Attualità

Balneari, circolare del Mit: “Estensione fino al 2033 contraria al diritto europeo”

La nota, inviata a tutte le Autorità portuali, suona come un disincentivo ad applicare la norma

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha inviato a tutte le Autorità portuali italiane una circolare in merito all’estensione delle concessioni balneari fino al 2033, disposta dalla legge 145/2018. Nel documento, inviato lo scorso 19 dicembre, il direttore generale del Mit Mauro Coletta segnala la recente sentenza del Consiglio di Stato che ha dato una valutazione negativa della legge e ricorda ai funzionari locali che «la disapplicazione della norma nazionale confliggente con il diritto dell’Unione europea costituisce un obbligo per lo Stato membro in tutte le sue articolazioni».

Non è ancora chiaro se la circolare in questione sia quella promessa dal ministro Paola De Micheli, durante l’incontro dello scorso 12 dicembre con tutte le associazioni di categoria, oppure se si tratti di un’iniziativa autonoma di un funzionario ministeriale. Il ministro De Micheli, infatti, si era impegnata a inviare una circolare per sollecitare la convalida dei 15 anni a tutti i Comuni costieri in ritardo, mentre la nota inviata dal direttore generale Coletta appare più come un disincentivo ad applicare la legge.

La missiva esordisce segnalando la pronuncia n. 078742/2019 del Consiglio di Stato, la quale – afferma il dirigente – «rileva che la proroga ex lege delle concessioni demaniali marittime aventi natura turistico-ricreativa non può essere generalizzata, dovendo la normativa nazionale ispirarsi alle regole dell’Unione europea sull’indizione delle gare».

La circolare del Mit ricorda infatti che l’Ue «privilegia l’esperimento della selezione pubblica nel rilascio delle concessioni demaniali marittime, derivante dall’esigenza di applicare le norme conformemente ai principi comunitari in materia di libera concorrenza di servizi, di par conditio, di imparzialità e trasparenza derivanti dalla lettura della direttiva n. 123/2006 (direttiva Bolkestein)». Da ciò «deriva, quindi, che l’operatività delle proroghe disposte dal legislatore nazionale non può che essere esclusa in ossequio alla pronuncia del 2016 del giudice comunitario» (il riferimento è alla sentenza della Corte di giustizia europea del 14 luglio 2016 “Promoimpresa”).

«Il Consiglio di Stato ha tuttavia precisato – prosegue la circolare del Mit – che la più volte citata sentenza della Corte di giustizia Ue, sebbene abbia dichiarato che le disposizioni nazionali che consentono la proroga generalizzata e automatica delle concessioni demaniali contrastano con l’ordinamento comunitario, ha nel contempo precisato che una proroga di concessione demaniale è giustificata laddove sia finalizzata a tutelare la buona fede del concessionario, qualora questi abbia ottenuto una determinata concessione in un periodo in cui “non era ancora dichiarato che i contratti aventi un interesse transfrontaliero certo avrebbero potuto essere soggetti a obblighi di trasparenza”. La tutela della buona fede del concessionario va quindi relazionata alla data di adozione della direttiva 2006/123/CE».

Conclude la circolare: «La disapplicazione della norma nazionale confliggente con il diritto dell’Unione europea, a maggior ragione se tale contrasto è stato accertato dalla Corte di giustizia Ue, costituisce un obbligo per lo Stato membro in tutte le sue articolazioni e quindi anche per l’apparato amministrativo e per i suoi funzionari, qualora sia chiamato ad applicare una norma interna contrastante con il diritto comunitario».

Per approfondire

© Riproduzione Riservata

Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
Seguilo sui social: