Sib-Confcommercio

Balneari, pronte le diffide contro gli enti che avviano gare concessioni

Il fac simile è stato predisposto dal Sib-Confcommercio e può essere inviato a Comuni, Regioni e Autorità portuali che non si stanno attenendo alla proroga al 2025 disposta dal governo Meloni

Il Sindacato italiano balneari di Confcommercio ha predisposto un modello di diffida da mettere a disposizione ai propri associati, per poterlo inviare alle amministrazioni locali che stanno predisponendo i bandi di gara sulle concessioni demaniali marittime. «Sono illegittimi gli eventuali atti amministrativi emanati dagli enti che esercitano le funzioni in materia di demanio marittimo (Regioni, Comuni e Autorità portuali) per la messa a gara delle aree già oggetto di concessione demaniale», argomenta Antonio Capacchione, presidente del Sib-Confcommercio. «Come sindacato abbiamo predisposto un fac simile di diffida, nel caso fosse necessario, da inviare a quegli enti che intendessero adottare provvedimenti illeciti».

Gli enti che stanno predisponendo le gare sulle concessioni balneari si basano sulle due sentenze gemelle del Consiglio di Stato, che a novembre 2021 hanno annullato la proroga dei titoli al 2033 e imposto di riassegnarli tramite procedure pubbliche selettive entro il 31 dicembre 2023. Il governo Draghi ha recepito gli effetti di tali sentenze con la legge 118/2022, ma il governo Meloni ha spostato il termine al 31 dicembre 2025 con il decreto milleproroghe di febbraio 2023. Su questi e altri motivi si basa la diffida predisposta dal Sib, di cui si riporta di seguito un estratto.

«La legge 118 del 5 agosto 2022, come modificata dal decreto legge 198 del 29 dicembre 2022, convertito con la legge 14 del 23 febbraio 2023, dispone che la scadenza delle concessioni vigenti è stata fissata al 31 dicembre 2024 (ex art. 3 comma 1); che comunque per alcune concessioni vengono fatte salve altre diverse più lunghe durate (ex art. 3 comma 2); che gli enti concedenti hanno facoltà di proroga fino al 31 dicembre 2025 “in presenza di ragioni oggettive che impediscono la conclusione della procedura selettiva” (ex art. 3 comma 3); che ai sensi e per gli effetti dell’art. 4 comma 4 bis “è fatto divieto agli enti concedenti di procedere all’emanazione dei bandi di assegnazione delle concessioni”».

Prosegue la diffida: «Queste disposizioni legislative, a tutt’oggi, sono valide ed efficaci e non possono essere disapplicate dalla pubblica amministrazione per presunto contrasto con il diritto europeo sulla base delle sentenze dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato numero 17 e 18 del 9 novembre 2021 o di altre analoghe, perché

  1. una delle due sentenze gemelle, su ricorso della nostra organizzazione, è stata annullata dalla suprema corte di Cassazione a sezioni unite con sentenza n. 32559/2023 del 27 novembre 2023;
  2. sono comunque superate nel loro presupposto fattuale dall’avvenuto recente accertamento sulla “non scarsità della risorsa”;
  3. nel caso in questione, la disapplicazione non spetta alla pubblica amministrazione o ai giudici ordinari, bensì alla Corte costituzionale;
  4. per la previa applicazione dell’articolo 49 del Codice della navigazione, è pendente un giudizio davanti alla Corte di giustizia europea;
  5. le modalità di rinnovo e/o riassegnazione delle concessioni demaniali marittime sono di competenza esclusiva dello Stato nazionale, come ripetutamente chiarito dalla Corte costituzionale.

Per tutto quanto sopra esposto, si evidenzia la palese illegittimità di atti amministrativi di messa a gara delle aree demaniali marittime già oggetto di concessione».

Per ricevere il fac simile della diffida, è possibile contattare la segreteria nazionale del Sib-Confcommercio.

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Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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