Sib-Confcommercio

Balneari in piazza il 13 aprile: “Governo si attivi per salvare nostre imprese”

Il Sib aderirà alla manifestazione convocata da Fipe-Confcommercio

Anche il Sindacato italiano balneari parteciperà all’assemblea straordinaria indetta dalla Fipe-Confcommercio del prossimo 13 aprile a Roma e nelle piazze italiane per chiedere al governo una data certa per la ripartenza dell’economia turistica del paese. «Abbiamo concordato con la Fipe-Confcommercio, di cui siamo parte integrante ed essenziale, una forma di protesta tanto ordinata nelle modalità di svolgimento imposte dalla situazione pandemica quanto ferma e decisa nei contenuti dettati dall’emergenza economica e sociale del paese», spiega il presidente del Sib Antonio Capacchione.

«Il prossimo 13 aprile a Roma e nelle piazze delle maggiori città del paese si svolgeranno delle assemblee straordinarie della Fipe alle quali parteciperemo per esprimere tutto il nostro malessere e la profonda preoccupazione per il futuro del nostro lavoro e delle nostre aziende», prosegue Capacchione. «Come è noto, la problematica principale del settore è costituita dalle difficoltà burocratiche nell’applicazione delle diverse leggi che lo Stato italiano ha emanato per assicurare la continuità di lavoro delle nostre aziende minacciate da un’errata applicazione della direttiva Bolkestein». In particolare, «negli ultimi mesi si è creata una situazione caotica fra richieste di chiarimenti della Commissione europea, contraddittorie pronunce dei giudici amministrativi e sconsiderate iniziative dell’Antitrust».

Aggiunge il presidente del Sib: «C’è un’intensa interlocuzione con i rappresentanti del governo e del parlamento per eliminare ogni ostacolo alla messa in sicurezza del settore e, con esso, del turismo balneare italiano. A tutti evidenziamo che rischia di inciampare rovinosamente la tanto auspicata ripartenza turistica ed economica del paese in assenza di immediati e risolutivi provvedimenti chiarificatori. Non si tratta di misure economiche, bensì di disposizioni “a costo zero”».

«I segnali che abbiamo sin qui ricevuto, ancorché incoraggianti, non sono però tali da eliminare o persino attenuare le nostre inquietudini ed apprensioni», conclude Capacchione. «Saremo pertanto in piazza il prossimo 13 aprile per rivendicare il diritto dei balneari a esistere e ad avere un futuro nell’interesse non solo delle nostre famiglie e di quelle dei nostri collaboratori, ma anche e soprattutto del paese che ha, nella balneazione attrezzata italiana, un essenziale e importante fattore di competitività, in questo momento storico più che mai decisivo, nell’agguerrito mercato internazionale delle vacanze».

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Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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    Dott. Salvatore De Angelis says:

    Alcune considerazioni in merito alla Direttiva Bolkestein
    Mi sono chiesto quali sono i principi di Legittimità ed Eguaglianza e Trasparenza, che la direttiva Bolkestein impone alle aziende operanti sul Demanio Marittimo, seguendo il principio dell’Evidenza Pubblica per l’affidamento delle aree già in Concessione ad Aziende private, spesso da molti anni.
    Seguendo il principio dell’Evidenza Pubblica, si verificherebbe, a mio avviso, un vero e proprio ESPROPRIO AZIENDALE, tra privati, da parte del vincitore della gara, contro il precedente Concessionario.
    Allora mi chiedo:
    se perfino lo Stato, in caso di realizzazione di un’Opera Pubblica necessaria, deve retribuire, al valore di mercato, i proprietari dei beni espropriati, come si può consentire l’esproprio di un’Azienda Privata (Concessionario preesistente), da parte di un’altra azienda privata (concessionario subentrante), soltanto per il fatto che risulterebbe vincitrice di una gara di evidenza pubblica.
    E poi, chi garantisce e su quale base sarà valutato il comportamento, che il nuovo aggiudicatario della gara, pur essendo in possesso di tutti i requisiti formali, dia maggiori garanzie di legalità, trasparenza e di soddisfazioni per la collettività, rispetto al Concessionario uscente???
    Credo che la messa al bando delle Concessioni Demaniali Marittime Turistiche Ricreative, semmai hanno una ragion d’essere, non possono prescindere da una remunerazione al valore di mercato dell’Azienda, a favore del Concessionario Uscente.
    Quanto sopra considerato, a mio avviso, per fare aumentare il valore della propria azienda, si stimolerebbe automaticamente nei concessionari, i comportamenti di seguito elencati:
    1) Incentiverebbe gli investimenti, per aumentare il valore delle proprie Aziende;
    2) Farebbe emergere l’evasione fiscale, perché i concessionari, sarebbero incentivati a dichiarare l’intero introito per ottenere una maggiore valorizzazione della propria azienda, in caso di perdita della gara;
    3) Favorirebbe l’emersione del lavoro nero;
    4) I concessionari sarebbero indotti ad una più attenta gestione dell’azienda dal punto di vista gestionale, ecologico ed energetico, indirizzandola verso la Green Economy.
    Tutto ciò a vantaggio dell’efficienza, della trasparenza e della soddisfazione sociale.

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      Infatti per chi vede lontano è già così da anni, pagare tutte le tasse è un vanto, logicamente i prezzi devono essere adeguati e includere tutti i costi. Per questo le gestioni NON devono essere “mordi e fuggi” cioè fatte di gente che gestisce non paga nulla e scompare, ma devono essere durature e fatte possibilmente famiglie oneste.
      Per quel che riguarda l’indirizzo di green economy condivido…. purtroppo nella mia zona siamo costretti ad essere noi propositivi in tal senso, le amministrazioni non conoscono neppure il significato della parola green pensi se ci aggiunge la parola economy. Bagnìno da 34 anni.

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    Infatti Dott.De Angelis,penso anche io che che i balneari abbiano diritto di chiedere garanzie riguardo la propria azienda in caso di perdita della concessione.Questi decenni di continue proroghe dovevano servire proprio a questo,a definire un quadro chiaro ed equilibrato che potesse andare incontro alle esigenze di tutti,dei balneari e della collettività.Ma arroccarsi su o tutto o niente ha portato a questo caos.Quindi,secondo me,che vengano riconosciuti diritti nel limite del possibilebenissimo,ma sul valore dell’azienda che è cosa ben diversa dalla concessione.Se non si fanno le gare pubbliche le cose non cambieranno né per il meglio né per il peggio e il tornaconto sarà sempre per i soliti noti.

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    Tutela imprese says:

    Non c’è nessuna garanzia che il concessionario subentrante possa fare bene o riuscire a soddisfare gli obiettivi della direttiva. Non può essere immesso in questo sistema di ricambio il comparto balneare per svariati motivi: 1) per come si è trattata La materia sono ad oggi 2 ) affidamento legittimo dei concessionari gestori da moltissimi anni 3) investimenti fatti e capitale umano messo a disposizione 4) nessuna garanzia che il ricambio a breve termine porti vantaggi economici per la collettività 5) lo stallo blocca solo gli investimenti dei gestori che a mio parere devono essere rassicurati per spendere 6) crei enormi problemi sociali e di occupazione per imprese a carattere familiare per il 90% 7) le regole sono applicate in modo disorganico in tutta Europa 8) solo l’Italia ha quella peculiarità delle coste e non può essere assimilato a nessun altro stato membro 9) eticamente è ingiusto togliere il lavoro ad un imprenditore sano ancorché il bene su cui opera è pubblico . Create lavoro non toglietelo a chi non ha colpe.

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      Se si andasse a vedere caso per caso si vedrebbe chiaramente che altri saprebbero fare meglio e senza fare nessuno sforzo.Alcuni punti toccati da Tutela imprese (gli attuali concessionari sono lì da tantissimo tempo per esempio)a difesa della categoria a mio parere più che aiutare possono rivelarsi dei boomerang.Insomma diciamolo chiaro:tutto deve rimanere così per i secoli a venire.Questa è la sola riforma accettabile!

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        Buongiorno sig.ra Ilaria, non voglio polemizzare su quello che riguarda anche il mio di lavoro, ma semmai discutere per raggiungere un pensiero condiviso almeno qui…. visto che il COVID blocca tutti gli incontri pubblici. Riguardo a ciò che dice, chi saprebbe fare meglio del vecchio gestore che ha in testa una sola cosa e cioè trarre profitto dalla sua impresa? In che modo ci si riesce? Dando sempre quello che richiede il mercato!!!! Il gestore ESPERTO e MOTIVATO capisce ogni anno quello che sono le richieste nuove e si adegua un nuovo gestore impiegherebbe troppo (noviziato) a suo discapito e a discapito dell’indotto.
        Per quel che riguarda il cambio dei gestori, non dura secoli ma cambia ogni volta che non si ha più la formula famigliare adatta, o si arriva ad una inadeguatezza del gestore. Mediamente nelle mie zone centro Italia, il cambio gestione capita ogni 10/15 anni. Direi che c’è spazio per tutti….

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          Valter,io vorrei veramente e pacatamente far capire le mie riflessioni partono da un punto fermo e indiscutibile:le spiagge sono Patrimonio Pubblico!Le leggi che disciplinano questo patrimonio ci sono,ma sono sempre state aggirate per i motivi che ormai tutti sanno.È ora di rimettere in ordine un po’ di cose.Lei dice che nessuno saprà faremeglio degli attuali concessionari,ma tanti di questi non si sono posti il problema quando hanno venduto a chi pareva loro guardando all’offerta migliore.Lei senza mai un metro di confronto non potrà mai dire di essere migliore di me.L’Europa è l’ultimo dei vostri problemi perché prima mi interessa che la mia Patria mi consideri degna quanto lei di aspirare a gestire una spiaggia.La consapevolezza della distorta gestione del bene pubblico fatta fino ad adesso si sta facendo strada fra i vostri concittadini e guardi anche fra i vostri affezionati clienti.Come ho già detto quando sento dire :vendo la mia spiaggia per me e come Totò che vendeva l a Fontana di Trevi!E questo meccanismo perverso deve finire.La Bolkestein non mi interessa proprio.

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    Faccio il cameriere da trent’anni e mi farebbe molto piacere partecipare ad un’asta per aggiudicarmi un angolo di spiaggia o un chiosco, quindi un referendum nazionale sarebbe stata un ottima soluzione.
    I balneari non vogliono assolutamente mollare l’osso!!

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      Tutela imprese says:

      Mio caro amico , ma le possibilità che cittadini come lei riescano a prendersi un bagno è molto remota, se il criterio economico come si dice è quello che conta come può un lavoratore accaparrarsi un impresa? L’indennizzo che ci sarà sicuramente chi lo deve pagare? Chi entra? Non è un asta per tutti ma solo per i grandi investitori che hanno risorse per progetti e per pianificare investimenti a scopo di lucro . Provocherà solo la distruzione delle imprese familiari attuali , le uniche che possono investire se si creano attorno a loro i presupposti di stabilità . Mi spiace dirlo ma è così . Non è come la lotteria.

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        Tutela imprese says:

        E qui capisco con certezza che il comune cittadino ha una conoscenza della vicenda distorta. Ripeto servono risorse e poi investimenti cospicui, nn sono per tutti. Ma se vogliamo raccontare favole , vabbè, poi ci si scontra con la realtà .

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          Tutela imprese,se si andasse a gara anche gli attuali titolari dovrebbero fare investimenti cospicui per competere e si metterebbe fine al maquillage di stucco e pittura che è l’unico investimento che va avanti da decenni.Ripeto andate a vedere caso per caso che ne scoprirete delle belle!Io abito sul mare e quando aprivo le finestre negli anni settanta-ottanta vedevo le stesse cose chevedo oggi,a parte i lettini invece degli sdraio e qualche ombrellone di colore diverso.La realtà è sotto gli occhi basta guardare le vecchie cartoline postali e fare un confronto.Quindi ben vengano le gare e che vinca il migliore.E non si facciano i conti in tasca a chi vorrà mettersi in gioco!

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          E questo dimostra quanta giustizia s ociale c’è!E quanti soldi girano attorno al sistema delle concessioni.E voi voletefar credere che alla fine il guadagno è quello di un vostro dipendente.Ma avete capito qua nessuno è fesso e vi contraddite ognivolta che aprite bocca?

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      Teo Romagnoli says:

      Perché non fai come noi e te la compri?
      Io l’ho pagata, con enormi sacrifici e ci ho sgobbato per 30 anni e non ho un ferrari..e non t credere che verranno assegnate a ( senza offesa) a piccoli privati ma a mafia, cinesi e multinazionali…

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        Gli stessi acquirenti a cui venderebbe lei se le facessero una proposta..siamo onesti, i balneari non difendono l’italianità delle concessioni messa a rischio da cinesi e multinazionali ma il proprio portafoglio perché non potrebbero rivendere l’azienda che senza concessione non è nulla.

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          Teo Romagnoli says:

          60/70 anni fa hanno concesso a storpi, orfani e picchiatelli la possibilità di non morire di fame con le concessioni…adesso diamo un servizio senza uguali nel mondo..! Volano dell’ economia del territorio..! le dovremmo cedere.. se c’è in Italia un settore che funziona sono proprio le spiagge date a cittadini che con FATICA e inventiva le hanno trasformate in aziende che a pochissimi euro fanno fare i signori agli operai ITALIANI ed esteri. Gli avventori sono avvertiti…non troveranno la pappa pronta ma macerie..perche io non lascio i sacrifici di 30 anni a chi non ha più diritto di me..! E se entrassero altri soggetti quanto resterebbero?? 4 anni? Non sarebbe possibile ripagare nemmeno le attrezzature..per fare investimenti i prezzi salirebbe alle stelle costerà più un ombrellone della camera di hotel…siamo seri solo in Italia c’è questa discussione solo perché siamo ancora e sempre la repubblica delle banane.. Fuori dall’ europa subito!

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        teo Romagnoli, Lei non ha “comprato” nulla e non è proprietario di nulla (se non gli ombrelloni, gli sdrai, e le piccole attrezzature). La concessione che le è stata data è quinquennale. Solo il meccanismo perverso di uno stato debole ha permesso il reiterarsi delle proroghe e il consolidarsi di posizioni talmente rigide da assomigliare, in effetti , a una “proprietà privata”. No, mi dispiace, la spiaggia è anche mia, e prima o poi devo poter competere per lavorarci sopra, ad armi pari. Nessuno le toglie niente di quanto Lei ha fatto e realizzato, ma non può pretendere che in forza del passato Lei possa ipotecare il futuro. Ben vengano le gare con par condicio.

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          Teo Romagnoli says:

          Guardi che la clientela viene e torna perché c’è Teo, Luca, Giovanni.. questo è il vero patrimonio..
          Non capisco voi che volete creare un ulteriore problema sociale a 30000 (+ collaboratori) famiglie Italiane

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      Sig.Toni anche io facevo il rappresentante e avendo tempo libero in estate, sono subentrato liquidando il vecchio gestore per quel che riguardava l’avvio clientela e
      le attrezzature come era ed è
      giusto fare. Era una spiaggia di 13.30 metri di frontale ridicola, ma quella
      mi potevo permettere, con enormi sacrifici fatti da me e famiglia sono arrivato ad avere una spiaggia più grande, sempre liquidando i vicini adiacenti anziani. Con rinuncia che non sto qui a raccontare.Adesso qualcuno ci vuol fare intendere che le imprese che abbiamo formato le daranno a chi ne fa domanda? Cioè compilando quattro fogli di carta? Dietro c’è stato troppo lavoro per “mollare l’osso” come dice lei. Capisco che le aree sono demaniali, ma l’impresa che c’è sopra e del gestore e dare a qualcuno ‘altro l’ipotetica concessione sarebbe un esproprio d’impresa.Se questa è’ la strada che dobbiamo intraprendere ok, ma oggi a me domani a lei. La classica guerra tra poveri.

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    le banche certamente daranno sostegno al nuovo vincitore grazie e per la concessione come è accaduto per i vecchi balneari che molto spesso non avevano molto come spesso ripetete. La concessione è la garanzia e il risarcimento al concessionario sarà sul profitto degli ultimi anni così si contrasta il nero e la banca finanzia quanto realmente ammortizzabile. Nessuna controindicazione

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      Tutela imprese says:

      Tanto ma tanto sostegno per quanto lei afferma . Io direi che non è una cosa per tutti ma per chi ha tanta , ma tanta disponibilità e non per una piccola famiglia . Raccontate queste storielle ad altri, per rientrare in ammortamenti del genere ci vogliono tantissime garanzie e non solo la concessione. Sapete quale sarà la cosa più ovvia ?? Aumento dei prezzi per il consumatore, altro che spiagge libere . Schizzeranno i prezzi e le vacanze saranno un lusso o non ci rientri per nulla, l’attuale gestore è l’unico che può continuare a non esagerare con gli avventori finali. Per migliorare il servizio?? Obbligarlo a investire ma non mandarlo a casa . Chi non lo fa si fa da parte.

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    Teo Romagnoli per rispondere a lei bisognerebbe ricominciare a dire e ridire le stesse cose e ricominciare tutto daccapo ed è tempo sprecato.Rispondo però volentieri sul perché non “compro” una spiaggia.Semplicemente perché la spiaggia non si può(o non si dovrebbe)comprare.Deve assere assegnata tramite gara dove io pago al legittimo proprietario(lo Stato) quanto stabilito affinché possa godere di quel bene pubblico per un periodo DETERMINATO che potrà essere più o meno lungo.Non compro la concessione da lei perché non è sua e non a lei che mi devo rivolgere.Per quello che riguarda quello che lei ci ha fatto sopra sarà lo Stato a definire come eventualmente risarcirvi in caso di perdita della concessione e dico in caso perché se la sua offerta è migliore della mia la concessione rimane a lei perché ne ha pienamente diritto.

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      Teo Romagnoli says:

      Si vede che non conoscete l’ argomento..chi stabilirebbe se lei ha più diritto capacità o conoscenza di me?? L’ offerta economica? Perché non può e non deve essere quella…si riperquoterebbe sul cliente finale..e addio turisti…lasciate stare un settore che va bene, benissimo così…almeno chi non ci sia un progetto che ci voglia far diventare tutti operai..

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    È molto facile per un comune cittadino parlare di aste, vendite e cambiamento.Ma le mie domanda sono : Sapete quanti sacrifici un titolare di uno stabilimento balneare ha dovuto fare negli anni? Quante modifiche per mettersi in regola ogni anno con i cambiamenti fatti dalla legge e soprattutto nel 2020 per il covid? No beh secondo me non potete saperlo, perché è facile parlare. C’è gente come me e come la mia famiglia che è più di 50 anni che ha un attività in un tratto di costa abbandonato che ogni anno non solo pulisce il proprio tratto in concessione davanti al proprio locale ma anche tutto il tratto costiero, che ogni anno combatte per far si che le istituzioni facciano qualcosa in modo tale che l’erosione costiera non distrugga tutto. Perché si c’è gente che combatte, ci crede nel lavoro che fa e nel lavoro che da al giorno d’oggi facendo facendo sacrifici, per cosa vedere andare in pezzi tutto dopo una vita e lasciare alle multinazionali perché non si tratta di lasciare ad altri privati.Leggete bene e informatevi bene prima di parlare e soprattutto appoggiateci invece di attaccarci perché ricordatevi siamo le stesse persone e attività dove ogni anno andate a passare le vostre vacanze. Grazie e scusate lo sfogo di un piccolo titolare in crisi.

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      Laura,ma lei sa quanti sacrifici e quante modifiche hanno dovuto fare “i comuni cittadini” e quanti ne dovranno ancora fare?Lo sa che c’è gente che combatte e crede nel proprio nel proprio lavoro e sta vedendo andare tutto in pezzi?Se sono 50 anni che le hanno permesso di lavorare e guadagnare su un bene pubblico non è ora di competere in una gara?Se dite di avere diritti sulla concessione perché sono 50 anniche la sfruttate se rimanete fino al 2033 questi diritti saranno sempre maggiori.Allora è come dire:la spiaggia non è più dello Stato,è diventata un mio bene privato per usucapione!!!È possibile questo?Può essere accettato dai”comuni cittadini” che sono già proprietari della spiaggia quanto lei? La gara può anche vincerla lei e rimanere sulla concessione per un tempo definito e nel pieno dei suoi diritti.

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        Teo Romagnoli says:

        Venga a fare una stagione lavorativa al mare..quando finisce le rimane poco più dei suoi dipendenti..le passa la voglia di mare…glielo dico io…

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          Già fatto,grazie!Ed è perché ho toccato con mano e ho visto bene come vanno le cose che sono così convinta delle mie idee.Che vi rimane poco più dei vostri dipendenti…..forse nel reddito dichiarato anche meno.Ma mi faccia il piacere! Ormai siamo arrivati al punto più basso.È come quando Totò vendeva la Fontana di Trevi dicendo ai mammulucchi che era sua!

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            Lei e diario volete sfruttare una direttiva europea ingiusta sbagliata e parziale per un giusto principio. Se aveste posto l’attenzione non sulla bolkestein ma sulla disparità di trattamento in Italia tanto di cappello. Invece lei e diario appoggiati da esimi avvocati che se avessero un po di coraggio lo ammetterebbero, spingono per l’applicazione di una scellerata direttiva che in nessuno stato europeo è stata applicata. Voi siete ipocriti ed incoerenti

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    Nikolaus Suck says:

    C’è sempre questa contraddizione di fondo (solo una delle tante) che vi frega. Da un lato della campana, si tratterebbe di concessioni che comportano solo sacrifici, spese e tasse e bastano a malapena per dare da mangiare a una famiglia, ma se così fosse non si vede perché dovrebbero fare gola a queste fantomatiche grandi multinazionali e addirittura a cinesi, si tratta sempre della stessa concessione. Dall’altro lato di quella stessa campana, ci si dice espressamente il contrario ovvero, testualmente, che “non è una cosa per tutti ma per chi ha tanta , ma tanta disponibilità e non per una piccola famiglia”! Il che, peraltro, non significa certo che debba quindi restare a vita agli stessi, semmai l’opposto, perché si conferma che è economicamente contendibile.
    Fate pace e mettetevi almeno d’accordo su una linea comune, perché in questo modo diviene evidente (o meglio, ancora più evidente) la realtà, ossia che entrambi gli argomenti sono, semplicemente, falsi e inconsistenti.

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    Pur non intenzionato ad appropriarmi dell’area in concessione (non potrei mai venderla) mi permetto ricordare agli “europeisti” (caldeggiatori della direttiva assurda e pazzesca) nonché dei “pro-aste”, che, se non ci fossero stati gli attuali concessionari che già DA PIÙ DI UN SECOLO, si sono inventati, prodigati, sacrificati, investendo anche cospicue somme, realizzando un sistema balneare che IL MONDO ci invidia, che in qualche modo hanno fatto anche la storia di questo Paese, NON AVREMMO MAI POTUTO RAGGIUNGERE LA NOTORIETÀ TURISTICA INTERNAZIONALE CHE TUTTI SAPPIAMO, creando occupazione, sviluppo e ricchezza per tutti gli italiani. Ora, questa assurda situazione, voluta improvvisamente, dai sopraggiunti europeisti (i pro-aste si sono soltanto “accodati” con il pretesto della direttiva europea!) sta creando enormi danni sotto ogni punto di vista, non ultimo, il DEGRADO ASSOLUTO di tutto il nostro litorale, a causa del CAOS e delle INCERTEZZE che impediscono da diversi anni, ristrutturazioni, innovazioni e qualsiasi altro investimento, favorendo i nostri principali concorrenti, Spagna, Portogallo, Grecia, Croazia CHE DI QUESTI PROBLEMI NON NE HANNO. Quanto sopra, non è faziosità, sono fatti sotto gli occhi di tutti. Mi convinco sempre di più che siamo un popolo di inetti!, VERGOGNA!!!

