Sulle spiagge, anche quest’estate, molti riferiscono di vedere ancora bambini e adulti che catturano granchi, piccoli pesci e meduse con il retino, per poi lasciarli a lungo in un secchiello di plastica, spesso con poca acqua e sotto il sole. Le associazioni animaliste sottolineano che questi comportamenti, percepiti come giochi tradizionali, possono in realtà trasformarsi in forme di crudeltà verso gli animali marini, che rischiano di soffrire e di morire a causa delle condizioni in cui vengono tenuti.
Animali marini ed esseri senzienti
Gli esperti consultati ricordano che pesci, molluschi, crostacei e altre creature del mare sono considerati esseri senzienti, capaci di provare sofferenza. Viene spiegato, ad esempio, che la permanenza delle stelle marine fuori dall’acqua anche per pochi minuti può comprometterne le funzioni vitali, mentre le meduse, se colpite o lasciate sulla sabbia, hanno poche possibilità di sopravvivere anche quando vengono rimesse in mare.
Cosa dice la legge: dai verbali ai reati penali
Sul fronte normativo, le associazioni richiamano la tutela penale degli animali prevista dalla legge 189 del 2004 e rafforzata nel 2025 dalla legge 82. In base agli articoli 544-bis e 544-ter del Codice penale, l’uccisione “per crudeltà o senza necessità” e il maltrattamento di animali possono costituire reato, con pene che vanno dalla reclusione a sanzioni economiche significative. Le ipotesi più gravi, con sevizie o sofferenze volontariamente prolungate, possono portare fino a quattro anni di reclusione e a multe fino a 60mila euro; l’eventuale apertura di un procedimento dipende comunque dalla valutazione delle autorità sul singolo caso.
Le campagne di prevenzione di Oipa ed Enpa
Organizzazioni come l’Oipa e l’Enpa puntano soprattutto sulla prevenzione. Vengono diffusi manifesti e decaloghi destinati a bambini e adulti, con l’invito a osservare gli animali nel loro ambiente naturale, usare maschera e boccaglio per fare snorkeling e, al massimo, macchine fotografiche resistenti all’acqua per portare a casa un ricordo dell’esperienza, lasciando vivi e liberi granchi, meduse e stelle marine.
Il ruolo operativo degli stabilimenti balneari
Le associazioni e gli operatori del settore balneare evidenziano che i gestori degli stabilimenti possono avere un ruolo decisivo. Si suggerisce di esporre cartelli informativi, inserire nei regolamenti interni il divieto di catturare e trattenere creature marine per gioco e invitare bagnini e personale di spiaggia a richiamare con calma ma fermezza i clienti quando notano secchielli pieni di animali, spiegando perché è preferibile limitarsi all’osservazione. Questa attenzione tutela la fauna del mare e contribuisce anche all’immagine dello stabilimento, che può presentarsi come struttura sensibile alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente.
Le associazioni invitano infine chi assiste a episodi di cattura o maltrattamento di animali in spiaggia a informare subito il gestore o il bagnino e, nei casi più gravi, a contattare la Guardia Costiera o i numeri di emergenza indicati nelle campagne di sensibilizzazione, così da fermare rapidamente situazioni di sofferenza o rischio per gli animali.
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