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Balneari, ddl concorrenza approda alla Camera: le prossime tappe della riforma

Montecitorio dovrà sciogliere ancora diversi nodi rimasti irrisolti in vista delle gare delle concessioni

Dopo l’approvazione in Senato avvenuta lo scorso 30 maggio, il disegno di legge sulla concorrenza approda alla Camera dei deputati. La X commissione “Attività produttive” ha fissato per il prossimo lunedì 27 giugno alle ore 14 il termine per la presentazione degli emendamenti; dopodiché il testo passerà alla seconda votazione nell’aula di Montecitorio. Al momento non è ancora stato stabilito se si procederà anche a un ciclo di audizioni, ma il ddl potrebbe subire alcune modifiche agli articoli 3 e 4, che disciplinano la riforma delle concessioni balneari (il resto del provvedimento è dedicato ad altri settori tra cui trasporti, energia e rifiuti).

In materia di spiagge, la versione del ddl approvata in Senato introduce la riassegnazione delle concessioni tramite gare pubbliche entro il 31 dicembre 2023, con la possibilità di un ulteriore anno di deroga per le amministrazioni comunali che dovessero dimostrare «difficoltà oggettive» nell’espletare i bandi. Il decreto stabilisce anche che in caso di perdita della concessione, gli attuali titolari avranno diritto a un indennizzo economico a carico del concessionario subentrante; tuttavia la definizione dei criteri per il calcolo di tale ristoro è stata rinviata al decreto attuativo da approvare entro i sei mesi successivi all’approvazione definitiva del provvedimento. Il tema dell’indennizzo economico resta però uno dei terreni di maggiore scontro fra le forze politiche e le associazioni di categoria dei balneari, e per questo non è da escludere un ritocco del provvedimento prima del voto alla Camera.

Un altro tema non ancora del tutto risolto è quello del numero massimo di concessioni per lo stesso soggetto: se non saranno posti dei limiti in questo senso, le gare delle concessioni balneari rischiano di rappresentare la possibilità per spazzare via l’attuale modello turistico-balneare composto da piccole e medie imprese familiari per svendere anche questa porzione di patrimonio pubblico ai grandi capitali. In questo senso, l’attuale versione del ddl concorrenza approvata in Senato stabilisce solo in maniera molto generica che il successivo decreto attuativo dovrà stabilire «l’eventuale frazionamento in piccoli lotti delle aree demaniali da affidare in concessione, al fine di favorire la massima partecipazione delle microimprese e piccole imprese» e il «numero massimo di concessioni di cui può essere titolare, in via diretta o indiretta, uno stesso concessionario a livello comunale, provinciale, regionale o nazionale»; perciò è possibile che avverranno ulteriori discussioni per tentare di porre dei limiti più stringenti ai monopoli già in questo disegno di legge, anziché attendere il decreto attuativo di cui probabilmente si dovrà occupare il prossimo governo.

Infine, resta ancora da sciogliere il nodo dei cosiddetti “paletti” per premiare gli attuali concessionari che hanno gestito virtuosamente le spiagge e che meritano di continuare a farlo: la direttiva europea Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi, che rappresenta la ragione principale per cui il governo deve approvare la riforma delle concessioni balneari, proibisce qualsiasi tipo di favoritismo e discriminazione in fase di gara; tuttavia il ddl concorrenza prevede che le gare debbano tenere conto «dell’esperienza tecnica e professionale già acquisita in relazione all’attività oggetto di concessione, secondo criteri di proporzionalità e di adeguatezza e, comunque, in maniera tale da non precludere l’accesso al settore di nuovi operatori», nonché «della posizione dei soggetti che, nei cinque anni antecedenti l’avvio della procedura selettiva, hanno utilizzato una concessione quale prevalente fonte di reddito per sé e per il proprio nucleo familiare». Anche questo sarà senz’altro un tema oggetto di negoziato tra il parlamento italiano e la commissione europea, il cui esito è ancora tutto da vedere.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in demanio marittimo, turismo e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. Se draghi si farà operare a cuore aperto (spero presto) da un neolaureato in medicina, in nome delle pari opportunità ecc ecc, allora rinuncio subito a fare valere le mie competenze in campo balneare.
    Tanto se uno vale l altro, perché uno non dovrebbe valere l altro ?

  2. Veramente equipari un chirurgo toracico e cardiologico con il balneare?..se tu sbagli bruci le brioche mentre l’altro uccide la mamma..sei ridicolo e assolutamente sostituibile

  3. Teo Romagnoli says:

    non ci vuole un genio a capire che stanno facendo un gran casino ! chi lascia la strada
    vecchia per quella nuova…

  4. In Italia non funziona niente, fanno un casino su tutto, si sveglia una mattina il nostro amato Presidente Draghi senza tener conto dei suoi compatrioti , ci dobbiamo adeguare alle leggi europee , il popolo non sa che la legge bolkestein ci da la possibilità di distruggere tutta l’economia che deriva dalle concessioni demaniali, posti di lavoro, forniture di attrezzature , ristrutturazioni di immobili, forniture di alimenti, titolari di impresa che lavorano, eppure non si rendono conto che la legge bolkestein ha finito di bloccare l’economia , gli imprenditori non investono più un ero. Sono trascorsi venti anni , tutto cambia, si aggiorna, solo la legge bolkestein è perfetta , forse perchè è stata creata dai futuristi, solo in Italia si possono tenere imprenditori per una vita intera in sospeso, adesso ho capito vogliono darci anche a noi il reddito di cittadinanza, evviva.

  5. Vico Vicenzi says:

    Le considerazioni di Giuzio sono condivisibili, equilibrate e forniscono una informazione del tutto affidabile sullo stato dell’arte, anche se non so fino a che punto sia consentito alla Camera introdurre modifiche dopo l’alto la’ di Draghi.
    Vico Vicenzi

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