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    Visto che da quello che si legge adesso la bolkestein non interessa più ma si punta alla questione balneare perché si ritiene che sia ingiusto che un bene pubblico sia gestito da pochi … Iniziate a preoccuparvi dei veri problemi come la malasanità specie al sud, le mafie, la giustizia che è gestita solo su interessi e sulla corruzione sulle tangenti….potrei elencare decine e decine di problemi seri…quindi ripeto siete ipocriti perché a voi interessa il comparto balneare punto e basta. E volete subentrare approfittando della mala gestio della politica perché se nel 2006 l’Italia avesse fatto come la Spagna nessuno di voi sarebbe potuto subentrare perché nel 2081 nessuno di noi ci sarà. Invece adesso sperate nella falla del sistema Italia facendoci credere che sia un problema per voi quando invece è per voi un’occasione propizia. Ipocriti

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    Sarò anche ipocrita se la fa stare meglio,ma tra i tanti problemi che ci sono da risolvere questo si aggiunge e merita di essere risolto.Il problema gigantesco lo dovranno risolvere le future generazioni che dovranno pagare per restituire buona parte di quello che ci viene prestato oggi.Allora se l’Europa adesso ci da tanti soldini anche per sostenere il turismo,noi lasciamo che il patrimonio spiagg continui a rendere 110 milioni all’anno allo Stato? Non rispettiamo le direttive e paghiamo multe per mettere al riparo solo le vostre future generazioni?Ma mettetevi il cuore in pace e pensate al modo migliore per competere e probabilmente vincere i bandi che sono inevitabili e sacrosanti.

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      Buongiorno. Detto così può essere comprensibile. Ma mi creda, non tutte le città sono Rimini. Il 90% tra Imu tari tasse e aggiornamenti (solo nell’ultimo mese pagati 4 Milà euro nonostante l’attività sia chiusa e lavori circa 4/5 mesi) è nell’ultima fascia. Tasse per 12 mesi e locale aperto per 4…i veri usurpatori sono concessionari autostradali, la faccenda FIAT ALITALIA ILVA ECC ECC. Mi sono già espresso poi su come certe categorie siano protette ma ne lei né altri qui ha ammesso questo squilibrio. A titolo di esempio: per aprire una farmacia occorre avere alcuni punteggi. Sa quale è il punteggio maggiore??avere già una farmacia……quindi se un laureato in farmacia prova a partecipare ad un bando per aprire una farmacia lo fa a vuoto perché il bando è fatto per i farmacisti e non per i laureati in farmacia…..allora siate costruttivi su tutti i campi e quando avrete risolto (ahahahah) quelle ingiustizie allora arriverete a quella dei balneari che è sicuramente molto molto meno ingiusta rispetto alle centinaia esistenti in Italia. Si informi. C’è gente che ha un Q.I. elevato che ha scritto pagine e pagine su queste ingiustizie e ha affermato che sicuramente la questione balneare è tra le ultime….quindi che lei o diario veniate a fare il predicozzo…beh…almeno lei ha toni più apprezzabili di diario che sfotte con ironia .. ripeto voi volete sfruttare la bolkestein per correggere uno squilibrio. Ma se faceste la vostra lotta al di fuori d questa norma sareste più apprezzati

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    Sono fiduciosa che tutte le storture saranno aggiustate anche quelle menzionate da lei e le do ragione in pieno.Però anche la faccenda delle spiagge merita attenzione.Ma Draghi non ha bisogno dei nostri consigli,sa benissimo dove è giusto andare a tirare su un po’ di quei denari che i nostri figli e nipoti dovranno rendere.

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