Attualità

Balneari, Pasca: “Inammissibile negare proroga al 2033, urge riforma concessioni”

Il presidente del Tar Lecce dedica un'ampia parte del suo intervento per l'inaugurazione dell'anno giudiziario alla vicenda Bolkestein, con riflessioni autorevoli e brillanti

«Sulla follia della direttiva Bolkestein serve una riflessione collettiva di buonsenso da parte di tutti i giudici». Lo ha detto il presidente del Tar di Lecce Antonio Pasca, che ha dedicato alla vicenda delle concessioni balneari una lunga parte del suo intervento pronunciato sabato scorso per l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Pasca è noto per avere firmato delle storiche sentenze in materia di demanio marittimo: secondo la teoria del giudice, la direttiva Bolkestein non è autoesecutiva e pertanto la legge sull’estensione al 2033 delle concessioni non può essere disapplicata, non essendoci un’altra norma da applicare al suo posto. Un pensiero ribadito anche nel corso del suo ampio intervento, in cui Pasca ha affermato come «l’attuale prassi di diniego della proroga ex lege, peraltro in modo non uniforme né costante, integra solo una inammissibile violazione della legge nazionale, senza realizzare in alcun modo attuazione della direttiva Bolkestein».

Al momento, però, la posizione del giudice salentino è un faro nella notte. Come ha sottolineato lo stesso Pasca, infatti, «il Tar Lecce ha espresso una giurisprudenza non allineata in materia di concessioni balneari: il mio obiettivo era proprio quello di suscitare una riflessione critica e autocritica sulla direttiva Bolkestein, e confido che questo possa avvenire presto». Il fronte sembra particolarmente caro al giudice, che nella sua relazione scritta per l’inaugurazione dell’anno accademico ha dedicato ben venti pagine su settanta alla vicenda delle concessioni balneari, analizzando ogni aspetto della complessa vicenda – dal paesaggio alla normativa, fino alle recenti diffide dell’Agcm – con valutazioni autorevoli e brillanti.

Oltre a insistere sulla natura non autoesecutiva della direttiva Bolkestein, il presidente del Tar Lecce ha invocato l’approvazione di una norma di riordino da parte dello Stato, unica strada possibile per risolvere il problema. Il caos in corso, infatti, sta mettendo in difficoltà non solo i concessionari balneari, ma anche i funzionari: come scrive Pasca, «non è accettabile che il dirigente comunale debba trovarsi nell’alternativa tra l’applicazione della legge nazionale con il rischio di iscrizione nel registro degli indagati oppure la violazione della legge medesima». Infine, in merito alle clamorose azioni dell’Antitrust, il presidente del tribunale amministrativo salentino ha affermato che queste «rischiano di determinare ulteriori criticità in relazione all’ingiustificata disparità di trattamento tra gli operatori nelle diverse aree del territorio (come sta accadendo per esempio in Toscana e Liguria), atteso che nella medesimezza della situazione sottostante, nei confronti di taluni Comuni costieri non e stata avviata alcuna richiesta preliminare; nei confronti di altri, al negativo riscontro del Comune ha fatto seguito il ricorso al giudice amministrativo; nei confronti di altri ancora, al negativo riscontro dal Comune non è seguito il ricorso al giudice amministrativo».

«Le azioni giudiziarie intraprese dall’Agcm – ha aggiunto Pasca – costituiscono ulteriore prova dell’urgente e non più differibile necessità di una norma nazionale di riordino della materia, con la previsione di indennizzo in favore del concessionario uscente (in conformità dei principi enunciati nella sentenza della Corte di giustizia europea “Promoimpresa”) e con la conseguente modifica delle norme del Codice della navigazione che tale indennizzo escludono; e ciò al fine di garantire uniformità delle regole per l’espletamento delle gare, dei requisiti di partecipazione, dei criteri di aggiudicazione. E infatti solo l’auspicato intervento di una legge nazionale consentirebbe di ripristinare il rispetto delle regole e il corretto adempimento degli obblighi derivanti dalle norme dell’Unione europea (anche in attuazione della riserva di legislazione statale sulla concorrenza) e di porre fine alla situazione caotica in cui viene a trovarsi l’intero settore balneare, senza trascurare che – dopo la richiesta di chiarimenti da parte della Commissione europea – l’ipotesi dell’apertura di procedura di infrazione nei confronti del nostro paese risulta altamente probabile. Del resto in data 26 ottobre 2017 la Camera dei deputati aveva approvato il disegno di legge A.C. 4302-A (noto come “ddl Arlotti-Pizzolante”, NdR) con cui si conferiva delega al governo per la “revisione e il riordino della normativa in materia di concessione demaniali marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico-ricreativo nel rispetto della normativa europea”: il predetto disegno di legge rinviava alla successiva adozione di provvedimenti di attuazione e prevedeva, tra l’altro, l’indennizzo in favore del concessionario uscente, da determinarsi caso per caso e sulla base della differenziata classificazione delle aree demaniali in concessione in tre fasce a seconda della loro valenza turistica e quindi della loro redditività, nonché criteri di premialità per i concessionari virtuosi e norme finalizzate complessivamente al miglioramento dell’offerta turistica».

Per approfondire

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Alex Giuzio

Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge.
Seguilo sui social:
  1. Avatar
    Franco M. says:

    Tanto di cappello al Giudice Pasca! Ha tracciato lo schema del labirinto, ora speriamo che tutti i vagolanti che lo popolano si decidano ad utilizzarlo per uscirne tutti insieme.

  2. Avatar

    Invito la classe dirigente, i giuristi più famosi, il CSM, anche se quest’ultimo è ormai diventato discutibile per le note vicende Palamara, ma, inviterei soprattutto, le vere persone oneste, ad intervenire sulle “posizioni” del Presidente del TAR Antonio Pasca che, come lui stesso dice, non sono “allineate”. Le questioni messe in evidenza, a mio modestissimo avviso , in maniera molto chiara, comprensibili a tutti e giuridicamente indiscutibili, vanno ben oltre il sacrosanto diritto dei balneari italiani, toccano soprattutto i gravi problemi della criminalità organizzata, ampiamente messi in evidenza da tutti i media proprio in questi giorni, anche da PAPA FRANCESCO, criminalità, interessata ovviamente, alle gestioni nevralgiche dell’economia italiana (chissà quanti altri Comuni verrebbero commissariati con l’introduzione delle “aste”, specialmente se si considera il “piatto” bello e pronto!) Il Presidente Pasca, parla anche dell’intervento dell’antitrust, a “RUNDOM”!(mi verrebbe da ridere, ma il fatto è serio ed anche molto grave!!!)

  3. Avatar
    graziosi antonio says:

    Renzo devi vedere il video su facebook dell’ intervento del giudice(qui e riportata una sintesi),e ancora più completo ed esplicito .Sabato ero già al corrente di tutto perché l’ ho visto.Anche il tribunale di Catania si sta allineando con quello di Lecce.Ma sono i nostri politici che devono aggiornare il legislatore per far terminare questo caos.

      • Avatar
        graziosi antonio says:

        si ho preso un abbaglio ho letto al contrario, ma che il Tar di Sicilia smonti la tesi di Pasca …….e troppo dettagliata ed entra nel merito della materia, la bolkestain non è applicabile(questo l’ ho letto molto bene e visto anche nel video)…ho ho letto ed ascoltato male anche questa?

        • Avatar

          Forse hai sbagliato solo la sede del Tar, Il Tar Palermo con sentenza n. 177/2021 del 15/03/2021 Accoglie l’istanza cautelare. <>

        • Avatar

          Rettifica al commento che ho inviato precedentemente. Forse hai sbagliato solo la sede del Tar, Il Tar Palermo con sentenza n. 177/2021 del 15/03/2021 Accoglie l’istanza cautelare. Ritenuto che, a una prima sommaria cognizione, il ricorso appare assistito da adeguato fumus boni juris, in relazione sia all’avvenuta proroga ex lege della concessione demaniale in capo alla ricorrente.

