le strutture inamovibili (inamovibili, non di rimozione facile o difficile) era ed è pacifico, la norma è chiara e nessuno ha mai sostenuto il contrario. E nemmeno la sentenza lo mette in discussione.

    • Devi essere proprio dotto e furbo se ti permetti di insultare così apertamente una persona in riferimento alla sua professione…

      • Con la persona in questione abbiamo avuto dibattiti e discussioni dove gli insulti non sono mancati da entrambe le parti. Lei invece sembra più dotto e furbo di me a intromettersi in una discussione sparando a occhi bendati!

  6. In base alle definizioni attuali, ‘di facile rimozione’ se non sbaglio è tutto quello che può essere rimosso in 120 (?) gg lavorativi, quindi praticamente non c’è nulla che non sia facilmente rimovibile.

  7. Tre anni fa il comune dove ho l’attività ha richiesto un manuale, che ogni Lido ha dovuto far redigere da un tecnico specializzat(ingegnere preposto e specializzato) che attestasse a fronte di rilevamenti e perizie fotografiche e relatore, la facile rimovibilita delle strutture. Queste sono relazioni giurate e depositate in comune. A fronte di questa nuova sentenza la faccenda diventa ancora più ingarbugliata per il governo e penso se ne stiano accorgendo anche loro.

  8. Maredinverno says:

    La mia struttura è incamerata dal 1999…io sono subentrato nel 2005…quindi sono andato in comune per chiedere autorizzazioni per Ristrutturazione…mi sono accorto che il comune ha incamerato il bene senza accorgersi che il condono chiesto nel 90 era tutto ok ma nn era stata mai chiusa la pratica e nel 97 l area è diventata zona rossa per rischio(inesistente) idrogeologico…quindi bene incamerato dallo stato (abusivo)…dal 2005 ad oggi ho avuto 1000 controlli (dogana,capitaneria,finanza ) che con metro alla mano hanno controllato tutte le strutture..sempre tutto ok e complimenti dalle istituzioni…loro partono dalla incameramento e notano che nn ci sono state modifiche…se ci dovessero essere le evidenze e io dovessi perdere la concessione cosa pensate che faccia?? Sono cazzi del nuovo

    • Nikolaus Suck says:

      Se è subentrato in una struttura incamerata e quindi già pertinenza demaniale e non di Sua proprietà può fare ben poco, altrimenti i “cazzi” mi sa che sono solo Suoi…

  9. Il concetto delle gare sulle concessioni degli stabilimenti balneari e totalmente sbagliata in quanto non tiene conto che in relata’ il demanio concede una striscia di sabbia che senza strutture non avrebbe valore e non porterebbe ne soldi né turismo. Secondo voi oggi chi farebbe una gara investendo tanti soldi per una concessione che durerebbe tre anni?perche’ e’ di questo che si tratta allestire e gestire uno stabilimento balneare costerebbe milioni di euro che solo le grandi multinazionali si potrebbero permettere e ritorneremo ad un enorme riciclaggio di denaro come in passato e le strutture finirebbero di nuovo in mano a mafia e quant’altro . Pensare oggi che uno possa investire in stabilimenti balneari tanti soldi perche’ e’ questo che il demanio vuole non e’ pensabile e chiudo dicendo che essendo una proprietà dello stato e anche proprietà di tutti i cittadini italiani ai quali andrebbe una parte delle entrate !

    • Cioe’ quindi se si fanno delle gare pubbliche con criteri predeterminate, ci sarebbe la mafia, mentre in caso di affidamenti diretti e proroghe continue la mafia sarebbe escusa.
      Il sistema criminale preferisce sempre affidamenti diretti

