L’estate 2026 dei lidi italiani si sta trasformando, per molti operatori balneari, in una stagione da dimenticare. Iniziata tra ansie e preoccupazioni per le aste, ora la stagione deve fare i conti anche con un’ondata di furti, raid notturni e vandalismo che sta mettendo a dura prova diversi stabilimenti balneari. Dai lidi ferraresi alla riviera romagnola, passando per la Liguria, le Marche, il Lazio e la Campania, il copione si ripete: cabine sfondate, arredi distrutti, lettini lanciati in mare e casse del denaro svaligiate.
Nel Ferrarese il fenomeno ha assunto i contorni di un’emergenza per i gestori. A Lido di Spina e Lido degli Estensi, così come in altri tratti della costa comacchiese, i titolari riferiscono raid ripetuti ad opera di gruppi giovanili dopo la movida serale, con atti vandalici che provocano danni ingenti. In diversi casi gli operatori si sono visti costretti a rafforzare la videosorveglianza, a unire le forze tra strutture limitrofe e a ricorrere all’impiego di vigilanza privata notturna.
Le dinamiche degli episodi risultano ricorrenti: ombrelloni e lettini divelti, gazebo danneggiati, passerelle imbrattate, gettoniere sradicate e bottiglie di vetro utilizzate per danneggiare le strutture. A fronte di refurtive spesso modeste, il calcolo dei danni materiali appare rilevante.
Le criticità interessano molteplici ambiti territoriali. A Pesaro, nella zona di Sottomonte e Levante, diversi stabilimenti sono stati oggetto di furti e danneggiamenti; a Tirrenia si sono registrati blitz notturni con cabine sfondate e attrezzature asportate; a Ostia le denunce delle associazioni di categoria evidenziano danneggiamenti alle strutture in un quadro di generale incertezza per il litorale romano. Nelle Marche non sono mancati blitz e atti vandalici ai danni degli chalet a Porto Sant’Elpidio e in altre località della costa.
A complicare la situazione si aggiungono anche gli episodi di atti osceni e molestie. Dai recenti casi di Pedaso, Portici, Lerici e Pegli emerge una criticità diffusa che costringe i balneari a un doppio sforzo: riparare i danni dei raid notturni e presidiare quotidianamente gli arenili, per garantire la sicurezza e il decoro ai bagnanti.
Tra gli operatori balneari cresce l’esasperazione: diversi titolari effettuano presidi notturni negli stabilimenti per prevenire intrusioni e garantire il ripristino delle attrezzature prima dell’apertura mattutina. Diversi gestori dichiarano apertamente di trascorrere le notti in brandina all’interno dei lidi pur di tutelare le strutture, evidenziando una condizione di lavoro ormai insostenibile.
La sicurezza degli arenili si riconferma dunque un tema centrale della stagione. Le categorie economiche richiedono presidi e controlli territoriali più frequenti per prevenire gli atti di vandalismo, contrastare l’illegalità e tutelare l’operatività degli stabilimenti balneari.
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