Attualità

La Lega sfida il governo sui balneari

Ripresentato al decreto agricoltura l'emendamento sugli indennizzi che Mattarella aveva chiesto di ritirare dal decreto coesione

La Lega ignora il Quirinale e ripresenta nel decreto agricoltura il suo emendamento sugli indennizzi ai balneari. La proposta era stata inserita nel decreto coesione, all’esame del Senato nei giorni scorsi, ma la presidenza della Repubblica ne aveva chiesto il ritiro perché si trattava di una modifica ritenuta non coerente con la materia principale del provvedimento.

Non è la prima volta che Mattarella diffida il governo Meloni dal legiferare attraverso “decreti omnibus”, che disciplinano un’ampia varietà di materie anziché focalizzarsi su singoli temi, oltre ad accogliere spesso emendamenti non pertinenti. Tuttavia, pare che la Lega abbia deciso di non ascoltare gli appelli della massima carica dello Stato: così almeno si potrebbe interpretare la scelta di ripresentare l’emendamento sui balneari al decreto agricoltura, cioè in un altro provvedimento che si occupa di tutt’altro. Ma l’ostinazione del Carroccio non sembra tanto una sfida al Quirinale, bensì a Palazzo Chigi: con la continua presentazione di proposte sulle concessioni balneari, in qualsiasi occasione possibile, ci sarebbe infatti l’intento di far emergere l’inerzia del governo Meloni su questo delicato dossier.

Le concessioni di spiaggia sono in scadenza il 31 dicembre 2024 e l’attuale esecutivo non ha mai approvato il decreto attuativo previsto dalla legge 118/2022 del governo Draghi, che avrebbe dovuto introdurre dei criteri nazionali per disciplinare i bandi di riassegnazione. In assenza di ciò, i Comuni stanno procedendo in ordine sparso, contraddicendo di fatto le promesse di Fratelli d’Italia che si era impegnato a salvaguardare la continuità degli attuali balneari. In oltre un anno e mezzo di governo, la premier non ha voluto fare nulla per mettere mano alla materia, mettendo a repentaglio il consenso dell’intero centrodestra che si è sempre esposto a favore dei titolari di stabilimenti balneari. Per questo, la Lega starebbe tentando di provocare uno scontro tutto interno alla maggioranza, al fine di uscirne come il partito più coerente e affidabile agli occhi della categoria.

L’emendamento della Lega sui balneari non si pone in contrasto con le gare pubbliche, bensì intende introdurre dei paracadute per gli attuali concessionari in vista delle inevitabili procedure selettive. Nello specifico, la proposta vorrebbe istituire l’obbligo, per gli eventuali concessionari subentranti, di corrispondere un indennizzo economico agli uscenti. L’entità dell’indennizzo consisterebbe nell’intero valore aziendale delle imprese, calcolato da un perito nominato dagli attuali titolari, sulla base delle linee guida Uni. Per i balneari si propone anche un diritto di prelazione a parità di offerta. Infine, l’emendamento leghista sollecita il completamento della mappatura del demanio, che Palazzo Chigi ha lasciato a metà senza produrre alcun risultato concreto. La tesi era quella di dimostrare la non scarsità di risorsa, per poter mettere a gara le spiagge libere senza toccare le imprese in concessione; ma dopo che la Commissione europea ha contestato il metodo della mappatura, il lavoro è stato abbandonato.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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