Attualità

“Balneari, basta proroghe: serve subito soluzione definitiva per salvare le imprese”

Dall'assemblea di Confartigianato, che ha aperto la fiera Balnearia, l'appello a una riforma organica del demanio marittimo

Alla fiera Balnearia si discute sulle soluzioni possibili per restituire certezze definitive alle imprese balneari. Il nutrito programma della manifestazione di Carrara, che ha aperto oggi i battenti e che proseguirà fino a mercoledì 1° marzo, è stato aperto dall’assemblea di Confartigianato imprese demaniali, durante la quale si è fatto il punto sul controverso rinvio di un anno della scadenza delle concessioni, inserito nel decreto milleproroghe e sul quale il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso delle riserve. Secondo il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo Zucconi, presente all’assemblea di stamane, «occorre aprire subito un tavolo tra governo e associazioni di categoria per lavorare alla riforma. Sulla proroga di un anno nutro molti dubbi, poiché ci ha esposti ai rilievi della Commissione europea e del presidente della Repubblica; mentre invece occorre lavorare in modo credibile per arrivare a elaborare una proposta più seria e coerente».

Per Zucconi sono tre le soluzioni possibili da portare avanti in questo momento: «Effettuare la mappatura del demanio marittimo per appurare la non scarsità della risorsa e dunque l’inapplicabilità della Bolkestein, introdurre un doppio binario di riforma per tutelare le concessioni storiche dalle gare, oppure utilizzare la legge del 1993 sugli atti formali che non è mai stata contestata dall’Europa ed è stata già applicata da due Regioni». Il deputato ha espresso inoltre un invito «all’unità tra associazioni di categoria, che dovrebbero dialogare di più e mettere da parte le differenze per elaborare una proposta unitaria. Altrimenti non si va da nessuna parte». Un appello, quest’ultimo, condiviso anche dal senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, intervenuto da remoto per ribadire la necessità di «investire in un lavoro incisivo di comunicazione che metta la categoria in buona luce rispetto ai pesanti attacchi dei media in corso ormai da mesi».

Ma oltre all’avversità dell’opinione pubblica, gli imprenditori balneari hanno a loro sfavore anche la situazione sulle concessioni, in scadenza il 31 dicembre 2023 in base alla legge sulla concorrenza del governo Draghi e prorogate fino al 31 dicembre 2024 con una norma che rischia di non sopravvivere, in quanto va in netto contrasto con la sentenza del Consiglio di Stato che ha proibito qualsiasi ulteriore rinnovo automatico. A questo proposito Mauro Vanni, presidente di Confartigianato imprese demaniali, ha ricordato che «sin da subito la nostra associazione ha espresso dubbi su tale proposta, poiché è a elevato rischio di bocciatura. Questo non significa che siamo contro il governo, di cui anzi apprezziamo l’impegno sulla nostra vicenda; ma semplicemente preferiamo una soluzione organica per riavere certezza definitiva. Chiediamo di aprire subito il tavolo tecnico per discutere i contenuti di una riforma organica che metta in sicurezza migliaia di imprese, che non possono più andare avanti alla giornata. Rivendichiamo il nostro diritto al legittimo affidamento: lo Stato deve prendersi la responsabilità di risarcirci, attraverso una durata più lunga delle concessioni o un indennizzo economico, per avere cambiato il quadro normativo rispetto al rinnovo automatico che ci garantiva una durata eterna».

Altro tema al centro dell’attenzione è quello della mappatura del demanio marittimo, necessaria, secondo le associazioni di categoria e le forze di maggioranza, per appurare la non scarsità della risorsa naturale. A questo proposito la deputata della Lega Elisa Montemagni ha sottolineato che «occorrerà definire i criteri della ricognizione nell’imminente tavolo tecnico tra governo e associazioni. La maggioranza ha una visione uniforme sulla materia e gli imprenditori devono darci fiducia sulla nostra contrarietà alle gare e portarci tutte le idee possibili per arrivare a una soluzione definitiva. Ci avevamo già provato con la legge 145/2018 che però è stata demolita; ora il percorso è ancora più accidentato e occorrerà fare un po’ di slalom tra gli ostacoli, ma riusciremo a risolvere la questione una volta per tutte».

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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