Sib-Confcommercio

Spiagge, Consiglio di Stato esclude applicazione generalizzata della direttiva Bolkestein

Alcuni chiarimenti sull'ultima sentenza di Palazzo Spada, che ha destato un po' di confusione

La durata delle concessioni demaniali marittime è disciplinata dall’articolo 1 commi 682 e 683 della legge n. 145/2018, che ha disposto la proroga di quindici anni a quelle vigenti. La Commissione europea, ritenendo tale proroga in contrasto con la direttiva Bolkestein e con gli articoli 49 e 56 del Trattato europeo, con lettera di messa in mora del 3 dicembre 2020 ha avviato la procedura di infrazione n. 4118/2020. Il governo italiano con lettera del 4 febbraio 2021 ha risposto affermando, al contrario, la sua conformità al diritto europeo. Siamo in attesa, quindi, delle determinazioni della Commissione europea che potranno essere o l’archiviazione della procedura di infrazione o la sua prosecuzione con l’emissione del conseguenziale parere motivato.

Le sentenze dell’adunanza del Consiglio di Stato n. 17 e 18 del 9 novembre 2021 hanno dichiarato la proroga nulla, differendo gli effetti della sentenza fino al 31 dicembre 2023. La sentenza della VI sezione del Consiglio di Stato n. 229 del 13 gennaio 2022 ha dichiarato che a) sussiste la proprietà delle aziende balneari in capo ai concessionari; b) la scadenza delle concessioni è fissata fino al 31 dicembre 2023. A tal proposito si riportano qui di seguito gli estratti di questa ultima pronuncia:

  • «le concessioni demaniali per finalità turistico-ricreative già in essere continuano a essere efficaci sino al 31 dicembre 2023»;
  • «le opere realizzate dai concessionari sulla superficie demaniale sono, ai sensi dell’art. 952 c.c., d’esclusiva proprietà privata c.d. superficiaria fino al momento dell’effettiva scadenza».

Quanto chiarito in questa ultima sentenza è conforme alla consolidata giurisprudenza in merito del Consiglio di Stato in ordine al momento della devoluzione allo Stato delle opere fisse sul demanio ex articolo 49 del Codice della navigazione (v. Cons. Stato, sez. VI, 2 settembre 2019 n. 6043; 17 febbraio 2017 n. 729; 13 febbraio 2020 n. 1146). Non era scontato che tale principio fosse riconfermato dopo la sentenza dell’adunanza plenaria che ha considerato completamente nulle le proroghe.

Sta destando interesse e anche confusione l’affermazione contenuta in questa ultima sentenza circa «l’inapplicabilità della direttiva Servizi ai rapporti concessori sorti anteriormente al termine di trasposizione della stessa» (dlgs. n. 59/2010 del 15 marzo 2010). Al riguardo si precisa che la dichiarata inapplicabilità della direttiva è in riferimento all’oggetto della causa consistente, non alla durata delle concessioni bensì alla determinazione dei canoni dovuti dal concessionario «liquidati anteriormente al 28 dicembre 2009». Pertanto è puramente apparente il contrasto fra la dichiarata inapplicabilità della direttiva Servizi alle concessioni demaniali ante 2010 e la riconfermata scadenza delle stesse al 31 dicembre 2023.

Ciononostante, questa affermazione della VI sezione del Consiglio di Stato è importante perché esclude un’applicazione della direttiva Bolkestein pacifica, automatica e generalizzata. La questione della durata delle concessioni demaniali, nonostante le sentenze dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato, resta quindi ancora problematica e certamente meritevole di una valutazione non sbrigativa o superficiale.

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Antonio Capacchione

Avvocato, presidente nazionale del Sindacato italiano balneari - Fipe Confcommercio dal 2018, già vicepresidente vicario.
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  1. Come strategia, oltre ai tentativi dei ricorsi, conflitto di attribuzione, e ricorso in Cassazione, che potrebbero riabilitare i titoli con le scadenze 2033,anche come principio che un potere non deve sconfinare in un potere riservato a altre istituzioni(legislatore), si auspica che i Sindacati in forma unitaria, facciano il tentativo doveroso, di dimostrare con mappatura che la risorsa non è scarsa e che è concepibile più del 60 per cento del litorale,oltre che le concessioni non sono servizi ma beni dati in fitto, e che non sono di interesse transfrontaliero “certo”, quindi stralciando in maniera definitiva dalja Direttiva. Poi è ovvio si procede per gradi, laddove non è possibile, certamente si dovranno stralciare quelle, attivate prima del 2009, data di entrata in vigore della Direttiva, però i tentativi iniziali devono essere, quelli di salvare indistintamente tutta la categoria( poi voglio fare un appello all’Avv. Capacchione, di seguire e contrastare la decisione dei Sindaci veneti, che potrebbe costituire un precedente negativo, rispetto alle nostre battaglie grazie

    • Nikolaus Suck says:

      Nessun ricorso potrà “riabilitare i titoli con le scadenze 2033”, è impossibile. Che quella proroga è invalida e disapplicabile in qualsiasi momento è un principio di diritto confermato e che resta fermo. Al massimo potrà saltare la data del 2023, e sarà peggio per voi.

  2. Oggi dite:

    “La questione della durata delle concessioni demaniali, nonostante le sentenze dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato, resta quindi ancora problematica e certamente meritevole di una valutazione non sbrigativa o superficiale”

    Domani direte : “…Occorre fare in fretta e il governo sta perdemdo tempo” Non sara’ che e’ una strategia ( che dura da 20 anni) per dire che poiche non ci sono i tempi per una riforma, al 2024 chiedete una proroghina? 😉

    Nel frattemo la procura di genova ha avviato le indagini su tutte le concessioni, al fine di valutare il sequestro per occupazione abusiva.

    Come l orchestra del titanic che continuava a suonare mentre la barca affondava.

    • ti faccio una semplice domanda astista carlo .tu lo sai che la corte di giustizia europea nelle sue sentenza e nella lettera inviata al governo ha demandato i giudici amministrativi affinchè dimostrino (e caso per caso) la scarsità della risorsa? lo sai che il cds non l ha ritenuta importante e che quindi ha agito contro ciò che aveva detto la corte di giustizia europea? lo sai che questo sorpruso da parte del cds è assurdo. inoltre se viene confermato che la risorsa non è scarsa chi lo dice che l interesse transfrontaliero è certo? le sentenze del cds non sono definitive e la partita è ancora aperta. finitela di raccontare voi cazzate .

      • Non deve valutare caso per caso se la risorsa e’ scarsa ma valutare caso per caso quante concessioni si possono rilasciare perche’ la risorsa per quanto tanta NON SI PUO’ occupare tutta con gli stabilimenti.La risorsa e’ scarsa,sono gli stabilimenti ad essere troppi.

      • No Ernesto, le cose non stanno esattamente così.
        La risorsa naturale è scarsa per definizione perché non è infinita ed è scarsa perché non è un bene fungibile, come l’acqua o il grano, o il denaro. Ogni metro di costa è diverso dall’altro e ogni concessione è più o meno appetibile da qualsiasi altra, perciò chi non ne ha una deve poter aspirare a qualsiasi altra, e chi ne ha una sfigata deve poter aspirare ad una redditizia. È questo il motivo per cui sono ritenute beni scarsi.
        Quanto all’interesse transfrontaliero certo rileva solo se l’UE non è intervenuta con atti regolatori, ma nel caso dei servizi lo ha fatto con la Direttiva 2006/123, perciò questo aspetto non c’entra nulla.
        Le sentenze del CDS sono inappellabili e possono essere revocate in Cassazione, nello specifico i casi di revocazione straordinaria riguardano:
        – sentenze effetto di dolo di una parte a danno dell’altra (art. 395, n. 1);
        – sentenze pronunciate in base a prove riconosciute o dichiarate false dopo la sua pronuncia o che la parte soccombente ignorava essere state riconosciute o dichiarate false prima di essa (art. 395, n. 2);
        – ritrovamento, dopo la sentenza, di uno o più documenti decisivi che la parte non aveva potuto produrre in giudizio per causa di forza maggiore o per fatto dell’avversario (art. 395, n. 3);
        – sentenze affette da dolo del giudice, accertato con sentenza passata in giudicato (art. 395, n. 6).
        Per contro, si ha revocazione ordinaria quando:
        – la sentenza sia affetta da errore di fatto risultante dagli atti o documenti della causa (art. 395, n. 4)[2];
        – la sentenza sia contraddittoria con altra precedente passata in giudicato, purché non abbia pronunciato sulla relativa eccezione (art. 395, n. 5).
        Oltre alla revocazione il ricorso alla Suprema Corte è possibile soltanto per motivi inerenti la giurisdizione.

        • Mi piace molto questa sua affermazione:”Ogni metro di costa è diverso dall’altro e ogni concessione è più o meno appetibile da qualsiasi altra, perciò chi non ne ha una deve poter aspirare a qualsiasi altra, e chi ne ha una sfigata deve poter aspirare ad una redditizia”. Il sottoscritto nel 2001 ebbe in concessione un tratto di arenile di quelli :”sfigati” però il sottoscritto in 20 anni d’attività e con tanti sacrifici e investimenti ha fatto diventare quella concessione “redditizia” e appetibile. Solo chi ha fatto questo lavoro può davvero sapere quello che si prova a leggere i vostri commenti, per voi è semplice e conveniente ragionare in questo modo, avere un posto appetibile con i sudori degli altri è una cosa giusta? Nessuna regola o legge giusta può affermare questo, ma di ingiustizie se ne vedono tutti i giorni e non mi meraviglierei più di tanto se la Bolkestain fosse applicata.

        • mistral mi dispiace ma non è cosi: la sentenza deve essere rimessa alla sezione competente e dopo SE TUTTO SARA CONFERMATO si avra sentenza definitiva e si potrà cosi impugnare IN CASSAZIONE . inoltre il cds ha praticamente fatto per cosi dire di tutta l erba un fascio quando senza dati certi Ha dichiarato sature le coste demaniali italiane ( e non si deve prendere sempre in esempio la parola ” per definizione) contravvenendo a cio che indicava la corte di giustizia . “IL TEMPO è RISORSA SCARSA” le coste italiane devono essere verificate e i giudici che rappresentano i territori hanno il potere di farlo ( motivando scelte ) conferitogli dalla corte di giustizia. il cds ha dei grossi buchi nella sentenza e lei lo sa molto meglio di me e specialmente riguardo al metodo applicato da patroni griffi. lei lo sa e anche i balneari lo sanno. COMUNQUE è SEMPRE LO STATO CHE DEVE OCCUPARSI DELLA FACCENDA NON IL CDS IL QUALE HA INVASO NON SOLO IL POTERE LEGISLATIVO DELLO STATO MA IN ALCUNI PASSAGGI ANCHE QUELLO DELLA CORTE COSTITUZIONALE. DISTINTI SALUTI

        • lei lo sa che la scarsità della risorsa la deve indicare una pa e non un giudice vero. Non può dircelo il CdS ma deve dircelo la pubblica amministrazione valutando caso per caso, o altrimenti quest’ultima valutazione non si capisce perchè viene enunciata dalla corte, e non si capisce perché la stessa corte non afferma con certezza che la risorsa è scarsa a prescindere. Ora o i dettami della Corte Europa non hanno valore o i principi della plenaria sono di valore superiore ai dettami della CgE , non penso.

          • LUIGI PROPRIO PER QUESTO C E QUALCOSA CHE NON TORNA. COME FA IL CDS AD AFFERMARE UNA COSA DEL GENERE QUANDO LA CORTE DI GIUSTIZIA DICE TUTT ALTRA COSA? ALLORA IL CDS HA POTERI SUPERIORI ALLA CORTE DI GIUSTIZIA? NON CREDO PROPRIO. IN QUANTO ALLA PA LEI HA PERFETTAMENTE RAGIONE …IO INTENDEVO PROPRIO QUELLO MA NON ESSENDO ADDENTRATO NELLA MATERIA POSSO COMMETTTERE ERRORI MA IL SUCCO NON CAMBIA.

      • Nikolaus Suck says:

        Le sentenze del cds non sono definitive. E la risorsa non è scarsa. Vabbé ciao. E c’è ancora chi gli risponde a sto fenomeno.

  3. Amziche ‘ continuare abbindolare i balneari , il Sib , come gli altri sindacati, provi ad accogliere l invito della Redazione di Mondobalneare e intavolare qualche proposta decente, notizia di OGGI su Repubblica:

    La prima pagina è stata scritta. O forse, solo il primo capoverso. Ma per i Bagni Liggia, da quattro anni sotto inchiesta, e per tutti gli altri stabilimenti balneari di Genova il solco sembra tracciato: gli arenili demaniali vanno messi nella disponibilità del Comune, che secondo la direttiva Bolkestein dovrà pubblicare il bando e affidarli con una gara pubblica. È quanto deciso dalla Procura di Genova dopo che ha ricevuto dal Tribunale del Riesame la conferma del sequestro. Sicché, ieri il pm Walter Cotugno ha incaricato la Capitaneria di Porto di togliere i sigilli allo stabilimento balneare di Sturla, in modo che possa essere restituito all’ente concessionario: appunto il Comune di Genova.

    Questo passaggio giudiziario non è un dettaglio. Apre un precedente, è destinato a fare giurisprudenza in tutta Italia, dove secondo il gip di Genova Milena Catalano vi sono 17594 stabilimenti balneari ” fuorilegge”, che non rispettano la Bolkestein e devono essere indagati. Tant’ è che la Procura Generale del capoluogo ligure ha scritto a tutte le altre Procure della Penisola che hanno competenze sulle coste, sui laghi e sui fiumi, affinché entro 6 mesi verifichino se le concessioni demaniali del proprio territorio sono state assegnate con una procedura di evidenza pubblica; o sono state prorogate appoggiandosi alle leggi statali con cui dal circa 10 anni l’Italia dribbla le normative europee.

    • la cosa vera e ribadita anche dall’ultima sentenza del consiglio di stato è la proroga delle concessioni in essere al 2023 con una motivazione più che condivisibile. Ora che una procura si alzi la mattina e dia rilevanza penale ad una questione amministrativa addirittura tutelata da una legge dello stato deve essere oggetto di studio ma non dei manuali di diritto ma nei manuali sulla dittatura.

    • Teo Romagnoli says:

      Ma cosa dici????? Non sai niente di demanio…senza la concessione timbrata e PAGATA tu non alzi la serranda…ma lo sapete quante leggi regole e obblighi ci sono per gestire uno stabilimento?? Avete mai letto un’ordinanza della capitaneria di porto??? Del demanio?? Del comune??Comandano tutti fuorché i balneari…si riiempirebbero i tribunali di tutt’italia..

  4. I titolari di concessioni demaniali ante 2009 sicuramente vantano un affidamento legittimo sul bene, chi lo nega è assolutamente ipocrita. La battaglia è politica e non giuridica come si stanno affannando a fare molti imprenditori balneari sui social e blog , il legislatore ha gli strumenti per contemperare le esigenze delle imprese con le incomprensibili regole europee, come in tutte le valutazioni politiche la mediazione sarà fondamentale. Le imprese sono private e chi le ha gestite con cura e parsimonia pagando le tasse e partecipando alla crescita dell’industria turistica italiana non può essere trattata ad una gara come un operatore economico qualunque che decide di fare speculazioni sulle spiagge.

  5. E se c’è un settore dove le barriere all’ingresso costituiscono certezza per la gestione ottimale di un patrimonio nazionale alla ben vengano per evitare i disastri di tanti speculatori che sognano la pappa già pronta per l’uso senza aver fatto un bene niente negli ultimi 50 anni. Troppo facile .

  6. La speculazione l ha fatta chi ha preteso e continua a pretendere affidamenti diretti su beni della collettivita. E finiscila di dire stupidaggini, che non ti e’ di aiuto.

  7. Sig. Carlo, non so chi sei e cosa fai, però prima di criticare il settore, metti il cervello in fase, perché stiamo parlando, di migliaia di famiglie che fa 20/30 anni hanno investito sia finanziariamente che a livello di sacrifici e lavoro, e non consentiranno certo a te o quelli come te di trovare il piattino pronto, vai a prenderti qualche spiaggia in Uganda bello mio!!

  8. Ernesto.Le e’ stato spiegato in mille modi e con tutti i piu banali esempi che la spiaggia e’ ovviamente una risorsa scarsa, ma lei continua, se pensa che possa portarle giovamente,si accomodi.

    Franco non critico il settore,e non la butti in casciara perche non c e nessun duello tra pro aste e non pro aste.

    Critico gente come lei che pretende ancora privilegi con proroghe ulteriori su beni che ci appartengono, lo capisce che iL DEMANIO E’ ANCHE NOSTRO?

    Il sacrificio costituisce la precondizione di qualsiasi attivita lavorativa, non la butti nel piagnisteo.

    • Teo Romagnoli says:

      Il mare è di tutti! La sabbia è del demanio, ma tutto quello che non è sabbia è privato.
      Ammesso e non concesso che naturalmente chi dovrà andarsene lascerà sabbia nuda, e chi subentra non potra’ tenerla a lungo, come pensiamo di migliorare il servizio? Svendendo cittadine intere alle multinazionali che non perderanno mai più una gara se non appannaggio di un’ altra multinazionale. E c’è pure chi è contento..??
      Perché dopo le spiagge prenderanno gli hotel, poi il terziario e in 10 anni verranno in vacanza al villaggio valtur, reb bull, franco rosso ecc.. magari noi saremo i loro dipendenti..che bella prospettiva…paese di m…

      • D’accordissimo con te, Teo. Ma questi sono argomenti che molti preferiscono non affrontare perché sanno benissimo che alla fine sarà così. Ed è qui che noi potremo usare le nostre uniche carte, cioè le nostre strutture. Se ce le porteremo via ne vedremo delle belle!.
        Poi avrei una domanda: se è così ovvio e scontato che le risorse siano scarse perché il governo dietro indicazione di Draghi sta facendo questo studio sulle coste. Che senso ha?

        • Questo studio serve a capire quante concessioni sono state rilasciate e se e’ stato tenuto conto del principio cardine della Direttiva:essendo le spiagge risorsa naturale scarsa, le autorizzazioni devono essere rilasciate in numero limitato e attraverso gare pubbliche.”Che la risorsa e’ scarsa e’ gia’ definito,Sono le concessioni che in certi luoghi sono troppe.Penso sia questo lo scopo dello studio.

    • ma non è quello sentenziato dalla corte di giustizia. o per lei conta slo quello che sentenzia il cds. vada ha leggerla

    • Trovo sconvolgente il fatto che, in un momento di così grande crisi per le imprese del settore turistico, continui una persecuzione di tale portata nei confronti dei concessionari. È paradossale e vergognoso in uno Stato di diritto. Non si stanno rendendo conto che crolleranno imprese storiche e non ci saranno vantaggi neanche per le casse statali. Nessuno guadagnerà neanche coloro che pensano di poter espropriare aziende con la complicità del sistema.

  9. Vico Vicenzi says:

    L’avv. Capacchione fa il sindacalista ..e si vede.
    Alimentare inutili speranze e’dannoso, anche perché distoglie dallo sforzo di cercare una soluzione comune e concordata che riduca i danni connessi alla cessazione della proroga vigente delle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali dal 1 gennaio 2023, alla stregua della notte ed inequivoca sentenza della Adunanza plenaria del Consiglio di Stato.

  10. Dove c e mercato il servizio e’ migliore con riduzione prezzi, dove il mercato e’ chiuso il servizio e’ peggiore con prezzi maggiori.
    Il margine si riduce per l impresa in favore di una riduzione dei prezzi avvantaggio dei consumatori.

    Quella delle multinazionali e’ un altra stupidaggine, perche adesso non c e maggiore riscihio? Una multinazionsle poteva acquistare decine di stabilimenti senza nessina regola:si inseriscono delle clause di limitazione ai bandi .

    Ogni volta che si vi spiegano un argomento es. Risorsa scarsa, si chiude temporaneamente l argomento.

    Poi si riapre un altro tema, piu stupido del primo, es interesse transfontaliero,
    vi spegano anche questo che si chiude temporaneamente.

    Poi si ricomuncia d’ accapo e cosi via.

    Tra un po vi sequestrano gli stabilimenti e voi? Niente anziche parlare di temi giuridicamente validi siamo a parlare di argomenti gia’ cassati ….siete contenti che FRATELLIDITALIA presentera quella specie di ricorso alla Corte costituzionale

    • Ma il mercato non è per niente chiuso! Siete voi, detrattori a prescindere, che pur di dare contro ai balneari continuate a raccontare storielle. Se così fosse non ci sarebbero ogni anno concessioni che passano di mano. Molto probabile che chi riuscirà ad aggiudicarsele (soprattutto quelle pregiate) non le perderà più. Alla faccia della concorrenza e al calo delle tariffe.
      Lo sai chi sono già adesso alcuni concessionari della Versilia? Berlusconi, Bocelli, Bindi, Barilla, Tinkof solo per fare alcuni nomi. Diventeranno spiagge sempre più esclusive e private (non nella forma ma lo saranno nella sostanza).
      Tinkof ha sulla spiaggia 10 tende che mette a disposizione del suo hotel a Forte dei Marmi. Bocelli organizza i suoi personalissimi eventi in spiaggia. Ci sono personaggi che affittano case a cifre stratosferiche a Forte dei Marmi che non avrebbero alcun problema ad affittare uno stabilimento balneare con casa e piscina inclusa. In pratica avrebbero la villa in spiaggia privata, cuoco, camerieri e bagnini. Qualche ombrellone e qualche scontrino…Et voila’….ecco la spiaggia privata….alla faccia della concorrenza e delle vostre visioni fantascientifiche.

    • Carissimo i temi giuridicamente valido sono anche quelli presentati dai balneari e soprattutto anche quelli presentati dal governo nelle risposta alla lettere di diffida della commissione. Quindi che lei erga a valore assoluto le indicazioni giuridiche delle adunanza plenaria ci sta, ma che nessuna possa contraddirle ed evidenziare le contraddizioni evidenti e la scarsa comprensione del problema, percepibile solo quando si cerca di mitigare gli effetti , allora siamo in una dittatura e qualsiasi percorso legislativo che contemperi gli interessi in gioco non deve farsi. Ebbene si i ragionamenti della plenaria a detta di molti giuristi sono sbagliati, svincolati dai dettati anche della stessa corte europea e per questo suscettibili di essere discussi e se serve non seguiti dallo stesso legislatore, con motivazioni valide che anche l’Europa deve valutare dopo che la norma verrà scritta.

  11. È vero che il demanio è di tutti, cioè dello Stato, ed è per questo che si paga la concessione annuale e i soldi vanno a tutti!

  12. Chi se ne frega della durata delle concessioni. Piuttosto cosa ne viene al semplice cittadino costretto a pagare per usufruire di spiaggia e mare che sono di tutti. Idem per i porti

  13. …..urge una riforma seria con scadenze certe e riassegnazioni tramite evidenze pubbliche….. ormai la strada è segnata….. le associazioni dei balneari devono prenderne atto della realtà

  14. Guido Necchi says:

    Concordo assolutamente con Bruno… se (o forse sarebbe meglio dire quando) gli stabilimenti andranno all’asta, la possibilità per il cittadino comune di accedere ad una concessione sarà praticamente zero e sarà ancora peggio. Alcune zone saranno sempre più esclusive e quegli stabilimenti per “comuni mortali” invaderanno anche le spiagge adesso libere e il proprietario sarà sempre il grande gruppo industriale che oltre al bagno top farà quello “low profile”. Un po’ come quelle case di moda che hanno la linea di punta (inarrivabile ai più) e la linea per tutti… ma il proprietario sarà lo stesso. E al posto delle note famiglie locali (che qualcuna si è anche giustamente arricchita gestendo bene lo stabilimento) ci saranno solo grandi nomi italiani ed esteri. In tutto questo la politica italiana penosa su tutta la linea come sempre…

  15. Guido Necchi says:

    PS Aggiungo che la spiaggia libera dove sono nato e cresciuto nessuno o quasi la vuole più. Non dico di fare ovunque distese di bagni come in Versilia dove le spiagge libere sono ghetti maleodoranti per la frequentazione (altro errore della politica locale negli anni) ma tra lo stabilimento balneare privato e il nulla ci sono tante forme di controllo e gestione da offrire al privato, ma probabilmente al grande gruppo non interessa iniziare da zero come hanno fatto tutti i nonni dei concessionari balneari il secolo scorso a pulire la spiaggia… e come magari sarebbero disposti a fare ancora oggi tanti giovani. Più semplice occupare il nido di un’altro come fa il cuculo…

    • ……… in Versilia dovrebbero diminuire le concessioni demaniali marittime per far posto alle spiagge libere…… speriamo che nella riforma demaniale vi sia obbligo, per ogni comune, di adibire almeno il 30% del proprio territorio marittimo a spiaggia libera……

      • Teo Romagnoli says:

        Bravo..la logica conseguenza sarà una diminuzione del PIL del 30% dei comuni costieri.. sicuramente il 60,70% è oltre delle coste italiane sono libere..ora pretendere di stare a spiaggia gratis senza pulizia e servizi in centro a Viareggio per esempio e utopia, mi scusi tanto..

  16. 1) La Sezione potrà esprimersi solo in conformità a quanto affermato dalla Plenaria; in caso di dissenso deve rimettere alla stessa per la decisione. In ogni caso se anche la Sezione decidesse in conformità i rimedi sono solo quelli che vi ho elencato, non ne esistono altri.
    2) La verifica sulla scarsità della risorsa non si fa a livello locale (e questo non converrebbe ai balneari della Liguria o della Romagna, ma solo a quelli della Sardegna), ma a livello nazionale; e in ogni caso ripeto, per chi si fosse messo in contatto solo adesso, scarsità della risorsa non ha nulla a che fare con poco o molto, ma sulla finitezza, non moltiplicabilità, della risorsa e la spiaggia è “finita” (nel senso di limitata nella sua entità) e non può essere riprodotta all’infinito.
    3) La questione del “miracolo” per cui dalla cruda sabbia viene fuori il paradiso terrestre se messa in mano ad un Balneare, è vera fino ad un certo punto. Se non ci sono vie d’accesso alla spiaggia, se non ci sono aree di sosta, se sono occupate da servitù militari, se sono aree inquinate con divieto di balneazione, se si tratta di costa rocciosa, se la costruzione di un porticciolo turistico ha eroso la spiaggia, se le mareggiate distruggono tutto ogni inverno, se la spiaggia si trova sotto un costone roccioso soggetto a frana, se vicino ci passa una statale, se si trova alla foce di un fiume che intorbidisce l’acqua, se l’area non è servita da servizi di rete, se si trova in prossimità di una raffineria o di una centrale termoelettrica, e così via, la concessione è impossibile o sfigata e non c’è mano di Balneare che possa salvarla. In sostanza gran parte degli spazi appettibili (oggi, non 20 anni fa) sono stati occupati e sono stati occupati anche spazi meno appettibili, fino ad esaurimento dello spazio disponibile, e in realtà si è andati ben oltre ciò che era previsto per norma sulle percentuali di spiaggia libera; questo significa che non è credibile dire che esistono migliaia di chilometri di spiaggia libera su cui fare altre concessioni e che gli altri possono andare lì se vogliono. Al contrario dovreste fare pressioni sui vostri sindacati affinché la smettano con le argomentazioni improbabili e passino al riconoscimento di ciò che avete fatto e che lascerete a chi viene dopo di voi, se no perderete tutto.
    Quanto alla risposta dell’Ufficio Legislativo del Ministero del Turismo, permettetemi di dire che oltre a sostenere argomentazioni vecchie (la risposta è di febbraio e dopo di che ne è passata di acqua sotto i ponti), la stessa non poteva che sostenere quelle argomentazioni (le stesse di Centinaio e Garavaglia), senza che quella lettera muova di un centimetro la situazione giuridica che si è creata.
    Io ho fatto una proposta, ma solo in pochi hanno contribuito e risposto, è bastato un post di Capacchione per tornare punto e a capo. Auguri.

  17. dal 2006 ad oggi siete stati graziati….e invece di ringraziare le Stato…..
    Avete un “contratto di affitto”, dovevate fare degli investimenti per la durata del vs contratto e non con la consapevolezza di rimanere li una vita…..il 31.12.2023 se volete il terreno demaniale, partecipate alla gara come tutti i cittadini che avranno i requisiti per farlo e provate ad aggiudicarvela……Non ho voluto RICORDARE le cifre RIDICOLE che per anni avete pagato allo Stato….

    • Teo Romagnoli says:

      Guardi che senza I servizi che noi abbiamo costruito a spese nostre, autorizzati dagli organi preposti, lei solo col terreno non può affittare gli ombrelloni tanto cari ai turisti. Noi teniamo pulito il mare..salviamo vite con il corpo salvataggi, diamo servizi igienici e docce obbligatoriamente e gratis a tutti..questo è il patto pubblico privato che regge da 60 anni e oltre…la maggior parte delle persone in questa chat non sono del settore..e si capisce subito..!

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