      • C’è una terza via che non a caso ignori: quella che hanno seguito BFo e tanti tanti altri, il libero mercato, parecchio consolidatosi nel corso degli anni.
        Il mafioso, fra dover aprire il portafoglio e spendere soldi (anche avendoli ‘guadagnati’ fin troppo facilmente) oppure limitarsi a dire due paroline a chi di dovere per vincere la gara, preferirà sempre questa seconda ipotesi. E se si considera quanta facilità hanno le mafie nel condizionare la vita pubblica locale, non solo nel meridione, e non solo in Italia ma in tutto il mondo, e quanti parassiti raccomandati, oltre ai mafiosi, ci sono in giro, che amano far soldi ma senza sprecarsi a lavorare, si capiscono le insidie delle gare pubbliche. Specie se per fare una gara si toglie l’azienda a uno che se l’è comprata in un libero mercato secondo le regole vigenti, per darla a un altro.
        Se oggi per la prima volta si decidesse di affidare in gestione un bene pubblico ai privati, sarei io il primo a promuovere le gare, non ci sarebbe altro strumento, per quanto imperfetto (anche se tirare a sorte sarebbe forse la cosa più onesta). Perché mai dovrebbero affidarlo direttamente a qualcuno? Mi incazzerei. Ma siccome lo Stato ha gestito per oltre 50 anni il settore balneare lasciandolo svilupparsi secondo dinamiche private (e chi a una visione giuridica della materia ne aggiunge anche una economica sa che questo modo di gestire le cose è tutt’altro che uno scandalo, anzi è stato con buona probabilità il modo più efficiente di far partire un’industria balneare nazionale) ora questo ha creato delle aspettative e delle legittime richieste di tutela.
        Tenuto conto che proprio perché c’è ancora gente che è lì da 60 anni, ha avuto la concessione per affidamento diretto nella notte dei tempi, non sarebbe il caso di garantire almeno 20 anni di speranza di vita a chi ha investito e comprato negli ultimi anni? Per equità, dico. Io se mi lasciassero in pace fino al 33 compirei giusto 20 anni e me ne potrei andare (quasi) tranquillo, potendo considerare il prezzo d’acquisto pagato quasi dieci anni fa come un tutto sommato ragionevole costo di ingresso. Posto che io di buone entrature per ottenere un affidamento diretto o per vincere una gara mai ne ho avute e mai ne avrò. Ahimè. Aggiungo che io sono a favore degli ambienti naturali, degli spazi liberi, non mi piace stare in mezzo a troppa gente, non mi piace stare sdraiato a non far niente, e se fosse per me, per i miei gusti personali, gli stabilimenti balneari forse manco esisterebbero.

        • Avv. Lucano says:

          La verità sta nel mezzo del tuo discorso ” Ma siccome lo Stato ha gestito per oltre 50 anni il settore balneare lasciandolo svilupparsi secondo dinamiche private (e chi a una visione giuridica della materia ne aggiunge anche una economica sa che questo modo di gestire le cose è tutt’altro che uno scandalo, anzi è stato con buona probabilità il modo più efficiente di far partire un’industria balneare nazionale) ora questo ha creato delle aspettative e delle legittime richieste di tutela” , in questo c’è la realtà politica della vicenda che si intreccia con quella umana. Ora le sentenze esprimono concetti basate su norme europee, ma le regole europee perseguono la strada giusta sul caso italiano ?? be se pensiamo ai disastri che provocherebbero delle aste, fossi il presidente del consiglio non ci penserei un attimo a lasciare le cose come sono. L’autolesionismo è molto praticato in Italia, ma per fortuna abbiamo il tempo di ripensarci, come molti partiti stanno già facendo.

    • … non condivido quello che hai detto in quanto il riciclaggio di soldi è più facile che ci sia con gli affidamenti diretti ove non c’è alcun controllo in quanto il titolare della concessione la cede alla somma che vuole incassare e che gli viene corrisposta dal compratore che sia italiano o straniero….. allora ti racconto una vicenda che è successa molti anni fa: …..nella città turistica ove lavoro c’è una rosticceria…. All’atto della chiusura serale al titolare si presenta un cinese con una borsa e gli dice che vuole comprare l’attività porgendogli una borsa piena di soldi contanti…. Il titolare apre la borsa e le conta….. dopo una settimana era cambiata la gestione con un cinese…

      • Antilobby, questa storia dei cinesi con le borse piene di soldi te l’hanno sicuramente raccontata, prova a vendere qualcosa in contanti, e nell’atto cosa scrivi? Che lo hai regalato? Tempo 24 hai l’agenzia delle entrate che bussa alla porta

        • …..ho detto che è successo molti anni fa, circa venti, ed i controlli non erano stringenti. Ora non è più possibile fare in contanti ……. Ma il problema del riciclaggio esiste sempre ….

        • …….. molto probabilmente una parte l’avranno dichiarata con passaggio di denaro dai conti bancari e mentre una parte i contanti se lo sono passati di mano…. Non è da escludere……

  10. Veramente la durata del periodo concessorio ancora non sappiamo.Nell’emendamento del Governo e’ scritto che sara’ un periodo stabilito per rientrare negli investimenti e guadagnare.Chi dice che saranno tre anni?Potrebbe essere molto di piu’.E chiedo:l’amovibilita’ di una struttura significa che lo Stato non la incamera perche’ il concessionario uscente puo’ e deve portarsela via o l’amovibilita’significa proprieta’ privata?