          • Avatar
            graziosi antonio says:

            grazie Pako purtroppo gli anni passano e qualche volta prendo cantonate.buona srata

  4. Avatar
    Avv. Lucano says:

    Ho ascoltato le parole del Presidente Pasca nel video, un commento giuridico fine , di altissimo livello. Stiamo parlando della palesata mancanza nelle decisioni tribunali amministrativi della conoscenza della materia in tutti i suoi aspetti. La direttiva servizi manca di un substrato normativo interno che la legittimi, e questo vuoto non è assolutamente possibile colmarlo con i principi europei in materia di concorrenza. Si evidenza che è la stessa corte di giustizia nel 2006 che palesa il possibile prospettarsi di valutazioni interne allo stato circa la presenza di valutazioni caso per caso e possibilità di indennizzo e di applicazioni di principi europei come il legittimo affidamento. La direttiva e la sentenza della corte lasciano al legislatore ampi margini di riordino della materia riconoscendo agli attuali concessionari delle garanzie per il lavoro prestato sul bene pubblico. Sono tuttavia fermamente convinto che sia l’intero settore non assoggettabile alla direttiva servizi e al regime della concorrenza. E’ evidente l’interesse nazionale alla prosecuzione e alla continuità di queste imprese da parte dello stesso imprenditore, semplicemente perche il bene che si occupa è stato concesso e non inteso come un bene che dovesse ruotare nelle mani di più soggetti e per breve tempo. Seplicemente la concessione del bene non può avere una scadenza breve e non può non tenere in considerazione il lavoro svolto dalle imprese in alcuni casi anche in 50 anni. Inutile ribadire la mancanza del principio di proporzionalità che la direttiva ha all’interno dell’unione con i noti casi Spagna , Portogallo, Croazia. Il giudice specifica anche l’assurdo intervento dell’agcm che accentua le difformità di applicazione sul territorio italiano sull’estensione. La situazione è insostenibile e mi auguro che venga risolta a livello europeo con il buon senso e la salvaguardia degli interessi degli imprenditori attuali e delle loro famiglie, perché il diritto vivente anche in questa materia non può non essere interpretato con il buon senso e la tutela del lavoro, che inevitabilmente può essere compromesso.

    • Avatar

      Buongiorno avvocato Lucano. Purtroppo mi sono giunte voci che ad ottobre 2021 si procederà con evidenza pubblica. Chiedo a Lei e a chiunque abbia qualche informazione (perché sui siti non è uscito nulla ancora) di smentire questa voce che metterebbe in ginocchio 30 mila famiglie. Pare ci sia stata una riunione ieri alla presenza di soggetti istituzionali ( nonostante le posizioni espresse dai vai Salvini e Company) che ha dichiarato apertamente che non c’è nulla da fare e che ci saranno le aste. Attendo vs smentite…..

      • Avatar
        Avv. Lucano says:

        Non ne so nulla, la vedo altamente improbabile, almeno fino alla risposta dell’Unione europea non credo si troveranno soluzioni. Quello che sembra ovvio e che si deve trovare una soluzione al ridicolo teatrino giudiziario e politico cui stiamo assistendo.

        • Avatar

          Infatti, pare che durante l’incontro di ieri in cui era presenti tutte le categorie più importanti siano volati gli stracci ma pare che sia emersa la mancanza di volontà ad agire contro l’Europa come ampiamente previsto dalle frasi dette dal ministro Garavaglia. Insomma la politica ci sta prendendo in giro. Spero davvero di essere smentito ma purtroppo la mia famiglia fonte è autorevole

          • Avatar
            graziosi antonio says:

            Carlo non credo proprio si proceda in quella direzione. E una questione politica e lo sanno tutti.Vedrai il legislatore sarà aggiornato e si troveranno delle soluzioni.Le imprese comunque sono 100000 non 30000 ..e quello che ci vogliono far credere…tranquillizzati siamo tutti nella stessa barca…se si manifestasse lo sai quanti siamo?non lo so se ci potranno fermare tutti.Comunque che io sappia non ci è stata nessuna riunione.

      • Avatar

        vero vero…ad ottobre si farà il punto con il supporto delle sentenze che non legittimeranno il rinnovo automatico nonostante il vociare, consapevole, della politica a favore dei rinnovi che lamenterà di essere stata costretta a votare la riforma..quale riforma? ad agosto circoleranno alcune news!

  5. Avatar

    Resta da vedere se la sua sentenza supererà il vaglio del Consiglio di Stato, che dirà la parola definitiva sulla vicenda.
    Il Tar Sicilia ha già smontato il teorema Pasca (sentenza n. 504/2021).

