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Balneari Lazio studiano misure anti-contagio per prepararsi all’estate

Ipotesi di fasce mattutine a numero chiuso per proteggere le categorie più a rischio come gli anziani

Anche gli oltre 350 stabilimenti balneari del Lazio sud scendono in campo per la lotta contro la diffusione del coronavirus durante i mesi estivi, immaginando una serie di misure per evitare il contagio sulle spiagge.

«Siamo al lavoro per dare agli stabilimenti un assetto diverso ed evitare qualsiasi contagio durante i mesi estivi», afferma Mario Gangi, presidente del Sindacato balneari Lazio sud aderente a Fipe-Confcommercio. «Oltre alle sanificazioni quotidiane delle attrezzature da svolgersi anche più volte al giorno, distanze di sicurezza tra ombrelloni, sdraie e lettini, installazioni di schermi di plexiglass alle casse, uso di mascherine da parte del personale, utilizzo di contenitori monouso per bevande e cibi, stiamo studiando anche la possibilità di istituire delle fasce protette a numero chiuso nelle ore mattutine per anziani e soggetti a rischio, per tutte quelle persone ritenute più fragili alla contaminazione del virus».

puliscispiaggia

«Il sole, l’aria e l’acqua marina sono da sempre ritenute fonti benefiche per la salute e potranno ancora essere godute da tutti durante l’estate anche con l’aiuto di noi balneari e con la predisposizione già da ora di piani di difesa per evitare qualsiasi forma di contagio», aggiunge Gangi. «Ipotizzare di non poter usufruire delle strutture balneari nei mesi estivi è impensabile: lo si potrà fare però in sicurezza, adottando tutte le misure necessarie da parte degli stabilimenti per una nuova maniera comportamentale di convivenza con il virus che tutti noi siamo chiamati a rispettare. È importante quindi permettere alle strutture balneari, appena sarà possibile, di effettuare i lavori non solo di manutenzione ordinaria ma anche straordinaria, per essere pronti all’apertura di un’estate sicura».

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Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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    Se dobbiamo distanziare gli ombrelloni ne potremo utilizzare meno quindi lo stato dovrebbe consentirci di derogare alle misure della concessione e dove possibile consentire di allargarci su demanio pubblico

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    Bravo Gianni sono d’accordo con te…per farci dire di no l’idea di portare via spiaggia libera è l’ideale!

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    ma a questo punto come saranno controllate le spiagge libere se per ipotesi a noi balneari viene imposta una distanza minima anche da lettino a lettino non solo da ombrello a ombrello ? ci saranno sempre i vigili o gli sceriffi o bagnini preposti per questo lavoro ?

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    Io credo che non potremmo aprire..come molte altre categorie di grande aggregazione…vi immaginate?come evitare che i bambini facciano aggregazione e giochino insieme..come tenere a distanza le persone in acqua? E’ una responsabilita’ che se deve ricadere sul gestore non e’ sostenibilie.

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