Norme e sentenze

Stabilimenti balneari, allestimento vietato fino al 3 aprile

Scattano oggi le nuove restrizioni nazionali che proibiscono anche le attività di manutenzione e preparazione dei lidi. Già emessi i primi verbali in Romagna.

Tra le attività a cui il governo ha imposto di fermarsi per fronteggiare l’emergenza coronavirus, ci sono anche l’allestimento e la manutenzione ordinaria e straordinaria degli stabilimenti balneari. È quanto emerge da un’attenta lettura del decreto del presidente del consiglio emesso lo scorso 22 marzo per introdurre ulteriori misure straordinarie di contenimento sanitario, in vigore a partire da oggi. Nonostante il provvedimento riporti delle formulazioni molto generiche e non ci sia nessun esplicito riferimento agli stabilimenti balneari nell’elenco delle attività produttive che possono o non possono continuare a lavorare, da alcuni passaggi è possibile dedurre che i lavori di preparazione delle spiagge sarebbero proibiti per legge fino al 3 aprile.

La maggior parte dei titolari e gestori di stabilimenti aveva già interrotto diversi giorni fa le operazioni di allestimento, di norma in corso in questo periodo per prepararsi all’apertura della stagione estiva: si è trattato di una scelta assunta per senso di responsabilità, anche su sollecito di alcune associazioni di categoria, in seguito alle disposizioni straordinarie che stanno obbligando tutti gli italiani a restare chiusi in casa salvo motivi di comprovata necessità come lavoro e salute. Tuttavia, domenica scorsa il premier Giuseppe Conte ha annunciato una nuova stretta, disponendo la chiusura di fabbriche e altre attività lavorative non necessarie a partire da oggi. Nell’elenco allegato al decreto gli stabilimenti balneari non sono citati; tuttavia il provvedimento sospende tutte le attività di cantiere edile, tinteggiatura, intonacatura e “altri lavori di completamento e finitura degli edifici”, compresi quelli non specializzati. È in tale formulazione che rientrerebbero anche le attività solitamente effettuate in questi giorni dai gestori o dai dipendenti degli stabilimenti balneari, che dunque, applicando il provvedimento alla lettera, sarebbero vietate.

Purtroppo, in mancanza di un esplicito riferimento che avrebbe eliminato ogni dubbio, non si può far altro che tentare di interpretare la norma. Dunque, va precisato che quella da noi proposta è una lettura particolarmente stringente, di cui i titolari di stabilimenti balneari dovrebbero comunque tenere conto se vogliono essere tranquilli ed evitare qualsiasi problema. Tuttavia, proprio per la vaghezza della formulazione, non è escluso che le forze dell’ordine possano interpretare la norma a loro piacimento e in maniera diversa di spiaggia in spiaggia, per esempio lasciando lavorare i gestori in alcune località e impedendoglielo in altre. Nel dubbio è sempre meglio restare a casa, oppure, in caso di assoluta necessità di recarsi presso il proprio lido, è consigliabile contattare preventivamente l’ufficio della capitaneria di porto del proprio Comune.

Va comunque segnalato che in alcune parti d’Italia le forze dell’ordine già ieri hanno iniziato a redarguire i pochi gestori di stabilimenti balneari che si trovavano ancora al lavoro nelle loro aziende, seppure in condizioni di solitudine: la notizia ci è stata comunicata da alcuni operatori del litorale dell’Emilia-Romagna, che è la regione più colpita dall’emergenza coronavirus dopo la Lombardia, dove pertanto le attività di controllo da parte degli agenti sono particolarmente severe. Nella località di Cervia-Milano Marittima ieri sono stati persino emessi alcuni verbali nei confronti chi si trovava a lavorare nella propria spiaggia, e proprio per questo alcuni lettori ci hanno invitato a diffondere la notizia, al fine di allertare gli eventuali colleghi ignari. In base a quanto affermato da rappresentanti della capitaneria di porto e dei carabinieri durante le operazioni di pattugliamento in spiaggia, da oggi ogni attività di allestimento e manutenzione negli stabilimenti balneari sarebbe vietata proprio in applicazione al dpcm del 22 marzo.

Gli stabilimenti balneari erano già stati colpiti dalle prime misure di contenimento sanitario quando, lo scorso 11 marzo, il governo Conte aveva disposto la chiusura di tutti i bar e ristoranti, portando dunque a chiudere i pochi stabilimenti balneari che avevano già iniziato l’attività di somministrazione durante il fine settimana (compresi quelli rimasti aperti durante l’inverno). Ora, con il divieto anche delle attività di allestimento, per i lidi italiani è arrivata una nuova stretta. Ma se il montaggio e la manutenzione delle strutture possono essere sempre recuperati in un secondo momento, per gli imprenditori del settore l’incognita più grande riguarda la vera e propria partenza della stagione estiva: è ormai scontato che le misure di contenimento saranno prorogate oltre il 3 aprile e ad oggi non si sa quando gli stabilimenti balneari potranno aprire, né se agli italiani sarà consentito spostarsi al di fuori della propria città di residenza per trascorrere una giornata al mare. Quel che è certo è che la stagione 2020 sarà particolarmente difficile e con notevoli perdite economiche (i motivi li abbiamo spiegati nel nostro editoriale di qualche giorno fa): pertanto, in questi strani giorni di sospensione occorre prepararsi a come affrontare questo momento storico nel modo migliore possibile, sperando in qualche doveroso aiuto da parte dello Stato.

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Alex Giuzio

Alex Giuzio

Caporedattore Mondo Balneare. Come giornalista si occupa di mare, coste e questioni ambientali.
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    Francesco Pruni says:

    Buongiorno, sono il titolare e la persona rappresentata in foto, voglio precisare che è dell’anno precedente, IO COME I MIEI COLLEGHI SIAMO FERMI COME IMPOSTO A COMUNE E COOPERATIVA BAGNINI.
    Gradirei che eliminasse questa foto, visto che i miei colleghi cominciano ad inviarmi massaggi! Da questa foto sembra io il trasgressore! NON È ASSOLUTAMENTE COSÌ!
    GRAZIE!

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      Buongiorno Francesco, siamo allibiti per questa inutile “caccia al trasgressore” e ci dispiace di esserne stati causa indiretta. Peraltro, oltre a trattarsi di un’inquadratura in cui non era riconoscibile né il suo volto né il nome della sua attività, avevamo messo bene in evidenza nella didascalia che si trattava di un’immagine di archivio.
      In ogni caso, abbiamo provveduto a sostituire la foto.

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    sicuramente ancora il governo non ci potrà dire quanto inizierà l’estate ma sicuramente ci può aiutare a snellire le pratiche di inizio lavori quando sarà il momento(l’ideale sarebbe fare una autocertificazione allegando quella dell’anno scorso)e mi riferisco in modo particolare al CILENTO(SALERNO).

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    Io di solito vado in vacanza un mese a luglio nella riviera Ligure, ad andora. Secondo voi della redazione potrò andare e l’emergenza sarà finita prima di quella data? Dopo mesi in casa ho voglia di fare un pò di vacanza. Ci potro andare? Gli stabilimenti saranno pronti per quella data? Vi ringrazio se mi risponderete

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      Buongiorno, purtroppo non siamo in grado di risponderle. La situazione sanitaria è in continua evoluzione e ancora non è possibile sapere quando termineranno le misure di contenimento, quando sarà possibile uscire dalla propria città di residenza e soprattutto quando gli stabilimenti balneari potranno aprire.

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    Bagno Kursaal says:

    https://www.mondobalneare.com/emilia-romagna-consente-allestimento-stabilimenti-balneari/
    Buon giorno .
    Sono un collega dei lidi Comacchiesi.
    Ho allegato questa nota per informazione in merito alle restrizioni.
    Per la costa Emiliano romagnola il presidenteBonaccini ha emesso questa ordinanza che fa capo alla N 35 emessa in precedenza che di fatto da la possibilità ai soli titolari di entrare nella propria concessione per la manutenzione.
    Saluti
    Nicola Ghedini

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    C’è qualcuno che sa dirmi se hanno rinviato l’introduzione dei nuovi registratori di cassa telematici dato che quest’anno l’apertura è quantomeno incerta? E’ un’nvestimento che per quest’anno si potrebbe evitare

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    In tutto questo marasma di notizie incerte e che creano solo confusione, non solo agli utenti che frequentano le spiagge e gli stabilimenti balneari, ma soprattutto ai gestori e concessionari che non sanno ancora alla data odierna se possono entrare anche da soli con il locale chiaramente chiuso al pubblico e senza l’aiuto di dipendenti per poter svolgere qualche lavoro in previsione della stagione balneare. Io sono purtroppo un balneare pertinenziale e come altri colleghi è dal 2007 che stiamo subendo una grande ingiustizia e una concorrenza sleale create dall’introduzione dei valori OMI per il calcolo del canone demaniale. Ora che stiamo vivendo un’emergenza mondiale e che si parla tanto di aiuti a tutte le piccole e medie imprese di tutto il mondo, sarebbe un bel segnale del Governo italiano togliere definitivamente i valori OMI per il calcolo del canone demaniale, salvando dal baratro con questo semplice gesto che non implica sborsare dei soldi pubblici, circa 300 aziende balneari con altrettante famiglie più tutte le famiglie dei dipendenti. Augurando a tutti di uscire nel modo migliore da questa emergenza Corona Virus e soprattutto in salute, speriamo che chi di dovere faccia la cosa giusta per tutti.

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    Io no mi preoccuperei di non poter fare manutenzione e allestire perché secondo le ultime notizie dal ministero della salute, spiagge, concerti, aperitivi, bar e ristoranti saranno banditi fino a quando non si troverà una cura o un vaccino. Quindi la situazione è molto grave. Se così fosse l’unica cosa che dovrà fare il governo sarà quella di versare nelle casse di ogni azienda che rimarrà chiusa, l’equivalente del fatturato dell’anno precedente per il periodo di chiusura. Non c’è altra soluzione se non vogliono una rivolta nazionale. Potrebbe essere anche l’occasione per uscire dalla Bolkestein ed eliminare i coefficienti OMI per i pertinenziali come me.

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