    • Avatar
      graziosi antonio says:

      Ulderico ed Andrea ma l avete letta bene la sentenza 504/2021?… quella che secondo voi smonta la teoria di Pasca? Leggetela a fondo …un consiglio…..Pasca a messo nero su bianco la non applicabilità della direttiva e ha spiegato anche il perché (ho volete contestare anche le parole di in giudice).Inoltre il nostro legislatore non essendo aggiornato(e nell’ estensione della 145/2018 e evidenziato molto bene e l ho ha ribadito anche il giudice)
      ha invitato il governo al riordino delo stesso al fine di evitare il caos …..il problema e sorto perché in 10 anni abbiamo avuto 7/8 governi e tale provvedimento non è stato mai possibile farlo…un riordino del legislatore e pronto già da ottobre ma con il cambio di governo conte draghi e ferma in parlamento.Ma voi pensate veramente che lo stato vado contro lo stato.

      • Avatar
        Nikolaus Suck says:

        Sì Graziosi l’abbiamo letta bene e a fondo:
        “A giudizio del Collegio le conclusioni raggiunte dal T.A.R. di Lecce non possono essere condivise per le ragioni seguenti: a) in un sistema di gerarchia delle fonti la norma sovraordinata prevale su quella subordinata; b) il diritto europeo – con i limiti a tutti noti – costituisce una fonte sovraordinata rispetto alla legge nazionale e il contrasto fra la norma primaria nazionale e quella europea vincolante impone di assegnare supremazia alla seconda, senza necessità del meccanismo previsto per l’ipotesi di previsione di legge contrastante con la Costituzione; c) il giudice, infatti, è tenuto a rimettere la questione alla Corte di Giustizia solo nel caso in cui dubiti che la disposizione interna confligga con il diritto europeo, mentre, se tale dubbio non sussiste, è tenuto a disapplicare “sic et simpliciter” la norma nazionale; d) anche il funzionario pubblico, nel dare attuazione alla legge, deve applicare la fonte normativa prevalente e, quindi, nel contrasto fra diritto europeo immediatamente vincolante e disciplina nazionale, deve assegnare prevalenza al primo; d) ciò è esattamente quanto avviene anche nell’ipotesi di contrasto tra legge nazionale e regolamento, dovendo il funzionario pubblico attenersi a quanto disposto dalla fonte sovraordinata, cioè alla legge (tanto che, se il funzionario non opera in tal senso, il suo provvedimento, qualora impugnato, viene annullato dal giudice amministrativo o disapplicato da quello ordinario e da quello amministrativo); e) ovviamente non vale opporre che il funzionario è tenuto ad applicare il regolamento illegittimo in forza di eventuali ordini impartiti dal superiore gerarchico – debitamente reiterati per iscritto nel caso di rimostranza – perché tale circostanza non rende certamente legittimo il provvedimento adottato in forza del regolamento che contrasti con la norma primaria, né determina l’illegittimità del diritto di rimostranza da egli esercitato, ma è la semplice conseguenza della disciplina di legge che impone al subordinato di attenersi agli ordini del superiore, sebbene illegittimi; f) quanto esposto rende superflua ogni altra considerazione, ma può, comunque, aggiungersi che le osservazioni della Corte di Giustizia in ordine all’obbligo di disapplicazione della disciplina nazionale in contrasto con il diritto comunitario non costituiscono un “obiter dictum”, ma consistono in affermazioni rese in sede di rinvio pregiudiziale e relative alla corretta interpretazione dei Trattati in relazione al caso deciso, cioè in occasione del puntuale assolvimento dei compiti istituzionali propri di tale organo, con la conseguenza che la relativa pronuncia risulta vincolante; g) d’altronde, come ripetutamente affermato anche dalla giurisprudenza interna, le statuizioni della Corte di Giustizia, che chiariscono il significato e la portata di una norma del diritto dell’Unione Europea, possono e devono essere applicate anche a casi diversi rispetto a quelli oggetto del rinvio, in quanto aventi le stesse caratteristiche di quello che ha dato origine alla decisione (cfr. Corte Costituzionale, ordinanza del 23 giugno 1999, n. 255, e del 23 aprile 1985, n. 113; Cass. Civ., Sez. I, 28 marzo 1997 n. 2787); h) la circostanza, poi, che la Pubblica Amministrazione non disponga dello strumento del rinvio pregiudiziale è del tutto ininfluente, in quanto il rinvio pregiudiziale è semplicemente un meccanismo particolare predisposto dall’ordinamento con la precipua finalità di evitare l’afflusso di una serie indeterminata di richieste innanzi al giudice chiamato a provvedere al riguardo; i) in sostanza, il fatto che le questioni sottoposte alla Corte di Giustizia o alla Corte Costituzionale debbano provenire da un giudice secondo certe modalità costituisce solo un espediente tecnico che serve a filtrare un numero potenzialmente eccessivo di perplessità eventualmente infondate; l) tra l’altro, come sopra indicato, il giudice nazionale non dispone della facoltà di rinviare “tout court” la causa alla Corte di Giustizia, potendo operare in tal senso soltanto nel caso in cui egli effettivamente dubiti della legittimità della disciplina nazionale alla stregua del diritto europeo, mentre, ove tale dubbio non sussista, è semplicemente obbligato a disapplicare la norma interna; m) neppure può opporsi che il quadro delineato potrebbe generare un caos in sede applicativa, in quanto ciò vale per qualsiasi disposizione normativa che consenta un certo margine di interpretazione, sicché dovrebbe, allora, ritenersi necessario approntare adeguate soluzioni – a dispetto delle autonomie riconosciute in Costituzione – per una uniforme e rigida interpretazione dell’ordinamento da parte di tutte la Pubbliche Amministrazioni presenti sul territorio nazionale. Per le considerazioni che precedono il Tribunale ritiene che le affermazioni contenute nella citata sentenza del Consiglio di Stato Consiglio di Stato, VI, n. 7874/2019 non siano affatto scalfite dalle pronunce del T.A.R. di Lecce.”
        Sono “parole di un giudice” anche queste. Che richiamano “parole di un Giudice” superiore, il Consiglio di Stato. Davanti al quale sono state impugnate anche le sentenze di Pasca, che presumibilmente saranno annullate con gli stessi argomenti. O secondo lei devono “vergognarsi” anche tutti loro, e l’unico che non può essere contestato è Pasca?
        E dai su…

