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Capacchione (Sib): “Sui balneari il governo non ha ancora deciso”

Le informazioni del sindacato di Confcommercio: "Resta ancora da capire se le concessioni saranno prorogate oppure se verrà attuata la legge Draghi"

«Dai molteplici incontri avuti in questi giorni, ritengo che il governo non abbia ancora deciso il percorso legislativo da intraprendere sulla questione delle concessioni balneari». Lo afferma Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari – Confcommercio, commentando in una nota le recenti indiscrezioni sull’orientamento dell’esecutivo in merito alla riforma del demanio marittimo. «Il ministro Fitto ieri ci ha rappresentato che si sta valutando fra il differimento dei termini di tre o quattro mesi per l’emanazione dei decreti legislativi in attuazione della legge Draghi e la proroga del termine del 31 dicembre 2023 di validità delle concessioni demaniali marittime di uno o due anni», riferisce Capacchione.

«Al ministro Fitto, accompagnato dal ministro Santanchè e alla presenza di numerosi parlamentari, fra i quali i capigruppo di Forza Italia Licia Ronzulli e Alessandro Cattaneo, nonché alcuni funzionari di diversi ministeri, abbiamo insistito su quanto detto anche e fra l’altro nella riunione pomeridiana con i parlamentari della Lega capitanati dal loro presidente al Senato Massimiliano Romeo: a nostro avviso la legge Draghi non va attuata bensì abrogata, perché è sbagliata non solo nella tempistica impraticabile, ma anche e soprattutto nei contenuti pasticciati e dannosi per il settore», prosegue il presidente del Sib-Confcommercio.

«Come la legge Draghi ha abrogato la legge Centinaio, che aveva delineato un serio percorso riformatore della materia, così ci vuole una nuova “legge Meloni” che sostituisca gli articoli 3 e 4 della legge Draghi (ovvero la 118/2022 detta “legge sulla concorrenza”, che ha fissato la scadenza delle concessioni al 2023 e l’immediata riassegnazione tramite gare pubbliche, NdR). Abbiamo anche evidenziato e sottolineato che, a nostro avviso, una delle due Camere debba sollevare davanti alla Corte costituzionale un conflitto di attribuzione contro la sentenza dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato che ha di fatto espropriato le funzioni legislative del parlamento», conclude Capacchione. «Ci è stato riferito che la decisione del governo non è stata ancora presa e ci auguriamo che quanto da noi sostenuto venga preso in seria e attenta considerazione dal governo e dai partiti di maggioranza. Vedremo nei prossimi giorni».

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Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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