Norme e sentenze

Balneari, dubbi avvocatura Corte Ue su articolo 49 Codice navigazione

Le considerazioni preliminari sulla legittimità o meno della norma che impone l'esproprio degli stabilimenti balneari al termine della concessione

L’avvocato generale della Corte di giustizia europea Tamara Ćapeta ha pubblicato ieri, 8 febbraio 2024, le sue conclusioni su una causa che pone il dubbio di legittimità sull’articolo 49 del Codice della navigazione. Si tratta della norma italiana che prevede l’incameramento dei beni situati su una concessione balneare: una volta che quest’ultima arriva a scadenza, in base al Codice della navigazione, tutti i manufatti non amovibili diventano di proprietà dello Stato. Da molto tempo i balneari italiani si battono contro questa legge, ritenendola un esproprio illegittimo oltre che vetusto, in quanto la legge risale al 1942.
Le conclusioni dell’avvocatura generale non rappresentano una sentenza né hanno alcun valore legale. Si tratta solo di considerazioni di carattere preliminare, che rappresentano dei semplici suggerimenti alla Corte Ue, la quale dovrà pronunciarsi in via definitiva entro la fine dell’anno. L’avvocatura non ha preso una posizione sul tema, ma tra le sue argomentazioni ce ne sono alcune che mettono in dubbio la legittimità dell’articolo 49, mentre altre sono piuttosto negative per i balneari.

Le origini del contenzioso

La causa su cui dovrà pronunciarsi la Corte di giustizia europea riguarda il contenzioso sollevato dalla Società italiana imprese balneari (Siib), titolare dal 1928 di una concessione balneare nel Comune di Rosignano Marittimo, i Bagni Ausonia di Castiglioncello. Nello specifico, la società ha denunciato la presunta incompatibilità dell’articolo 49 del Codice della navigazione con l’articolo 49 del Trattato fondativo dell’Unione europea (TFUE) sulla libertà di stabilimento.

Il contenzioso è piuttosto complesso e riguarda una serie di manufatti che si trovano già sotto incameramento dal 1958 e altri, edificati tra il 1964 e il 1995, su cui pende un controverso procedimento in merito al quale si era espresso a settembre 2022 il Consiglio di Stato, rinviando la questione alla Corte di giustizia europea (per una ricostruzione più dettagliata del contenzioso, si rimanda all’articolo “Espropri opere su demanio marittimo, deciderà la Corte Ue“). Le considerazioni dell’avvocatura generale, pubblicate ieri, rappresentano un primo orientamento in vista della sentenza definitiva.

Le conclusioni dell’avvocatura generale

Innanzitutto, l’avvocatura generale ha affermato che la questione, seppure riguardi il diritto interno italiano, è di rilevanza comunitaria e pertanto può essere discussa dalla Corte Ue. In secondo luogo, dopo un’approfondita disamina, l’avvocato presenta alla Corte Ue due ipotesi opposte, fornendo le argomentazioni a supporto dell’una o dell’altra tesi, ovvero se l’articolo 49 del Codice della navigazione sia compatibile o meno con l’articolo 49 del TFUE. Al massimo tribunale europeo spetterà dunque l’ultima parola, sulla base delle osservazioni fornite dall’avvocatura.

Le considerazioni dell’avvocatura generale sono molto articolate e, oltre alla questione principale sull’articolo 49, contengono dei ragionamenti molto interessanti su altri temi che da sempre fanno dibattere i balneari e i demanialisti. Tra queste, il parallelismo fra le concessioni balneari e quelle per le scommesse e il gioco d’azzardo, oggetto della “sentenza Laezza” che ha dichiarato l’illegittimità degli espropri senza indennizzi; il legittimo affidamento per i concessionari storici, il diverso trattamento per i titoli rilasciati prima del recepimento della direttiva Bolkestein nel 2009 e, infine, gli indennizzi per il concessionario uscente.

Per leggere le argomentazioni dell’avvocatura generale, si rimanda alla lettura delle conclusioni pubblicate sul sito della Corte di giustizia europea.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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