A Ferragosto è sold out nella maggior parte degli stabilimenti balneari italiani. Anche nel 2025 per gli italiani la vacanza è sinonimo di vacanza al mare. Dall’indagine effettuata sugli associati del Sib-Confcommercio, agosto è nella norma per la totalità delle destinazioni turistiche balneari, con alcune Regioni come la Liguria, la Puglia e la Sardegna che registrano addirittura un +10 % rispetto al 2024.
Afferma Tonino Capacchione, presidente nazionale del Sib-Confcommercio: “Dopo un avvio di stagione estremamente positivo a giugno, e un luglio assai deludente con un generalizzato -15% di presenze e di consumi (fatta eccezione della Puglia e della Sardegna), ad agosto registriamo presenze turistiche nella norma come la scorsa estate. Abbiamo il sold out in moltissimi stabilimenti balneari per la giornata di Ferragosto”.
In aumento è il peso specifico del turismo estero su quello italiano, con una diversa composizione della domanda estera: meno tedeschi e più provenienti dall’est Europa e paesi Scandinavi. “Significativa la notevole presenza di turisti americani – prosegue Capacchione – specie in alcune località della Puglia (Salento e Valle d’Idria) e della Sardegna (Costa Smeralda) e si conferma la polarizzazione delle vacanze delle famiglie italiane nei fine settimana e nel cuore dell’estate”.
“Si conferma soprattutto che è sbagliato e truffaldino additare il calo del turismo italiano di luglio alle tariffe dei lidi. Infatti essa ha riguardato soprattutto le destinazioni balneari con le tariffe più convenienti come l’Emilia-Romagna”, sottolinea il presidente Sib. Peraltro, “anche l’Istat ha smontato la campagna contro i balneari, confermando l’aumento generalizzato dei beni e servizi. Per i balneari gli aumenti sono più contenuti e inferiori persino a quello dei musei. Con l’inflazione del paese al 1,7 % è smontato il teorema del caro ombrellone, visto che gli aumenti certificati sono i più bassi della lista. Voli nazionali (+35,9%), traghetti (+10,9%), auto a noleggio (+9,9%), pacchetti vacanza nazionali (+10,3%), case vacanza, b&b e altre strutture ricettive (+6%), musei e monumenti storici (+4%), spiagge e piscine (+3,4%). A conferma che la polemica di questi ultimi giorni contro i balneari è stata infondata e ingiusta. Si è voluto addebitare ai balneari la crisi dei consumi. Un’operazione truffaldina e ingannevole. Se molte famiglie non sono andate in vacanza o hanno ridotto le loro presenze sui nostri litorali a luglio, è per il caro vita e non per il caro ombrelloni”. SEGUICI SU FACEBOOK CLICCA QUI
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