Sib-Confcommercio

Sib: “I canoni balneari 2020 vanno soppressi o dimezzati”

L'associazione degli imprenditori balneari chiede la riduzione delle cifre per compensare le perdite dovute alla pandemia

«Il canone demaniale va pagato entro il 15 settembre di ogni anno, ma purtroppo, nei molteplici interventi normativi sin qui adottati dal governo, non vi è stato alcun provvedimento in favore dei balneari relativamente al canone o altri oneri fiscali». Lo denuncia Antonio Capacchione, presidente del Sib-Confcommercio, lamentando la mancanza di misure di sostegno per le imprese balneari colpite dal profondo calo di presenze dovuto alla pandemia del Covid-19.

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«Anche l’ultimo decreto legge di agosto (D.L. n. 104 del 14 agosto 2020) non contiene alcun intervento per l’eliminazione, riduzione o rinvio del pagamento dei canoni demaniali, né modifica il trattamento fiscale ingiusto e penalizzante per le 30.000 imprese balneari (dall’aliquota Iva al 22% invece che al 10% come per tutte le altre aziende turistiche al pagamento della Tari per l’intero anno e non per il periodo di effettivo esercizio dell’attività)», prosegue Capacchione. «Persino nell’avvenuta abrogazione dei valori Omi (art. 100 del decreto legge n. 104/2020) si manifesta una trattamento sfavorevole verso la balneazione attrezzata italiana, con l’ingiusta disparità fra i pertinenziali balneari (per i quali l’eliminazione dei valori Omi si attua solo dal prossimo anno) e quelli della nautica (per i quali l’abrogazione è, invece, retroattiva dal 2007 con diritto a compensare il canone di quest’anno e quelli futuri con quanto versato in più negli scorsi anni)».

«A questo punto – aggiunge il presidente del Sib – riteniamo doveroso utilizzare ogni possibile procedura per l’ottenimento almeno della riduzione del 50% del canone demaniale nelle more di opportune e doverose correzioni che ci auguriamo avvengano in sede di conversione del decreto legge n. 104/2020 e per le quali ci stiamo adoperando con specifiche proposte emendative. A tal proposito si evidenzia che la normativa attualmente vigente (art. 3 comma 1 lett. c) D.L. 5 ottobre 1993, così come modificato dalla legge 296/2006 art. 1 comma 251) prevede già la riduzione del canone demaniale marittimo “nella misura del 50 per cento: 1) in presenza di eventi dannosi di eccezionale gravità che comportino una minore utilizzazione dei beni oggetto della concessione, previo accertamento da parte delle competenti autorità marittime di zona“. Non v’è chi non veda che l’epidemia in corso ben costituisce un evento eccezionale e straordinario che ha sconvolto le vite anche delle nostre aziende. La nostra organizzazione è, pertanto, a disposizione di tutti i balneari per inoltrare le relative richieste alle autorità competenti».

«È nell’interesse del nostro paese la tutela della balneazione attrezzata italiana in quanto prezioso fattore di competitività nel mercato internazionale delle vacanze», conclude Capacchione.

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Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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    Ragioni sacrosante… Abbiamo avuto spese accessorie x essere in regola con distanze e quant altro x trasmettere rassicurazioni alla clientela molto spaventata, comprensibilmente.Meno ombrelloni , meno ricavi, auspicabile un intervento d aiuto a tutta la categoria. Qualcuno farà propria questa battaglia, a Montecitorio…

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