Attualità

Spiagge, politica gioca in difesa: “Riforma compatibile con norme europee”

Sulle concessioni balneari, governo e maggioranza puntano il dito contro la Corte Ue e attendono il dialogo con le associazioni di categoria

È iniziato il gioco dello scaricabarile sulla riforma delle concessioni balneari, che il governo di centrodestra è chiamato a completare, col rischio di dover tradire le promesse fatte in campagna elettorale. Questa, almeno, è l’impressione che emerge ascoltando le parole degli esponenti di maggioranza che si stanno occupando della questione: tutto il centrodestra si sta infatti dichiarando costretto a rispettare la volontà delle leggi comunitarie, che imporrebbero la messa a gara delle concessioni dopo anni di rinnovi automatici. Le associazioni degli imprenditori balneari si battono da un decennio contro questa tesi, rivendicando la titolarità delle loro aziende (di proprietà privata seppure su suolo demaniale) e affermando che una corretta applicazione della direttiva europea Bolkestein permetterebbe di affidare le spiagge libere per far aprire nuove imprese e garantire la liberalizzazione del settore, anziché mettere a gara quelle esistenti. Tuttavia il governo Draghi non è stato della stessa idea, e lo scorso agosto con la legge sulla concorrenza ha fissato la scadenza dei titoli al 31 dicembre 2023 e la loro riassegnazione tramite procedure selettive, secondo dei criteri che dovranno essere stabiliti da un decreto attuativo da varare entro il 20 febbraio prossimo. Lega e Forza Italia avevano già votato a favore di quella norma, mentre Fratelli d’Italia dall’opposizione si è sempre dichiarata contraria alle gare, conquistandosi i voti di migliaia di concessionari; ma ora che si è avvicinato il momento di attuare la norma oppure di rinnegarla, pare che il governo abbia deciso di far slittare i termini solo di pochi mesi e di seguire la strada tracciata da Draghi. Con tanto di dita puntate contro la Corte di giustizia europea, che avrebbe costretto l’attuale esecutivo a non poter fare altrimenti.

Il ministro degli esteri Antonio Tajani era stato il più esplicito: «Dobbiamo tutelare le imprese italiane anche per evitare pericolose infiltrazioni, ma sono necessarie gare serie. Ci sarà un confronto con le associazioni balneari e si troverà una buona soluzione con l’Europa», aveva detto in seguito alla riunione di due giorni fa tra governo e maggioranza per decidere il da farsi. E ieri, in una nuova dichiarazione rilasciata a La Presse, ha rimarcato ancora di più le responsabilità dell’Ue: «Dobbiamo trovare una soluzione che sia compatibile con le norme comunitarie e contemporaneamente riuscire, nell’unico paese che ha 7000 chilometri di coste in Europa, a tutelare gli interessi di chi fino a oggi ha garantito la fruibilità di queste spiagge ai turisti. Sono imprenditori che devono essere tutelati, dobbiamo trovare una sintesi fra le esigenze di queste imprese e il diritto comunitario».

Più caute le dichiarazioni della ministra al turismo Daniela Santanchè, che è anche balneare doc in quanto ex socia di Flavio Briatore nel noto stabilimento Twiga di Forte dei Marmi: «Nella maggioranza siamo tutti determinati a voler difendere i trentamila stabilimenti balneari; dobbiamo solo capire qual è lo strumento migliore. È giusto continuare a chiedere piccole proroghe oppure è giusto risolvere il problema in maniera strutturale, in modo da non bloccare gli investimenti?», si è chiesta retoricamente la ministra, intervistata dall’Ansa. «Se ci sono incertezze, si blocca tutto il sistema. Sulla difesa delle imprese balneari il governo c’è, Giorgia Meloni c’è, e oltretutto c’è una maggioranza compatta nel voler portare a casa il migliore strumento».

Il senatore Maurizio Gasparri di Forza Italia, da sempre attento difensore delle imprese balneari nonché molto consapevole delle logiche e dei divisionismi interni al settore, attende invece al varco le associazioni di categoria. Uscendo dalla riunione di martedì tra governo e maggioranza, l’esponente azzurro ha infatti annunciato ai microfoni che «il governo istituirà un tavolo interministeriale per confrontarsi con le associazioni di categoria, la cui opinione per quanto ci riguarda sarà decisiva ai fini della strada da intraprendere». L’impressione, insomma, è che si cercherà una mediazione di responsabilità nell’attuale situazione normativa sfavorevole, per verificare se fra i sindacati del settore prevarrà ancora la posizione del “no alle gare” oppure se si accetterà di affrontare le procedure selettive con adeguati salvagente per la tutela delle attuali piccole e medie imprese concessionarie di spiagge, come gli indennizzi in caso di perdita della concessione e il punteggio premiante per chi attesta esperienza professionale e qualità dei servizi.

La questione, tuttavia, sarà in mano soprattutto al ministro degli affari europei Raffaele Fitto, figura notoriamente ostile ai balneari dopo che, nel lontano 2010, la sua prima proposta per istituire le evidenze pubbliche delle concessioni fu respinta a suon di insulti dalla categoria. A questo proposito il deputato Maurizio Lupi di Noi con l’Italia, altro partito nella coalizione di maggioranza, ha confermato all’Ansa che «la questione dei balneari la affronteremo col ministro Fitto. Credo che bisogna saper coniugare l’apertura al mercato che l’Europa ci chiede e le caratteristiche fondamentali di un paese come l’Italia, che ha piccole e medie imprese».

In tutto ciò sguazza l’opposizione, che accusa la maggioranza di essere divisa e impreparata sul tema. Così infatti il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti: «Il presidente Meloni e la sua maggioranza sono pericolosamente miopi e inadeguati nell’affrontare la riforma delle concessioni demaniali. Continuano a non voler risolvere il tema, riducendolo aduno scontro tra una categoria e l’Unione europea, con i primi nel ruolo di vittime e la seconda nel ruolo del carnefice. Una narrazione che rischia di costare molto cara ai cittadini, perché l’infrazione europea incombe, ma anche a tante località a vocazione balneare che necessitano di investimenti e innovazione per rendere più competitiva la loro offerta turistica. La direttiva Bolkestein infatti incrocia il destino non solo dei 6.300 stabilimenti balneari italiani e degli attuali concessionari, ma anche quello di centinaia di migliaia di imprese legate direttamente e indirettamente al turismo balneare, che risentono del clima di incertezza che blocca gli investimenti e rende più debole l’intero sistema economico delle destinazioni balneari. Queste imprese, così come tanti cittadini ma anche tanti attuali concessionari, chiedono che la direttiva Bolkestein e la sentenza del Consiglio di Stato si trasformino in una grande opportunità di sviluppo per il nostro paese. In questo senso come M5S abbiamo sempre cercato di muoverci: non limitandoci a difendere categorie o interessi particolari, ma a favore dell’interesse comune e per rendere più forte il nostro sistema turistico. E oggi vediamo che anche tante imprese balneari, frustrate e deluse dall’insipienza della destra, comprendono che il nostro approccio sia l’unico in grado di non portarli sul baratro e superare l’incertezza che inchioda da anni il loro comparto. È evidente ormai a tutti che la presidente Meloni e la sua maggioranza stanno affossando un comparto strategico del nostro paese».

Al di là delle legittime congetture, le notizie più concrete sugli intenti del governo potranno arrivare solo dopo il tavolo con le associazioni di categoria, che si spera venga convocato il prima possibile. La stagione è infatti quasi alle porte, e un settore un tempo florido e fondamentale per l’economia italiana è oggi drammaticamente bloccato in attesa di sapere quale sarà il proprio futuro.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in demanio marittimo, turismo e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. Chiedo alla redazione di organizzare un incontro con le sigle sindacali per conoscere le loro intenzioni riguardo al dietrofront del governo. Grazie .

    • il governo potrebbe benissimo cambiare gli articoli 3 e 4
      e varare un maxi emendamento o una nuova legge dato che la 145 e’ stata abrogata e la cdge non si pronuncera’ su una legge abrogata e dato che noi non abbiamo niente a che fare con il pnrr(grazie draghi di averci venduto) per questo che potrebbe farlo….anche il cds che impone date sostituendosi al governo con il tacito consenso-assenso di quei vili che sostenevano draghi puo essere benissimo modificata….dato che e’ una legge riforma il governo a tutto il potere di cambiare e non calarsi le braghe di fronte all europa corrotta e hai grandi gruppi economici che hanno in mano la finanza e ricattano i governi …….. cara giorgia io ho fiducia in te ma se continuerai su questa strada avrai tradito chi ti ha sostenuto a spada tratta……per le regionali ci state chiedendo anche i voti…forse non hai capito bene la situazione…..non vi voteremo piu’……e noi non siamo 4 gatti come vuol far credere qualcuno….si faccia un rapido calcolo di quanto elettorato c e’ in 108000 imprese censite….e’ il presidente del consiglio e noi abbiamo creduto in lei….non nella lega e berlusconi che sappiamo chi sono e quanti voti hanno preso alle elezioni ma in lei……non tradisca e abbia il coraggio di difendere l unico comparto pubblico ancora non in mano a questi sciacalli
      mafiosi multinazionali e gentaglia di ogni genere….ci sono milioni di famiglie nel turismo che hanno fiducia in lei…..tajani salvini berlusconi sono solo dei volta gabbana e servi non capaci di prendere decisioni e difendere le imprese italiane….non lo faccia anche lei perche sarebbe posta sullo stesso piano di questi miserabili servi…

    • Non perplesso says:

      Caro Giovanni, se il decreto rave, pur affrontando problemi oggettivi, è stato scritto come e stato scritto, figuriamoci cosa succederebbe nel tentare di redimere la questione concessioni .E i nostri rappresentanti, (dai no aste ai si aste) cosa credi partorirebbero, e comunque fuori tempo massimo .Serviva un documento condiviso, scritto da super giuristi, da consegnare al governo per suggerire una linea plausiibile, e quindi percorribile, fantascienza .

  2. E così è chiaro a tutti quello che in pochi ci eravamo voluti rassegnare a credere: Giorgia, Matteo e c. sono geneticamente più simili a Draghi che ad un balneare. Nessuno manda a puttane un Paese (o le proprie ambizioni politiche) per difendere la nostra categoria in battaglie insensate.
    Perché insensate? Ma lo sappiamo tutti!!!
    La pretesa esplicita delle nostre sigle sindacali è sempre stata “Aste per nessuno” oppure “30 anni di proroga a tutti”.
    Ma non siamo tutti uguali, anche se questo è un argomento tabù.
    C’è chi ha investito e chi gestisce da due generazioni una spiaggia senza innovare o investire nulla.
    C’è chi paga le tasse e chi si astiene allegramente.
    C’è chi ha investito nel periodo di vigenza del “diritto di insistenza” quando lo Stato prometteva stabilità alle aziende balneari per favorire i loro investimenti, e chi non lo ha fatto, oppure lo ha fatto quando il diritto di insistenza era stato giudicato illegittimo.
    C’è chi ha investito dopo la 145 del 2018 confidando in titoli rinnovati sino al 2033 e debitamente emessi e registrati, e chi no.

    Non è una questione morale. Ognuno era libero di fare l’imprenditore come meglio credeva (salva l’evasione fiscale, che comunque è un furto alla collettività). Però credo che chi ha investito quando lo Stato gli aveva garantito 14 anni di concessione, o addirittura i rinnovi automatici, sia più danneggiato di chi ha investito quando la caducità dei titoli concessori era conclamata, o magari non ha investito affatto.

    Cosa si poteva fare, ed i nostri sindacati non hanno mai voluto fare per timore di perdere qualche tessera?
    Si poteva dire, per esempio, che chi ha investito durante il diritto di insistenza ha diritto a 20 anni di periodo transitorio, che chi ha investito durante la 145/18 ha diritto magari non al 2033 ma almeno al 2028, che agli altri viene riconosciuto il valore aziendale, abolendo l’art. 49 Cod. Nav. che è una buffonata stante l’evoluzione del turismo balneare e della sua normativa (soprattutto l’abrogazione del rinnovo automatico ex art. 37).
    Saremmo stati tutti un po’ scontenti ma in misura differenziata. Invece dovevamo essere tutti uguali. E ci hanno castagnato proprio sulle “proroghe generalizzate”.
    E adesso piangeremo, malediremo Giorgia come prima abbiamo maledetto Mario, Giuseppi, Tizio e Caio.
    Ma il nostro principale nemico siamo noi

    • Ancora una volta bravo Nick, condivido pienamente, soprattutto la parte finale del tuo commento, quando dici: “il nostro principale nemico siamo noi”, nulla di più vero. Comunque, il dr Alex ha parlato soltanto di “RISCHIO DI TRADIMENTO DEL CENTRODESTRA” riferendosi alle dichiarazioni di FITTO E TAJANI , non nuovi a questo tipo di orientamento, che, per quanto autorevoli, non sono in linea con la volontà del loro Presidente, del quale, dobbiamo continuare ad avere fiducia, almeno fino a prova del “tradimento”, paventato dal nostro caporedattore.

    • Se ll’Europa fosse un impianto di regole stabile e imparziale.. Ma qui vediamo continuamente quelli che per decenni erano dogmi incrollabili venire messi tranquillamente da parte da un momento all’altro a seconda di chi sbatte più forte i pugni sul tavolo. Cosa ne è della sacra disciplina degli aiuti di stato? Edf è fallita (cosa che la dice lunga sullo stato dell’economia francese e sulle capacità della sua classe dirigente), lo stato rinazionalizza, l’Europa silente, e edf che in Europa ancora rompe i coglioni per mettere le mani sull’idroelettrico italiano perché ora si accorgono che avrebbero bisogno di diversificare.. la Germania ovviamente zitta perché fa esattamente lo stesso. E questo è già successo nel settore automobilistico
      , il trasporto aereo, banche, assicurazioni.. L’Europa è un sistema di legalità o un sistema di rapporti di forza? Nessuno, ma proprio nessuno si sogna nei paesi ‘partner’ dell’Unione di anteporre l’interesse di altri paesi ai propri interessi nazionali, o di tirare per la giacca le istituzioni comunitarie per regolamenti di conti interni.
      A non aver voluto vedere differenze nel settore balneare mi sembra che siano stati i sindacati per primi, e per ovvie ragioni. Di soluzioni di buon senso ce ne sarebbero a decine. Le figure ‘investitore’ e ‘lavoratore’ dovrebbero essere tutelate, quello che vive di rendita magari un po’ meno.

      • Esatto.. quello che vive di rendita da oligopolio non deve più essere tutelato, quindi partecipate alle gare, punto che vi hanno già aiutato oltre i limiti di legge

        E poi cosa c entrano i discorsi di macroeconomia tra settori completamente diversi.
        Niente continuate a fare casciara anziché discutere nel merito delle cose… che avrete un gran successo

    • Economisti americani, non sovietici, ne ho letti a decine negli ultimi dieci anni, tutti, tutti senza eccezioni, scandalizzati per quello che l’Europa ha fatto alla tua Grecia.

      • lodevoli i tuoi commenti. Purtroppo la ns classe dirigente, mentre tu leggevi i saggi degli economisti americani, padroneggiavano con difficoltà Topolino

  3. La situazione e’ fin troppo chiara.Non bisogna perdere tempo.La vita delle famiglie e dei singoli deve andare avanti.Basta,ma basta,ma ancora basta pubblicare articoli iniziative di Licordari,Maurelli,Capacchione,Scajola,Gasparri e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.
    La Meloni non si va bruciare la carriera e la posizione raggiunta per salvare i balneari che oltretutto sono condannati sia da innumerevoli sentenze di ogni grado e anche dalla opinione pubblica.
    Qui URGONO i decreti attuativi,cosi’ ogni azienda (famiglia) in base alle regole che verranno emesse nei decreti decide se investire e proseguire l’attivita’ oppure dedicarsi ad altro.
    Inutile sparare cazzate,proroga di un anno o due anni che non serve a un c…o e oltretutto e’ una semplice sopravvivenza di ALCUNI presunti imprenditori parassiti che probabilmente in molti poi alle aste non investiranno.Servono I DECRETI ATTUATIVI al piu’ presto,per permettere di investire a chi crede nella propria attivita’ e servono ad uscire a chi per motivi diversi vuole uscire.La PROROGA E’ presa per il c..o che allunga solo la agonia ma NON CURA IL PROBLEMA.
    Basta PROPAGANDARE,”serve tempo per la mappatura e per trovare una soluzione”….Andate a prendere per il c..o altri,non l’Italia intera.

  4. Giuseppe Pintauro says:

    Secondo me come arriverà la sentenza per balneari arriverà anche la sentenza per la meloni tempo qualche mese e cadrà anche il suo governo,io dico questo ci tenevamo draghi tanto stavamo nel fango e la meloni ci ha messo un piede in testa e ci ha fatto affogare nel fango. Io spero tanto ke lei cada mi aspettavo almeno il contentino come fanno molti politici.invece in campagna elettorale ha fatto promesse e ora si tira indietro ma come l hanno fatta salire la faranno cadere come conte e altri governi.

    • non avete ancora compreso che la politica promulga le leggi solo se compatibili con la nostra costituzione e quella comunitaria,che cosa continuate a chiedere cose fuori dal mondo..

      • Non c’è nessuna costituzione europea: proprio la bolkestein fu tra i principali fattori che persuasero olandesi e francesi a non far passare i referendum sulla costituzione europea a metà anni 2000. E per fortuna. Noi italiani abbiamo già un’ottima costituzione (che i nostri ‘partner’ europei farebbero bene a copiarci, tipo la Francia, per esempio, il cui ordinamento non prevede l’obbligatorietà dell’azione penale, pilastro dello stato di diritto, a proposito di quelli che vogliono vigilare sul rispetto dei diritti in Italia), non ce ne serve un’altra.

    • Non credo cadrà x 30.000 voti dei balneari, anzi visto come si sta ben adeguando a tutti i dettami europei ( diversamente farebbe la fine di Beusconi) penso che punti saggiamente ad un governo stabile e duraturo. Un conto è stare all’opposizione e urlare alla luna , ed un altro governare con la UE con il fiato sul collo che ti minaccia e ti boccia quelli che non gli sta bene ( vedi leggi sui Pos e sul minimo del contante ). Cara Giorgia di quello che volevi fare all’opposizione, andrà bene se ne riesci a realizzare il 50 %….

  5. …incredibile… ora si parla di “proroghe quali prese per il c…”
    Ma quando si cercava di argomentare in questo senso (io in maniera pacata e professionale, qualcun altro sicuramente più professionale, ma meno pacato e altri perfino senza professionalità) i vari antonio, Renzo, LELLO e altri dell’allegra combriccola ci “insultavano” dandoci del comunista, ladro, sfasciafamiglie, e così via, perché avevano loro la verità in tasca! Mah…

    • mistral lei non ha capito bene il problema ……ci siamo rotti i coglioni di avere governi non eletti che fanno riforme non concordate con le sigle sindacali ma agendo come un regime e ogni riferimento è puramente casuale….draghi gentiloni letta…e c è pure chi ha preso onorificenze per i servizi resi alla nazione—-solo che la nazione non è l italia ma la francia per il lavoro svolto….letta gozzi tanto per citarne alcuni….gli stessi che nel 2015 ci volevano vendere dal palco di rimini ……la lista è lunga caro professore…oppure gentiloni il miserabile che ha venduto una parte di mare che era di vitale importanza per i pescatori liguri …facendoli anche arrestare…guarda caso alla francia dell allora sarkosy…e poi vogliamo parlare della magistratura di cui lei fa parte politicizzata e tutta di sinistra?…oppure di patroni griffi della sciarra o d alberti? nessuno di queste persone dovrebbe ricoprile quei ruoli tantomeno il caro griffi o la sciarra e non parliamo di d alberti….ha capito ora questo? siamo stufi di queste persone elei ci fa pure la morale ….le persone degne di rispetto si vedono nei momenti di bisogno e lei non è tra queste…..

    • Mistral, non si è mai discusso seriamente di tutele, non si è mai voluto vedere differenze fra uno che ha avuto la concessione in regalo dal comune 60 anni fa e l’ha tramandata al figlio, è sempre lì con le stesse quattro tavole di legno e magari vorrebbe pure batter cassa perché la mareggiata gliele ha portate via, e uno come me e tanti altri che hanno comprato, investito, lavorato e hanno fatto di questo settore un normalissimo settore economico secondo le più evidenti logiche di mercato. Ha fatto comodo mettere tutti sullo stesso piano e dare a tutti il volto di briatore o del fijo de na mignotta di fregggene. E abbiamo visto draghi occuparsi della questione con mosse da gioco delle tre carte. E poi verso quale sistema si andrebbe? Uno in cui la mia azienda mi viene tolta per essere riassegnata da tre dirigenti comunali a chi più lor talenta. Ma siamo seri?

    • È l’automatismo della proroga ciò che si contesta? Bene, fai la gara ma lascia al titolare attuale il diritto di pareggiare l’offerta, lascia la possibilità di comprare e vendere le aziende, unica vera garanzia di gestione economicamente efficiente, altro che aberrazione! Lascia perdere invece punteggi premianti per gli uscenti e indennizzi, che sono terreni scivolosi e possono solo creare infiniti contenziosi.

      • abbia pazienza BFo ma la possibilità di pareggiare l’offerta del vincente era ciò che accadeva prima per cui io facevo la D1 spendendo dei soldi, vincevo e tu facevi la stessa cosa a posteriori mantenendo la concessione..secondo te aprirebbe alla concorrenza una cosa del genere? io ho provato e la risposta è no perchè non l’ho più rifatto ma da settembre proverò di nuovo..ora guardo anche pietra e finale!

        • Continua pure a compiere i tuoi atti autoerotici, visto che la redazione non gradisce il linguaggio scurrile. Farai il guardone ancora per molto mi sa..

        • diario seconde te prendere la concessione di un poveraccio che ha dato tutta la sua vita per avviarla è concorrenza o furto? tu parti in pool position non come abbiamo fatto noi……il tuo cds non sa neanche cosa sia la concorrenza e una spiaggia e ci ha giudicati….ma che dici?

  6. In una situazione così ingarbugliata è indispensabile almeno determinare correttamente l’indennizzo e poi prendere atto che anche questo settore, con concessioni a tempo limitato, sarà finito.

  7. Purtroppo la musica è sempre la stessa. Siamo italiani, e italiani sono i nostri rappresentanti, gente senza palle, tenuti al guinzaglio dai banchieri di Bruxelles, che con la carota dei prestiti (prestiti non regali) per non far fallire l’Italia ci scappano anche le spiagge, per darle nei posti appetibili ai fondi di investimento che li foraggiano. Alla faccia delle migliaia di imprese familiari che hanno dedicato la vita al loro lido. Chissenefrega, siamo l’Italia. Il paese di bengodi, dove i giovani laureati sono costretti ad andarsene all’estero per avere un impiego dignitoso, nel mentre diamo il reddito di cittadinanza a quelli che nella loro vita non hanno saputo fare nulla. Siamo il paese che deve accollarsi gli immigrati perché gli altri se ne fregano anche dei morti in mare. Siamo quelli che si devono arrangiare da soli per i prezzi alle stelle di gas e petrolio. E soprattutto siamo le mucche da mungere per la finanza europea, che non vuol sentire parlare di titoli di credito europei anziché dei singoli stati, che non potrebbe più speculare. Devo continuare? Ci vorrebbe un libro, al netto delle nefandezze tipo Qatar. Ma a chi interessa? Certamente non a quei ruffiani prezzolati come qualche avvocaticchio che scrive su questo sito atteggiandosi a giurista con chi ha i calli nelle mani e legge angosciato. Leccaculo di gente come Garofoli o Patroni Griffi, gagà al servizio dei potenti. Ve lo ripeto, andate a cagare!

    • “”dove i giovani laureati sono costretti ad andarsene all’estero per avere un impiego dignitoso, ..”
      Dove il laureato magari vorrebbe aprire un impresa con un progetto vincente ma non può..perché in Liguria ..Toscana..non c e più posto per piantare un ombrellone e quelli che ci sono insistono su concessioni centenarie.
      una vergogna italiana

      • Eh no Carletto! Il laureato italiano non troppo felice di lavorare all’estero è tornato in Liguria e ha comprato, ripeto comprato, la sua piccola aziendina balneare, e anche oggi, fra un commento e l’altro, ha lavorato e portato a casa più che degnamente la pagnotta. Sempre il solito gioco di mettere tutti sullo stesso piano, ovviamente quello che getta la luce peggiore su chi fa questo lavoro.

      • e dove li trova i soldi il giovane laureato carlino? glieli dai tu? a meno che non sia ricco di famiglia ti sembra che il nostro paese offra possibilita’ a chi vuole investire? la vergogna qui sei solo tu con le tue comtinue e reiterate
        famdonie ….secondo te chi si potra’ permettere di investire milioni di euro sapientone? noi balneari che viviamo solo di quello o banchieri fondi d investimento mafie e forse 10% di persone oneste?..e poi chi ti ha detto che in toscana e in liguria non si puo piantare ombrelli perche sono tutti stabilimenti? altra puttanata pazzesca….ma tu hai mai visto la mappatura costiera di queste regioni? domanda a scajola che t
        illumimera” bene sulla supercazzola che hai appena detto…..

      • Carlo non ti preoccupare, fallo venire in Campania, così vediamo come se la cava, come sono costretti da queste parti, quando incontra il camorrista di zona, quello che, come Matteo Messina latitante da trenta anni, se lo arrestano gli diamo tutte le garanzie, perché così vogliono gli amici tuoi, sempre quelli di Bruxelles, che neanche l’ergastolo ostativo gli piace.

    • Nikolaus Suck says:

      Saranno pure avvocaticchi per carità, ma guarda caso hanno avuto e stanno avendo ragione su tutto, appunto perché giuristi. Però voi continuate pure ad insultarli come se fosse colpa loro invece di farvi qualche domanda, prego. Almeno vi sfogate.

        • eh no spartacus…chi comanda ora è la vostra posizione e alcuni affezzionati commentatori qui presenti hanno fatto da sempre il megafono di posizioni che sono state vilipese nel tempo e considerate assurde fino a poco tempo fa…ricordo i commenti dopo la legge centinaio che avevamo anticipato sarebbe finita nel gabinetto e persone competenti come suck e mistral avevano proposto strade percorribili seguite da commenti sprezzanti..insomma chi è fonte del suo male pianga se stesso.

  8. Se lo stato pensa di reperire nuovi investitori che valorizzino il bene demanio marittimo andando a pescare nel girone degli zanza che sperano di fottere l’azienda altrui, be’ fa molto male i suoi conti.. come cercare una baby sitter in una chat di pedofili.
    Il compito di valorizzare lasciatelo fare a chi ha già dimostrato di saperlo fare. E soprattutto il compito di apprezzare o meno la valorizzazione lasciatelo al mercato, cioè ai clienti, non ai funzionari comunali.
    Paradossalmente la minaccia dell’esproprio ha favorito in questi ultimi anni proprio le realtà meno dinamiche perché ha frenato i balneari più propensi a investire e innovare.

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