Norme e sentenze

“Sì al condono dei lidi”, vittoria di 22 balneari contro Soprintendenza

Innovativa sentenza del Tar, che ha tenuto conto dell'antropizzazione dell'arenile per giustificare il condono

Con una serie di analoghe sentenze emesse lo scorso 27 dicembre, il Tar di Bologna si è espresso positivamente su un contenzioso in corso da quasi quarant’anni e riguardante il condono edilizio di alcuni stabilimenti balneari di Bellaria Igea Marina, piccola località balneare in provincia di Rimini. I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso dei concessionari con delle motivazioni molto innovative, che giustificano il condono anche alla luce dell’antropizzazione del litorale, tale per cui le motivazioni della Soprintendenza che voleva negarlo appaiono ormai superate dall’effettivo stato dei luoghi e dei manufatti, che farebbero ormai parte dello “skyline” della località e della cartolina turistica del territorio.

Secondo i giudici, nel negare il condono edilizio «la Soprintendenza ha omesso di considerare la realtà dei luoghi e precisamente “l’intorno” dell’area dove insiste lo stabilimento, elemento che non può non rientrare nel giudizio che si va a dare sul rapporto tra il contesto ambientale e intervento realizzato. Se così fosse stato l’autorità statale preposta alla tutela del paesaggio si sarebbe accorta che: quel tratto di arenile è da decenni destinato all’esercizio dell’attività balneare (dove esistono ventidue stabilimenti costituiti con le stesse caratteristiche costruttive e morfologiche) e tale è percepito dall’intera collettività; il contesto in cui si colloca l’intervento è caratterizzato oltre che da fenomeni naturali anche da aspetti del luogo che si sono venuti a formare a seguito dell’azione dell’uomo. In altri termini, è indubbio che l’attività di conservazione dei valori paesaggistici implichi un giudizio di comparazione dell’opera rispetto al contesto da tutelare, ma occorre anche che detto scrutinio venga svolto in base alle effettive condizioni dell’area in cui il manufatto è inserito».

«Insomma – aggiungono i giudici – occorre dare atto che la valutazione contenuta nell’atto impugnato prescinde inspiegabilmente e ingiustificatamente dalle condizioni reali della realtà circostante e ciò rende per così dire evanescente il giudizio di non compatibilità. L’amministrazione preposta alla tutela dei vincoli paesaggistici ha quindi disancorato le proprie valutazioni dalla rappresentazione effettiva della reale situazione dei luoghi, situazione che deve risultare, invece, correttamente percepita».

Sono ventidue i manufatti interessati dalla pronuncia, tutti situati sul lungomare di Bellaria Igea Marina. Per altre dieci strutture vicine il Tar aveva emesso un’analoga sentenza già nel 2021, mentre i giudici devono ancora esprimersi sulle ultime tre attività interessate dallo stesso contenzioso.

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  1. Giuseppe Maurizio says:

    Nelle aree interessate le attività dei concessionari sono certamente “COMPATIBILI” con le tradizioni dei luoghi
    Attività. Che DEVONO ESSERE TUTELATE tanto quanto l’ambiente circostante che sia a carattere naturalistico o antropizzato…
    La valorizzazione e promozione delle attività (parte integrante della parte “prima del codice beni culturali”) nonché delle direttive del PRP della regione rappresentano quelle che sono le destinazioni degli immobili ed aree tutelate.
    Le soprintendenze “dimenticano che non stiamo tutelando “isole nel deserto” ma beni immobili la cui esistenza è legata alle attività che in essi vengono svolte
    Attività che rappresentano l’economia di una regione ed in quanto tale oggetto di tutela!!!!!!!!!!
    PS: se volete potete contattarmi a questo numero

    Saluti:
    arch. Giuseppe m. La morticella funzionario arch. Soprintendenza della regione abruzzo…

  2. La morticella Giuseppe Maurizio says:

    La tutela non riguarda solo il paesaggio come fosse un bel quadro fine a se stesso’ ma, come recita la parte Prima del codice nonché il PRP regionale, le aree nel loro complesso.
    considerando, come recitano i primi articoli parte terza ( art. 134 e136 ) per i paesaggio l’ambiente naturale e antropizzato, Le attività presenti compatibili con le tradizioni locali……a rappresentare le economie della regione

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