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Galli: ”Balneari, alzare i canoni è la priorità”

L’appello disperato dei pertinenziali: ''Il governo deve eliminare le ingiustizie nella prossima legge di bilancio. Ma i sindacati ci ostacoleranno''. Sotto accusa i canoni inferiori a 500 euro contro quelli di oltre 100 mila.

«La riforma delle concessioni demaniali marittime continua a tardare? Si proceda almeno con un immediato riequilibrio dei canoni, già nella legge di bilancio di fine anno, per poi rimandare il resto della questione al 2017». A chiederlo è il Coordinamento dei balneari pertinenziali, che unisce i circa trecento imprenditori a cui sono stati applicati i valori Omi, con cifre schizzate fino a 300 mila euro all’anno che hanno mandato sull’orlo del fallimento i loro stabilimenti, con il rischio di perdere la concessione a causa dei mancati pagamenti che risultano impossibili da saldare per delle piccole aziende familiari.

«La condizione è di profonda ingiustizia», denuncia il Coordinamento dei pertinenziali, che ci ha fornito un’ampia documentazione per dimostrarlo: per esempio, a Riccione 90 stabilimenti balneari su 150 pagano meno di 500 euro all’anno, mentre sei pertinenziali hanno cifre di oltre 100 mila euro (scarica la tabella completa dei canoni non pertinenziali di Riccione e scarica la cartella di sollecito recapitata a un pertinenziale di Riccione).

«La nostra situazione è esplosiva – denuncia Walter Galli, portavoce del coordinamento – perché se da un lato ci è stato garantito il diritto di non subire la decadenza del titolo concessorio, dall’altro lato in moltissimi casi non abbiamo il titolo stesso, in quanto i comuni non ci hanno rilasciato la proroga al 2020 poiché siamo morosi. È il classico caso del cane che si morde la coda: occorre trovare un’immediata soluzione, alzando i canoni più bassi e limando considerevolmente i nostri, per giungere a una situazione più equa e sostenibile. Lo Stato ha solo da guadagnarci: gli attuali 103 milioni incassati dalle concessioni potrebbero raddoppiare».

I pertinenziali si sono particolarmente spazientiti dopo che su Mondo Balneare è stata pubblicata la bozza di legge-delega sulla riforma delle concessioni balneari, pronta da maggio ma non ancora approvata in consiglio dei ministri. L’intento del governo, infatti, sarebbe quello di affrontare in una sola volta tutta la materia, dal riequilibrio dei canoni all’adeguamento delle concessioni alla direttiva europea Bolkestein, ma la presentazione del testo sta slittando di mese in mese, e intanto per i pertinenziali il debito sta aumentando in maniera insostenibile. Ma il governo pare non essere particolarmente sensibile al problema e continua a ignorare gli appelli di questi imprenditori.

«I pertinenziali non hanno mai preso bene la decisione di usare lo strumento della legge-delega – precisa Galli – perché i tempi per ottenere finalmente giustizia legislativa al nostro progresso si sono fatti lunghi e incerti, mentre noi necessitiamo di una soluzione a brevissimo termine. E ora scopriamo addirittura che questa legge, pur essendo pronta, giace nei cassetti della presidenza del consiglio, probabilmente ferma per opportunità politica in vista del referendum di domani. A questo punto ci corre l’obbligo di sollecitare il governo e i deputati a presentare la riforma dei canoni nella prossima legge di bilancio, prevedendo anche una soluzione definitiva per il nostro pregresso».

«Siamo pronti a combattere questa battaglia – aggiunge Galli – ma purtroppo siamo convinti che i non tutti sindacati balneari ci appoggeranno, anzi ostacoleranno tale ipotesi». Molto duro è l’attacco alle associazioni di categoria: «I sindacati hanno responsabilità enormi sul fatto che la riforma dei canoni ancora non sia stata legiferata. Per esempio, pur avendo la bozza della legge-delega in mano, non si sono accorti che il punto sulla riforma dei canoni è estremamente pericoloso, laddove si parla di “stima diretta” e “peculiarità della concessione”, e neanche si sono accorti che nulla si prevede sul nostro pregresso, e quindi il governo non avrebbe nessuna possibilità di legiferare sul nostro debito ormai impagabile. Il problema è che nessun sindacato ha delle proposte pronte sulla riforma dei canoni da presentare al governo, perché a loro non importa niente del nostro problema. Altrimenti questi ultimi tre anni sarebbero bastati per formulare ipotesi di merito sulla questione. Invece, in questi anni non sono neanche riusciti a spendere un atto verso i loro associati soggetti al calcolo con i valori Omi. È una vera vergogna».

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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