    • Credo che significhi entrambe le cose, ovvero che è proprietà privata e che devo/posso portarla via. Quello che mi piacerebbe che capisse chi si polarizza contro noi balneari è che la conferma della proprietà delle aziende che stanno sopra il demanio gioverebbe anche ai consumatori finali, che altrimenti nella maggior parte dei casi dovrebbero subire incrementi di prezzo causati dalle maggiori spese dei subentranti, ai quali non significa vengano precluse le gare. Per vincerle basterebbe proporre un progetto a termine migliore in termini di rapporto qualità prezzo di quello del concessionario uscente, che evidentemente sarà avvantaggiato non dalla legge, ma dall’esperienza e dagli investimenti pregressi (cose a mio avviso sacrosante, perché fanno parte della storia imprenditoriale, e hanno un valore).

  11. Non abbiate timore il prossimo presidente del consiglio( sicuramente donna ) saprà cosa fare,purtroppo Draghi è troppo coinvolto e condizionato

  12. Ho copia della risposta del genio civile opere marittime che in risposta al governo anni ordino SENTENZIA” LE CONCESSIONI BALNEARI SONO DI FACILE RIMOZIONE VISTI I TEMPI TECNICI ATTUALMENTE POSSIBILI E QUANTO, precedentemente caso per caso legiferato, e conclude MOLTO MA MOLTO LAPIDARIAMENTE : TECNICAMENTE SONO AMOVIBILI MA LA DECISIONE È POLITICA E QUINDI NON ADDEBITATE A NOI LE VOSTRE DECISIONI CONTRARIE AL NOSTRO ASPETTO TECNICO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  13. Francamente pensavo che questo articolo alzasse un polverone di commenti….. Invece mi mancano all’appello i commenti di molti aficionados. Strano perché la notizia è abbastanza rilevante e non proprio di poco conto.

  14. La notizia E ‘ di una rilevanza tale che si puo’ leggere sul codice dells navigazione.
    Ormai le comiche nom finiscono piu’; )

    • Quindi Carlo per i fabbricati di facile rimozione come vogliamo comportarci? Visto che è tanto palese immagino tu abbia già pensato ad una soluzione facile facile..

      • …….. per lo stato è meglio che le costruzioni siano di facile rimozione in quanto in quanto se la concessione viene Passata ad altro concessionario (revoca o evidenza pubblica) il vecchio concessionario a proprie spese deve rimovere le strutture e penso che il problema del valore aziendale viene meno

        • Per lo Stato è molto meglio se le strutture sono di non facile rimozione, così grazie all’art. 49 le incamera e si trasformano in pertinenze sulle quali il successivo concessionario dovrà pagare un maggiore affitto (da noi lo ha già fatto anni fa) , oltre alla spiaggia. Se invece sono di facile rimozione, è vero che vanno rimosse, ma è interesse del nuovo concessionario ricostruire di nuovo? O conviene rilevare l’esistente? Perché la rimozione è “facile”, ma la costruzione è tutt’altro che facile e con tempi imprevedibili. Con una concessione a scadenza te lo puoi permettere? Oltretutto le regole negli anni sono diventate sempre più stringenti, quello che viene rimosso non potrà più essere ricostruito come, che so, 30 anni fa, e comunque sarà ridimensionato nei volumi ad esempio, (Emilia Romagna togli il 10% ogni ricostruzione). Poi buttiamo giù tutto di nuovo alla prossima?

        • E poi facile facile ti voglio vedere a ricostruire partendo da zero. O dici una baggianata del genere perché sei fuori da questo ambiente, o pensi di prendere per il sedere, non di sicuro me, ma qualche gonzo che ti da credito. Propendo per la seconda ipotesi, non sei uno stupido

          • Voglio anche aggiungere Suck che fino a ieri hai usato come un mantra questo art. 49 e volevi incamerare tutto, oggi il tuo nuovo pensiero è: Che problema c’è? buttiamo giù tutto, ma tutto, tutto, perché è questo che stai dicendo, radere al suolo l’intero patrimonio di un settore che non ha crisi, per rifare tutto da 0, come se non ti rendessi conto delle conseguenze e delle incognite di una scelta del genere. E quali sarebbero i vantaggi? Io posso pensare che avendo origini teutoniche tu sia una persona pratica e spiccia nel risolvere i problemi, come hanno dimostrato i tuoi connazionali qualche decennio fa, ma questa è veramente troppo grossa per essere credibile. Sarebbe come estirpare tutta la vite che c’è in Italia per ripiantare tutto di nuovo e ricominciare a fare il vino. Faremmo di meglio? Forse, ma il fatto di essere già i migliori non credo sia un fatto da ignorare prima di una scelta del genere.

