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Balneari, Tajani: “Governo al lavoro in dialogo con Ue”

Il vicepremier rompe il silenzio dopo l'ennesima sentenza del Consiglio di Stato contro le proroghe

Dopo l’ultimo fuoco mediatico sulle concessioni balneari, accesso dalla sentenza del Consiglio di Stato che martedì scorso ha ribadito l’illegittimità delle proroghe e l’obbligo di indire subito le gare, il governo italiano è finalmente tornato a pronunciarsi sulla scottante vicenda delle spiagge. Lo ha fatto attraverso le parole del vicepremier Antonio Tajani, che ieri ha rotto un lungo e imbarazzato silenzio su un tema che sta mettendo in profonda difficoltà l’esecutivo: nonostante Giorgia Meloni abbia più volte promesso un riordino del demanio marittimo allo scopo di salvaguardare la continuità dei concessionari storici, dopo un anno e mezzo dall’insediamento a Palazzo Chigi la norma non è mai stata nemmeno presentata. Nel frattempo le gare stanno già avvenendo, in applicazione alla legge sulla concorrenza del governo Draghi che ha imposto di concluderle entro la fine di quest’anno.

«Il governo sta lavorando per cercare una soluzione in dialogo con l’Unione europea», ha detto Tajani parlando con i giornalisti a margine di un’iniziativa elettorale in Calabria. «Non voglio commentare le decisioni del Consiglio di Stato, lo hanno fatto molti parlamentari italiani. Però bisogna trovare una soluzione, sia pure nel rispetto delle normative comunitarie, che non penalizzi migliaia di imprese che hanno già investito e che hanno dei mutui».

Ha aggiunto infine il leader di Forza Italia: «Bisogna far prevalere il buonsenso e far comprendere la specificità italiana alla Commissione europea. Con il dialogo speriamo di ottenere dei risultati che in qualche modo tutelino chi ha fatto investimenti e difendano le nostre imprese da una concorrenza sleale». Parole ancora piuttosto generiche e che non dicono nulla sugli intenti concreti del governo per risolvere l’annosa vicenda, ma che almeno mettono fine a un silenzio che stava facendo temere il tradimento agli imprenditori balneari, scesi a migliaia in piazza a Roma lo scorso 11 aprile. Ora però la categoria attende i fatti concreti, prima che i Comuni concludano le procedure di gara.

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