Emilia-Romagna Sindacati e associazioni

Balneari Emilia-Romagna: “Fondamentale collaborazione tra associazioni e Regioni”

Una nota congiunta delle associazioni di categoria ribadisce l'importanza del lavoro di squadra in vista del riordino delle concessioni

«In Emilia-Romagna si è iniziato un proficuo percorso di collaborazione fra tutte le associazioni di categoria e la Regione per condividere le priorità da portare al governo con l’obiettivo di sostenere la continuità aziendale per le attuali concessioni e l’occupazione. Si parla di oltre mille piccole e medie imprese, quasi sempre di natura familiare, che secondo i dati Unioncamere coinvolgono il lavoro di circa cinquantamila persone oltre all’indotto, una dimensione imprenditoriale che dovrà trovare le necessarie certezze all’interno delle nuove regole». Lo afferma una nota congiunta di tutte le associazioni di categoria degli imprenditori balneari emiliano-romagnoli, Fiba-Confesercenti, Sib-Confcommercio, Cna Balneari, Confartigianato imprese demaniali e Oasi. Nei giorni scorsi il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e l’assessore regionale al turismo Andrea Corsini hanno annunciato i contenuti del documento elaborato insieme alle associazioni di categoria e inviato al governo.

«Insieme alla Regione – prosegue la nota dei sindacati balneari – si vuole difendere un modello di turismo che negli anni ha dato prova di essere vincente e che ha dimostrato di essere un importante valore aggiunto della proposta turistica regionale. Il sistema imprenditoriale è compatto e pronto a dare il proprio contributo grazie all’esperienza e alla profonda conoscenza delle problematiche del territorio».

Dichiarano congiuntamente i presidenti di Cna Balneari Emilia-Romagna Natascia Casali, di Sib-Confcommercio Emilia-Romagna Simone Battistoni, di Fiba-Confesercenti Emilia-Romagna Maurizio Rustignoli, di Confartigianato imprese demaniali Emilia-Romagna Mauro Vanni e di Oasi Emilia-Romagna Diego Casadei: «È fondamentale il sostegno della Regione davanti al governo per una riforma sempre più urgente, vista la recente sentenza del Consiglio di Stato che anticipa la scadenza delle attuali concessioni al 31 dicembre 2023, dieci anni prima rispetto a quanto aveva stabilito la legge nazionale 145/2018. Speriamo che altre Regioni si muovano nello stesso modo aiutando la risoluzione di questa situazione. In un momento in cui tutto il sistema turistico italiano deve innovarsi dopo due anni di pandemia per riuscire a cogliere, tramite i fondi del Pnrr, l’opportunità di rispondere meglio alle nuove esigenze del mercato, si rischia lo scollamento di una parte della filiera ad oggi bloccata».

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  1. Teo+Romagnoli says:

    Proteggere i più deboli, abbandonare l’indifferenza. ( Sassoli )
    Confidiamo nel lavoro dei nostri rappresentanti. Non ci deludete !
    Ne va delle nostre vite.

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