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Balneari, Sib lancia mobilitazione generale: “Chiediamo misure urgenti per il settore”

L'appello del sindacato di Confcommercio: "Iniziativa più ampia e unitaria possibile"

«Abbiamo deciso di allertare la categoria per una sua mobilitazione, la più ampia e unitaria possibile». È l’annuncio del Sindacato italiano balneari – Confcommercio, il cui consiglio direttivo si è riunito lo scorso venerdì a Roma per analizzare i ritardi delle amministrazioni locali sull’estensione delle concessioni demaniali fino al 2033, disposta dalla legge 145/2018.

«La riunione straordinaria del consiglio direttivo – spiega il Sib-Confcommercio – è stata convocata dal presidente nazionale Antonio Capacchione per un esame della situazione e l’adozione delle iniziative conseguenziali. Dopo la relazione del presidente si è svolto un lungo e approfondito dibattito che ha coinvolto i dirigenti provenienti da tutte le regioni costiere. Si è dovuto prendere atto dei gravi e ingiustificati ritardi di molti comuni e delle autorità di sistema portuali nell’applicazione della legge che ha differito di quindici anni la scadenza delle concessioni demaniali marittime vigenti. Si è constatato che il governo e il parlamento non hanno preso in considerazione le diverse proposte emendative alla manovra finanziaria per la messa in sicurezza economica del settore (dall’aliquota Iva del 10% come per tutte le altre aziende turistiche alla Tari riferita all’effettivo periodo di produzione dei rifiuti; dalla sospensione dell’obbligo di smontaggio delle strutture alla modifica della disciplina degli incameramenti). Non hanno trovato, sin qui, accoglimento persino provvedimenti da tutti condivisi a parole, come quelli in favore dei pertinenziali. Sorte analoga ha colpito la ragionevole proposta per accelerare l’entrata in vigore del decreto “Cantiere ambiente” attraverso il suo inserimento nella manovra di bilancio al fine di rendere celeri e tempestivi gli interventi di contrasto del fenomeno erosivo. Da sette mesi è poi inutilmente scaduto il termine per l’emanazione del DPCM che avvia la riforma organica del settore. E si potrebbe purtroppo continuare».

«In definitiva – conclude il Sib – sembra che la questione balneare italiana sia completamente fuoriuscita dall’azione politica del governo e del parlamento. Di fronte a questa preoccupante situazione che danneggia non solo 30.000 imprese del settore ma l’intera economia turistica del paese, il consiglio direttivo ha deciso di allertare la categoria per una sua mobilitazione, la più ampia e unitaria possibile. Nei prossimi giorni, pertanto, saranno intensificate le iniziative sindacali volte a sensibilizzare le istituzioni sulla necessità e urgenza della emanazione dei provvedimenti indispensabili e non più differibili a salvaguardia della balneazione attrezzata italiana».

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Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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    Ma perché tutti questi eroi dei sindacati( di cui personalmente prenderei le dovute distanze) se veramente vogliono fare gli interessi dei balneari in almeno questa vicenda che dura da anni non vanno uniti a Roma? Forse cosi possono meglio prendere in giro la gente?

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    Giampaolo Gemignani says:

    Si sveglia tardi Capacchione. Quando i balneari chiedevano azioni di forza il Sib optò per il basso profilo. Così in Toscana e specialmente in Versilia persero moltissimo voti.

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    Gianfranco Cardosi says:

    Siamo,purtroppo, nella stessa situazione di 10 anni fà, quando venne cancellato, senza troppo riflettere, il così detto “diritto di insistenza”. Ora il Governo si è dato ben 15 anni ( equivalente allo spazio temporale di ben tre (3) Legislature) per aggiornare la normativa sul demanio marittimo, concedibile alle imprese turistico-ricreative: stabilimenti balneari ed assimilati. Speriamo che anche i futuri 15 anni non trascorrano invano, (senza, cioè, decidere niente) come purtroppo è avvenuto fino ad oggi.!

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    davide scotti says:

    purtroppo i 15 anni sono solo sulla carta e scritti con inchiostro simpatico…se una persona interessata al mio stabilimento forzasse la mano chiedendo l’evidenza pubblica al comune attraverso il TAR probabilmente gli darebbero ragione!

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