            • Nikolaus Suck says:

              No non ho mai citato e usato l’art. 49 per “incamerare tutto” ma solo ciò che è inamovibile, precisando che tutto ciò che non lo era andava portato via. Se, secondo voi (non secondo me) questa sentenza in ipotesi ridefinisce ed amplia quello che va portato via, non lo sto dicendo io e non è un problema mio, si tratta solo di applicare la legge che esiste da sempre. E la sentenza in realtà non ha fatto nulla di diverso.

          • Nikolaus Suck says:

            Ce n’è una terza. Magari né il Comune né il nuovo concessionario hanno intenzione di “ricostruire” come prima e con la concessione vogliono farci altro.

            • Questa ce la stai raccontando tutta solo adesso caro Suck, queste precisazioni nei tuoi commenti non c’erano proprio, sei sempre stato categorico. Non chiedermi in quali commenti, io non ho l’archivio degli interventi, perché, al contrario di te, non devo rendicontare il lavoro svolto a nessun committente, ma chi segue sa chi sta dicendo la verità. Mi incuriosisce l’uso alternativo della spiaggia da te ipotizzato. Coltivare asparagi? Chissà…

            • Stai raccontando enormi stupidate, ci sono tantissimi stabilimenti anche dal valore di milioni di euro, che, i gestori, grazie alle loro capacità e ai loro investimenti hanno saputo valorizzare, avviando sulle concessioni regolarmente ottenute, diverse attività, non solo noleggiando lettini e ombrelloni, ma anche ristoranti, bar, alberghi, negozi di ogni genere, chioschi e quant’altro, tutte piccole e medie imprese, che hanno un valore “intrinseco”, basato non solo sul fatturato, bensì, sull’avviamento, sul valore storico, sulla clientela fidelizzata. Ora, chi vuole “approfittare”, meriterebbe la forca.

  15. Angelo Sodini says:

    Lo scranno sul quale era seduto e pontificava il leguleio aveva una gamba mangiata dai tarli,il leguleio e’ cascato in terra

  16. Co(n)Scienza says:

    Guarda un po! Caro “comitato anti balneari”..
    Vi voglio solo ricordare che sono decenni che paghiamo l’IMU ( prendiamo solo questa in esame, eh)
    sugli stabilimenti. L’IMU viene pagata per i Beni di PROPRIETA’. Ergo la struttura dello stabilimento è mia. VISTO?!?!
    Se solo ci ridessero l’IMU versata dal primo giorno rivalutata ad oggi sarebbe già essa stessa da sola una succosa “buon’uscita”..
    Pace a Voi delatori,
    Collegh* un abbraccio.

  17. Nikolaus Suck says:

    Sarò limitato io ma leggendo la sentenza francamente non capisco il clamore, l’ottimismo e i proclami. Non vedo cosa ci sia di storico. I giudici in base ad una CTU hanno ritenuto e accertato la presenza di manufatti amovibili e quindi giustamente negato l’incameramento che è limitato a quelli inamovibili. Non vedo il precedente “per l’abolizione dell’articolo 49” che viene confermato e applicato nel suo tenore letterale. Non c’è nessun “superamento della distinzione tra beni difficilmente e facilmente inamovibili”, su cui nella sentenza non c’è scritto proprio niente. E anche a voler affermare, eventualmente (ma dalla sentenza non risulta affatto) che quel che prima veniva considerato inamovibile ora si considera amovibile, va benissimo così. Significa che diventa più facile, possibile e frequente imporre ai concessionari di smontare e portarsi via tutto come previsto dalla legge per procedere connle gare, senza doversi preoccupare degli incameramenti. Altro che approccio olistico (?).
    I punti che, semmai, avrei attenzionato io, sono altri. Ovvero che i giudici in tre righe hanno frettolosamente ritenuto valida la proroga al 2020 ignorando totalmente la relativa procedura di infrazione e la connessa giurisprudenza contraria amministrativa e penale. E che a quanto pare delle strutture in muratura risalenti e già incamerate in precedenza sarebbero state sostituite con strutture amovibili (a prescindere che fosse “facile” o “difficile”).

  18. Come se fosse Antani. Tante parole per non dire un cazzo, con riflessione/giramento della frittata finale. Prevedibile, pensavo di meglio

    • Nikolaus Suck says:

      Perché non c’era e non c’è proprio niente da dire mi spiace. C’è solo stata una corretta applicazione dell’art. 49 per quello che dice ed ha sempre detto. E va bene così.

  19. noto con piacere il desiderio italico di sostituirsi alla cassa (solo alla cassa) nei splendidi stabilimenti italiani e nuotare tra le banconote come Paperon de Paperoni..!! hahahahahahaha !! poveri illusi, i PESCECANI non sono solo nel mare e chi vivrà vedrà..! in Italia vige il ”cambiare tutto affinchè nulla cambi”.- AUGURI a sucky…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.