  6. Avatar

    Sig. Ulderico, parlare di “smontaggio” e di “teorema” è a dir poco FAZIOSO e inopportuno, considerando che il Presidente Pasca, ha detto chiaramente nella stessa presentazione, (la invito a leggerla bene!) di non essere “allineato”.

  7. Avatar

    CONTINUO mio Commento delle ore 14,21
    … di non essere “allineato”, ben consapevole
    dei “contrasti” insorti sulla Bolkestein, auspicando che la questione “possa essere rimessa all’attenzione dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, per chiarire la loro stessa sentenza del 2012 che ha espressamente affermato, la natura non auto-esecutiva della direttiva” (Pag. 45 della relazione)
    PS all’attenzione dell’avv Souck, insisto, lei dovrebbe camminare a testa bassa, mi chiedo come può svolgere la professione di avvocato con la sfrontatezza avuta nei confronti del Presidente Pasca, denigrandolo e calunniandolo “parole di un Giudice” e “l’unico che non può essere contestato?”
    Inoltre, INVITO I LETTORI, a leggere quanto da lei riportato alla lettera “C (Costituzione)” per farsi un idea delle assurdità che scrive!, SI LEGGA ATTENTAMENTE LA RELAZIONE, si accorgerà che ci sono tutte le risposte alle sue “contestazioni” Non mi dilungo, per ovvi motivi!

    • Avatar
      Avv. Lucano says:

      Il consiglio di Stato del 2012 è assolutamente chiaro nel confermare la natura della direttiva. Ora dato per assodato la non applicazione diretta, la valutazione si sposta sulla gerarchia delle fonti e anche lì la supremazia manca , trattandosi di norma non autoesecutiva. La sentenza della corte di giustizia, poi ribadisce la necessità di concorrenza , ma lascia ampi margini allo stato che deve legiferare per apporre una normativa di protezione , valutando caso per caso e tutelando gli investimenti fatti. Adesso che ci sia un problema si asimmetria giuridica sembra chiaro, così come è chiaro che le altre corti allineate non approfondendo la materia si sono limitate ad una valutazione sul precedente . Però io mi chiedo? Avete capito il senso delle parole del presidente Pasca ? La sua presa di posizione ha la finalità di generare una discussione ( politica oltre che giuridica in Italia e in Europa ) sulla valenza dei principi della direttiva stessa e lo stimolo a un ragionamento critico sulla sua applicazione generalista, anche in categorie come i balneari che non dovrebbero rientrare nel suo alveo. Il legislatore italiano ed europeo e non i giudici chiuderanno questa vicenda che vi piaccia o meno, e lì che si deve fare pressione per difendere queste micro imprese. Pasca questo lo ha capito , naturalmente è un’opinione personale , ma la figura del giudice umano emerge con tutta la sua forza.

