Emilia-Romagna

Il Comune di Rimini prorogherà le concessioni balneari al 2024

La giunta intende avvalersi della possibilità prevista dalla legge 118/2022

Il Comune di Rimini allungherà la validità delle attuali concessioni balneari fino al 31 dicembre 2024. Lo ha annunciato nei giorni scorsi l’assessore al demanio Roberta Frisoni, rispondendo a un’interrogazione in consiglio comunale. In base alla legge 118/2022 approvata un anno fa, che ha applicato gli effetti di una sentenza del Consiglio di Stato, le attuali concessioni balneari dovrebbero scadere il 31 dicembre 2023, ma la norma prevede la possibilità di un ulteriore anno di proroga “in presenza di ragioni oggettive che impediscono la conclusione della procedura selettiva entro il 31 dicembre 2023” per riassegnare la concessione. Di questa possibilità intende appunto avvalersi il Comune di Rimini.

Come ha spiegato l’assessore, l’amministrazione della nota località balneare «sta ragionando sulla predisposizione dei bandi, ma al buio, perché i decreti attuativi su come gestire le gare ancora non ci sono». Il governo Meloni sarebbe infatti tenuto ad approvare una norma che decida le modalità per riassegnare i titoli, ma al momento sta prendendo tempo per valutare strade alternative: per questo lo scorso febbraio ha approvato una proroga di un anno delle concessioni e nelle scorse settimane ha portato avanti un tavolo tra ministeri competenti e associazioni di categoria per lavorare sulla mappatura delle spiagge. Il suo obiettivo sarebbe quello di garantire la concorrenza richiesta dall’Europa con la direttiva Bolkestein assegnando in concessione nuovi tratti di costa attualmente liberi, in modo da consentire l’avvio di nuove imprese senza mettere a gara quelle esistenti. Ma dopo tre appuntamenti, il tavolo si è concluso con un nulla di fatto e qualcosa si più si potrà sapere solo da settembre, alla ripresa dei lavori.

Tornando alla decisione di Rimini, l’assessore Frisoni ha dichiarato che «è impossibile che in Italia ogni Comune costiero faccia le proprie valutazioni su evidenze di demanio statale, aprendosi anche alla possibilità di contenziosi». Per questo l’amministrazione ha deciso di attendere le decisioni del legislatore nazionale, rappresentando un illustre precedente che è probabile sarà seguito da molte altri Comuni costieri.

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