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Balneari in ddl concorrenza, Licordari: “Vicenda da vera vergogna”

L'appello in extremis del presidente di Assobalneari: "Stralciare spiagge dal testo del provvedimento"

Domani alla Camera dei deputati i parlamentari saranno chiamati a votare il disegno di legge sulla concorrenza, e tra i vari punti in approvazione c’è la messa a gara delle concessioni balneari italiane. Per questo il presidente di Assobalneari Italia, Fabrizio Licordari, lancia un appello alla responsabilità a tutte le forze politiche: «Anche se i giochi appaiono fatti, è mio compito rivolgermi ai deputati che domani con la pressione di un tasto decideranno del futuro non solo di 30.000 aziende balneari a carattere famigliare, ma di tutto il sistema turistico costiero che su queste attività si è sviluppato e consolidato, diventando un riferimento per tutti coloro che vanno alla spiaggia cercando strutture organizzate, sicurezza in mare e qualità dell’ambiente».

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Prosegue Licordari: «Oggi le condizioni per portare avanti il progetto del governo dimissionario non ci sono più, ed è incomprensibile che coloro che fino a oggi si sono trovati costretti, per equilibri di maggioranza, a sottostare alle imposizioni di Draghi & co., ma che in cuor loro sanno che si tratta di una scelta errata, non si sentano finalmente liberi di dire no a una palese ingiustizia. Non mi rivolgo ai partiti, ma a tutti i parlamentari che ben sanno che qui il Pnrr non c’entra nulla, che il canone di concessione non c’entra nulla, che la concorrenza non c’entra nulla, che la direttiva Bolkestein si rivolge ai concessionari di servizi mentre noi siamo concessionari di beni, e che non c’è reciprocità con gli altri paesi europei».

«Ritengo questa vicenda una vera vergogna, per come è stata condotta da questo governo e per gli argomenti denigratori portati avanti attraverso una vera campagna di stampa ben organizzata e pilotata, e utilizzati per perseguire l’obiettivo di dare la possibilità a gruppi economici importanti e stranieri di impossessarsi delle nostre coste», conclude il presidente di Assobalneari. «Come sono stati stralciati i tassisti e tanti altri concessionari di servizi, a maggior ragione dovremmo essere stralciati anche noi che siamo concessionari di beni, e non lo dico io, ma lo ha detto alla Camera dei deputati lo stesso papà della direttiva Fritz Bolkestein. Sopprimete gli articoli che distruggeranno il sistema balneare italiano, salvaguardando famiglie e posti di lavoro».

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Assobalneari Italia è l’associazione che riunisce le imprese balneari aderenti, a livello nazionale, al sistema Federturismo Confindustria.
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  1. Angelo Macola says:

    Cara Antonella, mi dispiace contraddirti ma Fabrizio Licordari ha combattuto la battaglia come nessun altro in modo onesto, preparato, condiviso e dedicandoci tutto il Suo tempo. Quindi riprenditi il tuo commento e scusati, che non è mai tardi.

  2. Antonella Accardi , Fabrizio Licordari ha sempre portato avanti le nostre ragioni in modo chiaro e deciso, al contrario degli altri sindacati Assobalneari Italia è sempre stata coerente nella difesa dei nostri diritti, quindi ti stai rivolgendo alla persona ed al sindacato sbagliati per le tue critiche

  3. Nikolaus Suck says:

    Gli articoli sono stati votati e approvati tali e quali, e gli emendamenti respinti, poco fa. Dal PARLAMENTO, e a larghissima maggioranza. Si vede che non era proprio una “imposizione di Draghi & Co” e di un governo che non c’è nemmeno più.
    D’altronde se gli argomenti erano ancora e sempre quelli superati ovunque delle concessioni “di beni”, di Bolkestein “papà della direttiva”, e della “reciprocità”, dove volevate andare?

  4. Angelo Macola says:

    Il tutto va ricondotto all’inserimento degli stabilimenti balneare all’interno della Bolkenstein , vera porcata passata sotto silenzio e mai più rettificata da questo parlamento di buoni da niente

  5. Antonella Accardi says:

    Non mi scuso perché come sindacato non si è mai Unito agli. Altri. Ultima manifestazione a Roma a marzo parola d’ordine ai suoi iscritti Non partecipate. Questi sono personalismi non certo il bene della categoria

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