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Cna Balneari: “Scongiurare le gare delle concessioni di spiaggia”

I rappresentanti nazionali dell'associazione, intervistati in diretta da Mondo Balneare, ribadiscono la necessità di tutelare il legittimo affidamento per le attuali imprese

«Occorre scongiurare le gare e tutelare il legittimo affidamento su cui si sono poggiate in sincerità le imprese balneari italiane». È la posizione di Cna Balneari espressa nell’ambito del ciclo di interviste in diretta che Mondo Balneare sta portando avanti da quasi due mesi, in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato che lo scorso 9 novembre ha dichiarato l’illegittimità della proroga delle concessioni al 2033 e imposto le gare entro due anni. Nel corso del video, sponsorizzato dallo studio di consulenza Eliob, la presidente nazionale Sabina Cardinali e il coordinatore nazionale Cristiano Tomei hanno condiviso le tesi che Cna Balneari ha portato sul tavolo dei ministri Garavaglia, Giorgetti e Gelmini durante l’incontro di martedì scorso a Roma insieme alle altre associazioni di categoria. L’intervista completa può essere rivista nel video qui sopra.

«Finalmente abbiamo avuto un confronto di livello con tre ministri che hanno le competenze per risolvere la questione», ha commentato Cardinali. «Al tavolo abbiamo portato avanti le nostre istanze e strappato la promessa di un tavolo tecnico che finora non è mai stato convocato. Migliaia di imprese hanno fatto investimenti e scelte di vita che non possono essere cancellate con un colpo di spugna».

Ora, ha sottolineato Tomei, «è necessario un confronto serio, continuo e concreto con le associazioni di categoria. Il governo non può ignorare l’impatto socio-economico che deriverebbe dal mandare a casa trentamila piccole imprese balneari che con le gare soccomberebbero. Per questo occorre acclarare che le spiagge non sono una risorsa scarsa e pertanto non possono essere oggetto di applicazione della direttiva Bolkestein: sulle coste italiane c’è spazio per tutti ed è possibile sia tutelare la continuità aziendale delle attuali imprese, costruite col sudore di una vita, sia consentire nuove iniziative imprenditoriali al fine di rispettare il principio di concorrenza chiesto dall’Europa».

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