Toscana

“Il turismo balneare non si può improvvisare”: il caso a Piombino

Una cooperativa senza esperienza nel settore si era aggiudicata la concessione di uno stabilimento, ma l'ha restituita dopo appena due stagioni

Gestire uno stabilimento balneare non è un’attività che si può improvvisare, e chi pensa che i bandi daranno questa possibilità a qualsiasi comune cittadino, pecca forse di ingenuità. Lo dimostra un recente caso avvenuto sulla spiaggia di Piombino, dove una società si era aggiudicata la concessione di un lido, salvo poi rinunciare a causa delle difficoltà. Si tratta dell’ex Luna Beach a Torre Mozza, andato a gara nel 2021 a causa della scadenza del titolo: una cooperativa sociale aveva vinto la procedura selettiva, strappando l’attività al suo storico gestore, ma dopo appena due estati di lavoro, ha deciso di restituire il titolo a pochi giorni dall’inizio della prossima stagione estiva.

Probabilmente la società neo-concessionaria, che non aveva alcuna esperienza nel settore, aveva sottovalutato la complessità di portare avanti un’azienda articolata e particolare come uno stabilimento balneare. Mentre fino al 2020 il lido, gestito dalla famiglia Vallini, era molto frequentato e ben tenuto, la nuova gestione aveva subìto un forte calo di clienti, che nelle recensioni online lamentavano la mancanza di professionalità e la generale incuria del luogo. Finché, dopo due sole stagioni, la cooperativa ha avuto difficoltà a garantire la manutenzione della spiaggia e a pagare il canone, decidendo dunque di restituire la concessione.

«Questo dimostra che il turismo balneare non si può improvvisare, e che gli imprenditori del territorio e le conduzioni familiari sono fondamentali per portare avanti il settore», commenta Fabrizio Lotti, presidente del Consorzio Costa Est che rappresenta gli stabilimenti del litorale piombinese. «Casi come questo danno valore a ciò che diciamo da sempre, ovvero che gli stabilimenti balneari sono adatti soprattutto alla conduzione familiare e dunque a imprenditori locali fortemente legati al territorio e alla sua storia. È così che si riesce a dare vita ad attività che i cittadini apprezzano. Il turismo balneare è un settore delicato e l’accoglienza è una capacità che si tramanda di generazione in generazione. Questo deve far riflettere sugli eventuali futuri bandi».

La concessione ora è tornata in possesso ai Parchi Val di Corna che ne sono responsabili (la spiaggia si trova infatti nell’area marina protetta del Parco della Sterpaia), e che hanno deciso di affidarla al secondo classificato in graduatoria. Con la speranza che sia in grado di far ripartire l’attività nel giro di pochi giorni, in modo da garantire un corretto servizio ai turisti che la frequenteranno di qui a breve.

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