Si sta decidendo in queste ore il destino dell’emendamento al decreto coesione, proposto dalla Lega, sulla mappatura del demanio marittimo. Dopo il monito del Quirinale che nei giorni scorsi ha chiesto di ritirare la proposta, ritenuta non pertinente con i contenuti del provvedimento, la maggioranza di centrodestra sarebbe spaccata tra la Lega che intende approvarla lo stesso e Fratelli d’Italia che invece preferisce disciplinare la materia in un successivo decreto ad hoc. In mezzo Forza Italia che sta tentando una difficile mediazione. Intanto, da alcune associazioni di categoria degli imprenditori balneari arriva un esplicito sostegno alla proposta della Lega, che porta la prima firma del capogruppo Massimiliano Romeo.
Così il presidente di Confimprese Demaniali Italia, Mauro Della Valle: «Confimprese Demaniali Italia auspica, da parte della maggioranza di governo, un segnale di riconoscimento al lavoro della mappatura voluto dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni. L’emendamento oggi in votazione presso la commissione finanze in Senato rappresenta la rotta per riformare il comparto balneare. Fratelli d’Italia, partito di maggioranza, anche grazie alla vicinanza delle famiglie balneari italiane, voti l’emendamento “parcheggiato” in commissione e affronti immediatamente la responsabilità più volte ribadita della tutela del made in Italy balneare».
Nei giorni scorsi era arrivato anche l’appoggio di Maurizio Rustignoli, presidente di Fiba-Confesercenti: «L’emendamento individua chiaramente la necessità di riconoscere il valore dell’impresa al concessionario uscente, e dunque potrebbe dare un minimo di certezza al comparto balneare, in attesa di capire cosa intenda fare il governo sulla questione. A partire dalla valutazione dell’importante lavoro fatto sulla mappatura delle coste: i risultati saranno tradotti in una norma o saranno cestinati? L’emendamento sarebbe uno step intermedio utile non solo a dare un minimo di certezza al comparto balneare, ma anche per fornire indicazioni chiare alle amministrazioni comunali. Che, come sappiamo, si stanno adoperando per preparare le evidenze pubbliche in uno stato di completa confusione. Si rischia veramente di creare un grande pasticcio, che probabilmente sfocerà in un mega contenzioso e che ovviamente metterà in crisi l’offerta turistica balneare italiana. Spero che ci sia una presa di coscienza e di buon senso da parte di chi sta gestendo questa questione, e che si possa giungere all’esito dell’approvazione finale di questo emendamento all’interno del decreto coesione».
Una prima versione dell’emendamento della Lega prevedeva di disciplinare gli indennizzi economici per i concessionari balneari uscenti, a carico dei subentranti, ma la proposta era stata ritenuta parzialmente improponibile dalla commissione al bilancio del Senato. Il testo è stato dunque rielaborato con una generica indicazione sul «valore commerciale» degli stabilimenti balneari, di cui tenere conto nella mappatura del demanio marittimo a cui sta lavorando la presidenza del consiglio. Questo, nello specifico, è il testo integrale dell’emendamento riformulato:
Dopo l’articolo 15, inserire il seguente:
Art. 15-bis (Norme per favorire lo sviluppo, gli investimenti e l’attrattività delle imprese che operano nel settore strategico turistico-ricreativo e sportivo sul demanio marittimo, lacuale e fluviale)
1. Ai fini dello sviluppo del settore economico turistico-ricreativo e sportivo che insiste sul demanio marittimo, con particolare riferimento alle aree del Mezzogiorno, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto -legge, il tavolo tecnico, istituito ai sensi dell’art. 10-quater, comma 1, del decreto legge 22 dicembre 2022, n. 198, convertito con modificazioni dalla Legge 24 febbraio 2023 n. 14, trasmette la relazione con i dati acquisiti relativi alla mappatura dei servizi turistico-ricreativi che insistono sul demanio marittimo, fluviale e lacuale, alla Conferenza Unificata, di cui al decreto legislativo 281 del 1997, per acquisire un parere consultivo da trasmettere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
2. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, ricevuto il parere di cui al comma 1, con proprio decreto, d’intesa con la Conferenza Unificata, adotta la mappatura delle aree disponibili per lo sviluppo di servizi turistici-ricreativi e sportivi e di quelle in cui attualmente già insistono servizi in concessione, indicando il dato nazionale e quello disaggregato a livello regionale, nonché le tipologie di mercato interessate, secondo criteri quantitativi e qualitativi che tengano conto della collocazione geografica, delle caratteristiche morfologiche, del valore commerciale e del pregio ambientale e paesaggistico in rapporto al bene pubblico oggetto di concessione.
Le concessioni balneari scadranno il prossimo 31 dicembre in base alla legge 118/2022 del governo Draghi, e in assenza di una disciplina nazionale, i Comuni stanno procedendo in ordine sparso con i bandi. In questa situazione, una norma sugli indennizzi viene vista come un buon paracadute dagli operatori del settore. Per ora il governo si è limitato a lavorare a una mappatura del demanio marittimo, che ha dichiarato come solo il 33% dei litorali italiani sia occupato da concessioni. La tesi è che sia possibile garantire la concorrenza richiesta dalla Bolkestein assegnando tratti di spiagge libere per far avviare nuove imprese, senza toccare quelle esistenti. Ma la mappatura è stata conclusa lo scorso ottobre e da allora l’esecutivo non ha fatto nulla per concretizzare questo principio in una legge. Un nuovo appuntamento del tavolo sulla mappatura era stato convocato da Palazzo Chigi per mercoledì scorso, ma la sera precedente è stato rinviato a data da destinarsi. Al momento non è noto come il governo intenda muoversi per risolvere la situazione, e l’emendamento della Lega rappresenta una sfida diretta a Fratelli d’Italia che non ha fatto ancora nulla di concreto sui balneari, nonostante le svariate promesse lanciate durante la campagna elettorale del 2022 per il rinnovo del parlamento.
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