    • Avatar
      Nikolaus Suck says:

      Renzo come al solito non sa di che parla e dovrebbe studiare a fondo il significato delle gravi parole che usa (la calunnia è un reato). Ma probabilmente non ci arriva proprio.
      Non ho “denigrato” o “calunniato” proprio nessuno. Anzi pur avendo letto e ascoltato bene la relazione, anche se secondo me sbaglia in più punti rispettosamente non ho espresso nessuna opinione personale.
      Di “parole di un giudice” da non contestare ha parlato Lei prima di tutto. Io mi sono limitato a riportare le parole di un altro giudice, superiore, il Consiglio di Stato, che rispondono (loro, non io) proprio e specificamente alle sentenze del dott. Pasca spiegando (loro, non io) perché sono sbagliate. E a ritenere che faranno e diranno lo stesso quando decideranno sui relativi appelli contro tali sentenze.
      Quindi semmai le “assurdità” (sempre parole Sue) le avrebbe scritte il Consiglio di Stato, il supremo Giudice amministrativo. E affermare questo se permette è sì altamente irrispettoso!
      Come al solito se non sa almeno si regoli e moderi.

  8. Avatar
    graziosi antonio says:

    Renzo e avv. Lucano avete colto nel segno. Io ho specificato molto bene che se non si aggiorna il legislatore ci sarà sempre caos in materia, ma qui si continua ad avere ancora i paraocchi. C’è uno stato che se ne sta occupando dobbiamo attendere.Il giudice Pasca si riferiva proprio a questo

    • Avatar
      graziosi antonio says:

      Suck lei continua sempre nella sua idea di liberismo e di aste mostrando sentenze a destra e a sinistra(che molte persone non comprendono neanche)Questo lei non lo deve dire a noi(come le ho detto già in passato) ma a chi ne sa come lei(noi siamo poveri ignoranti non persone della sua elevata cultura).Le ripeto per la ennesima volta che non è lei che dovrà difendere la nostra categoria o aggiornare il legislatore, ma il nostro stato,e se ha qualcosa da obiettare non è certamente con noi che deve parlare…

  9. Avatar

    Caro Antonio, condivido pienamente questo tuo commento, temo però che non lo capisce, avendo ampiamente dimostrato di essere duro di “comprendonio”. Questa sua ostinata “posizione” che non aiuta NESSUNO, non fa altro che alimentare il caos, è come tutti sanno , nel “torbidò” si “pesca” meglio!

  10. Avatar
    Franco M. says:

    Esimio Nikolaus Suck, Lei si concentra sul diritto e sui bandi ma prima occorre parlare di concessioni e cosa sono. un esempio:
    “The eastern Italian Riviera of the Cinque Terre is a cultural landscape of extraordinary value, and it represents the harmonious interaction between man and nature established to realize a place of outstanding quality. It shows a traditional millenary lifestyle, which goes on playing a leading socioeconomic role in the social life.”
    Così la motivazione dell’UNESCO
    Anche senza blasone la maggior parte delle coste italiane sono descrivibili con quanto sopra e rappresentano patrimoni culturali altrettanto meritevoli di tutela.
    Ci spieghi come dovrebbe essere redatto un bando con relativo disciplinare in modo che questi patrimoni siano preservati, in particolare come scongiurarne la distruzione da parte di incompetenti, speculatori, malfattori e mafiosi.
    Grazie

  11. Avatar
    Nikolaus Suck says:

    Franco M. ci spieghi Lei tre cose:
    1) quindi l’inserimento UNESCO delle 5 Terre sarebbe merito decisivo dei balneari? È serio?
    2) fermo che in qualsiasi bando, concessione e disciplinare è facile inserire clausole di garanzia e tutela, molte delle quali sono già previste anche dalla legge, dove e quali sono certezza e prova di ciò che dà disinvoltamente per scontato ovvero la “la distruzione da parte di incompetenti, speculatori, malfattori e mafiosi”? E in cosa consisterebbe precisamente questa pretesa distruzione?
    3) vista la (s)cortesia e perentorietà con cui (non chiede ma) esige che io “spieghi”, il parere me lo paga?
    Grazie a Lei.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *