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Spiagge a gara, fornitori in crisi: a rischio indotto da 150 milioni di euro

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la proroga al 2033, i balneari hanno cancellato centinaia di ordini. Ma i produttori non si arrendono: "Continuiamo a stare al fianco della categoria, ma la politica deve trovare subito una soluzione per salvare l’intero settore"

Non solo stabilimenti balneari: la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato da un giorno all’altro la proroga al 2033 delle concessioni demaniali marittime ha messo in grande difficoltà un intero indotto, quello dei produttori italiani di ombrelloni, lettini, cabine, tecnologie e attrezzature per la spiaggia. Se le imprese balneari hanno ancora davanti almeno due anni – come ha stabilito la pronuncia dello scorso 9 novembre – per i loro fornitori la crisi è iniziata il giorno stesso della sentenza, che ha provocato la cancellazione immediata di ordini per svariati milioni di euro. Dopo la principale fiera di settore andata a gonfie vele, il Sun di Rimini dello scorso ottobre, le aziende erano già al lavoro per soddisfare l’elevata domanda, ma da dieci giorni i concessionari hanno iniziato ad annullare gli ordini: come un condannato a morte che aspetta inerte il momento dell’esecuzione, anche gli imprenditori balneari che rischiano di perdere le loro aziende nel 2023 hanno ritenuto che non valga più la pena investire per rinnovare le strutture. E così, l’intera filiera è stata messa in gravissima difficoltà.

Da due settimane politica e media generalisti stanno parlando solo degli stabilimenti balneari, trascurando i produttori che in realtà sono le prime vittime della sentenza del Consiglio di Stato: in base ai dati di Mondo Balneare, i fornitori di attrezzature balneari nel nostro paese sono circa 400, generano un fatturato superiore ai 150 milioni di euro annui e danno lavoro a oltre mille persone. Si tratta insomma di un comparto non trascurabile, composto da aziende al 100% italiane nate grazie allo sviluppo del turismo balneare nel nostro paese, che tuttavia dovranno affrontare tempi difficili, se la politica non individuerà delle soluzioni immediate.

A fornire un quadro della situazione è Giorgio Selva, titolare della storica Tessitura Selva di Cattolica: fondata nel 1928 dal suo bisnonno, oggi l’azienda fa parte di un gruppo insieme alla Tessitura Fabbri di Montelabbate e all’Ombrellificio Magnani di Cesena, che dà lavoro a 137 dipendenti e vanta un fatturato superiore ai 20 milioni di euro generato solo grazie alla produzione e vendita di lettini, ombrelloni e arredi per la spiaggia. «Dopo la sentenza del Consiglio di Stato, nel giro di pochi giorni il nostro gruppo ha ricevuto disdette per circa 430 mila euro di ordini», racconta Selva. «Le gare per la riassegnazione delle concessioni balneari non promettono nulla di buono per le aziende dell’indotto: gli operatori balneari fanno investimenti solo se c’è sicurezza di una continuità, mentre con le riassegnazioni periodiche è concreto il rischio di operatori interessati solo a massimizzare i profitti e minimizzare i costi a causa del breve periodo di vita di un’azienda a termine. Che significa materiale scadente e tariffe di spiaggia più alte».

Altrettanto pessimista è Flavio Settin, titolare della Gio’ Stemar che in Veneto produce ombrelloni e strutture in stile etnico per la spiaggia: «Nei giorni scorsi dovevamo recarci in Liguria per effettuare un’importante installazione in uno stabilimento balneare, ma dopo la sentenza del Consiglio di Stato, il titolare ci ha chiamato per dirci di non perdere nemmeno tempo a fare la strada. Come lui, tanti altri clienti in questi giorni hanno sospeso gli ordini; e così ci siamo trovati pieni di merce invenduta in magazzino». Settin si dice preoccupato soprattutto per i suoi dipendenti: «Fra personale d’ufficio, operai, falegnami e trasportatori, la mia azienda dà lavoro a più di venti persone e temo che quest’anno sarà molto difficile: il 95% del nostro fatturato proviene dal settore balneare, ma nessuno più investirà finché rimarrà questa incertezza».

Il blocco degli ordini da parte dei balneari si intreccia con un altro problema che affligge i fornitori da alcuni mesi, quello delle materie prime. A spiegarlo è Giampiero Meucci della storica ditta artigianale Meucci, che dal 1992 costruisce cabine balneari in Toscana: «A causa degli aumenti dei prezzi e della difficile reperibilità dell’alluminio, abbiamo ordinato a luglio tutto il quantitativo necessario per un normale anno di lavoro, ma dopo la sentenza, temo che non riuscirò a recuperare nemmeno la metà delle spese affrontate».

Nei giorni scorsi il presidente del Sindacato italiano balneari – Confcommercio Antonio Capacchione si è incontrato con Giorgio Selva per fare il punto della situazione: «L’anticipo al 2023 della scadenza delle concessioni demaniali a opera di giudici che, con una decisione dalle motivazioni fragili e contraddittorie, hanno usurpato una funzione che spetta esclusivamente al parlamento, è un disastro anche per i fornitori dei nostri stabilimenti», spiega Capacchione. «Ecco perché le aziende dell’indotto sono al fianco dei balneari nel difendere l’attuale modello di balneazione attrezzata che è risultata efficiente e vincente. La loro non è una vicinanza di facciata, bensì un reale sostegno che deriva dalla fondata preoccupazione del rischio di scomparsa di un’imprenditoria fatta da piccole e medie aziende lungimiranti, di buon senso e capaci di competere nel mercato globale».

Ma non è ancora detta l’ultima parola. Conclude infatti Selva: «Nonostante la sentenza continueremo a credere nel settore balneare, a investire e a restare al fianco degli attuali operatori, ma la politica deve trovare una soluzione in fretta. Altrimenti avrà sulla coscienza la morte di un intero settore economico». Forse il governo non ha ancora pensato che abbandonare i concessionari balneari in questa situazione per i prossimi due anni, senza stimoli né vie d’uscita, avrà conseguenze sull’intero settore turistico: se la qualità delle spiagge dovesse precipitare, a rimetterci non sarebbero solo i gestori e i loro fornitori, ma anche le strutture ricettive di tutte le località costiere italiane, dove si va in vacanza appunto grazie all’esistenza di spiagge attrezzate dagli elevati standard di qualità. Una soluzione che sia davvero nell’interesse dell’intero comparto turistico italiano, allora, oltre che rapida dovrà incentivare gli imprenditori balneari a investire per continuare a offrire i loro servizi d’eccellenza e competere con la concorrenza straniera. Chissà che qualcuno a Palazzo Chigi non ci mediti sopra.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge.
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      • Questa è la malsana Europa unita solo a far morire interi lavori/ professioni, la concorrenza ? Gli unici che possono fare concorrenza sono i grandi gruppi commerciali, e del turismo, quelli a conduzione familiare che essi siano italiani, francesi, ho estreterrestri devono fare i conti con tutti i balzelli italiani

  1. Solo l’Italia è capace di provocare un autolesionismo economico da terzo mondo. Siamo ridicoli e governati da burocrati che pensano con i piedi e nn con la testa. Ma ne vedrete delle belle.

    • Certo come no, io prevedo una compravendita con i vecchi concessionari se nn otterranno la vecchia concessione , ma nn adesso tra 4 o più anni perché due non basteranno per fare le aste.

    • Sicuramente… uno che sta lì 6/8 anni piuttosto la compra usata l’attrezzatura! E comunque 2 anni un’azienda non resiste senza lavorare… “sapientone”

  2. situazione paradossale, c’è qualcuno che commenta a caso e da li si vede che non ne capisce niente di lavoro.
    2 anni senza fatturare chi resiste, nessuno.
    Certo cosa vogliamo sperare da chi ha acquistato i banchi con le ruote e ha dato i bonus sui monopattini che sono una delle cose più pericolose e inutili per la circolazione.
    chi vuoi che investa denaro in un’attività con un’aspettativa di vita così breve. nessuno.
    Ma questo porterà al deperimento non solo chi costruisce attrezzature da spiaggia, ma anche alberghi, ristoranti, negozi.
    Se l’offerta degli stabilimenti balneari scadrà di qualità ne risentirà tutta la catena e i turisti sceglieranno a lungo andare altri posti dove trascorrere le vacanze.

    • Gli ignoranti non sanno che i banchi a rotelle sono stati chiesti proprio dagli istituti scolastici e i monopattini per molte persone sono un mezzo che aiuta a risparmiare e a muoversi in città , oltretutto si tratta anche di una opzione che non avvelena l’aria come le auto a benzina: quelle son pericolose ed inutili in città.
      C’è del fascismo in voi monopolisti

      • Gli istituti scolastici hanno fatto una consultazione pubblica? Forse c’è una massoneria dei presidi che la sera trama sugli acquisti di banchi a rotelle ed altre putt…te del genere? Finché sembravano una trovata intelligente erano tutto merito di voi 5stelle. Ora che si sono rivelati il fallimento che tutti conosciamo date la colpa agli istituti scolastici che ve li avrebbero chiesti!
        Comunque se siete così sensibili alle richieste, perché non accontentate le 30.000 imprese balneari concedendogli il periodo transitorio che chiedono per non morire?
        Ed i monopattini salverebbero l’ambiente???? Li importiamo dalla Cina, facendo guadagnare gli altri e tenendoci domani l’onere di smaltire le batterie. Lo sa che smaltire le batterie al litio ha una impronta ecologica peggiore della benzina?

  3. mareblufresch@gmail.com says:

    Ma chi investe più per amor di patria uno se ne va altrove o decide di fare altro, ma poi si presenterà il problema anche per chi ottiene le concessioni altrui tramite asta dovrà sempre stare sul chi va là certo che ormai in questa penisola il timone si e rotto siamo alla deriva si salvi chi può

  4. E il sistema che nn funziona , non possono ruotare ogni 5 o 6 anni attività del genere , sono aziende , nessuno investe su un azienda a scadenza. Non è una materia da concorrenza questo è il fatto, a meno chi chi subentra nn speri di restarci per tantissimi anni. Ma come si programma il futuro e un investimento con una prospettiva così incerta. Il diritto di insistenza era il giusto compromesso per salvaguardare gli investimenti e migliorare di continuo visto che queste imprese sono sul mercato da sempre e se nn vanno bene falliscono come tutte le altre.

      • Amerigo Spinelli says:

        Mangia chi lavora, chi fa il vagabondo va a dormire sotto i ponti a meno che non è figlio di papà! Poi chi si è inventato un’attività balneare, secondo queste teste di cavolo, dovrebbe perderla!……..ma nemmeno le dittature fanno questo . Una mentalità come questa è molto pericolosa……..chi vuole aprire un lido lo può fare, ci sono tanti lotti liberi in giro per l’Italia.

  5. Cari colleghi, ma non è solo le attrezzature che girono insieme a noi, vi siete dimenticati : concessionari di bibite, alimentari , sanificazione e cartaceo…e i collaboratori…perciò questo è ancora un governo tecnico e non voluto dal popolo…dai ….nostri politici cominciando da Letta…..e poi a finire….in fondo ….a Mare….

  6. Questa è la malsana Europa unita solo a far morire interi lavori/ professioni, la concorrenza ? Gli unici che possono fare concorrenza sono i grandi gruppi commerciali, e del turismo, quelli a conduzione familiare che essi siano italiani, francesi, ho estreterrestri devono fare i conti con tutti i balzelli italiani

  7. Arriveranno i cinesi con la borsina della conad, piena di soldi e compreranno tutto…
    Dove glielo metto la sdlaia e il lettino, sotto l’omblellone?

    • Nikolaus Suck says:

      Veramente questo è quello che succede o può succedere oggi, negli acquisti tra privati senza nessun controllo. In una gara non è che puoi arrivare “con la borsina della conad”, ti controllano e possono controllare tutto.

  8. Giovanna Bellantoni says:

    Ciao.
    Ho una concessione per un balconcino di 8mq la cui proiezione crea un ombra sul demanio (quindi non poggia sul demanio stesso).
    pago circa 400€ ogni 3 anni ora dovrei pagarne 2500 all’anno? a chi devo fare ricorso ?
    E’ vero che c’è un emendamento alla legge per i privati che hanno una concessione di questo tipo ?

  9. https://comuneloano.it/amm-trasparente/atti-relativi-alle-procedure-per-laffidamento-di-appalti-pubblici-di-servizi-forniture-lavori-e-opere-di-concorsi-pubblici-di-progettazione-di-concorsi-di-idee-e-di-concessioni-compresi/adempimenti-ex-art-29-d-lgs-50-2016/servizi/2021-11-22-assegnazione-di-concessione-demaniale-marittima-con-finalita-turistico-ricreativa-lungomare-nazario-sauro-n-2/?fbclid=IwAR0-nhH0lNjpG96zILLA4wqJpkyA0NmKUsMtCgXAJKoY228bBvsGo0bCgDc
    All’attenzione del sig Andrea e di tutti coloro che chiedono di poter partecipare alle aste.
    Andatevi a leggere il bando di gara del comune di Loano relativo alla’ assegnazione di uno stabilimento balneare comprensivo di pertinenza, poi sinceramente rispondete se tali gare sono aperte a tutti o se invece destinate a chi ha dei gran soldi da investire (o da riciclare)
    Aspetto commenti

  10. Finita la pacchia.
    Avete sfruttato per anni il demanio e i dipendentipagando cifre irrisorie.
    Le spiagge sono di tutti,nessuno vi ha costretto a investire in qualcosa che non vi appartiene.
    Chiudete e a casa.

  11. purtroppo noi Italiani non capiamo nulla, una volta parlavate di ” sarebbe ora che le concessioni andassero a bando. Ora si dice che ci vogliono parecchi soldi (o investire riciclando denaro sporco)” già inizia ad andare stretta anche cosi, bene signori vi dico che fare un lido in Calabria con le vecchie normative e leggi, significava molti sacrifici tra cui fare tutto quello che prevede il bando di Loano prima di iniziare, spalmando negli anni gli investimenti e sacrificando il tuo tempo e fatiche per realizzarle. Ora se non lo avete capito, le aste non sono per tutti, forse con quello che prevede il bando non l’ho è nemmeno per chi già è nel ballo. iniziate ad ipotecare case e terreni per i mutui, altrimenti aspettatevi di vedere le multinazionali o compagnie belle, mentre gli italiani andranno a lavorare per gli stranieri, forse li in mezzo ci sarà vostro figlio. Poi ne parleremo di quanto è semplice fare un’asta. Mentre per il lavoro sotto pagato voglio dire che ci sono delle tabelle ministeriali che decidono quanto pagare le buste paga di chi lavora nel settore turismo. Chi accetta di lavorare a suo “sottopagato” dovrebbe informarsi ed eventualmente denunciare perchè in Italia ci sono delle normative apposite, senza criticare o alitare veleno…..

  12. Bruno ho letto il bando ed è una concessione di un immobile per 20 ANNI e i criteri strettamente economici sono circa 20 punti su 100 totali e ti chiedono di dimostrare che puoi fare i lavori..immagino che i partecipanti facciano quello di cui si vantano i balneari, cioè mettere i propri beni a garanzia per un piano di investimento garantito dalla banca per 20 anni. Quale cosa scandalosa rilevi?..benvenuto nel mondo della normale imprenditoria!

  13. Liberiamo le spiagge da pseudo imprenditori..che non fanno interesse dei cittadini..con muri sul lungomare..e guadagni esagerati! Ridimensionatevi!

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