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Santanché: “Spiagge libere a gara prima di concessioni esistenti”

La ministra del turismo: "Troppi litorali pieni di rifiuti senza nessuno che si occupi di tenerli in ordine"

«Prima di otto-dodici mesi non saremo in grado di fare le gare sulle concessioni balneari», e comunque «sarà necessario che queste gare consentano a chi lavora di poter continuare a farlo». Lo ha detto la ministra del turismo Daniela Santanchè, intervenendo ieri all’assemblea nazionale di Confesercenti. Ma secondo la ministra, prima di mettere a gara le concessioni balneari esistenti, «sarebbe bene assegnare le cosiddette “spiagge libere” che ora non sono assolutamente servite, dove ci sono tossicodipendenti e rifiuti, senza nessuno che pensi a tenerle in ordine. Naturalmente devono continuare a essere fruibili a tutti quanti, ma forse potremmo cominciare da lì a organizzare i bandi».

Sollecitata dal vicedirettore di Skytg24 Alessandro Marenzi, che ha condotto l’assemblea, la Santanchè ha iniziato il suo intervento sulle concessioni balneari con una precisazione: «Preferisco non parlare di deleghe che non sono mie, poiché della questione si occupa il ministro Musumeci. Anzi, io sono stata tirata in ballo per il conflitto di interessi, perché è da vent’anni che lavoro in questo settore. Ma pensavo che la competenza fosse importante; e invece pare che per una certa parte politica bisogna essere incompetenti. Per questo, comunque, non mi occupo della Bolkestein», ha detto la Santanché alludendo alle polemiche dello scorso ottobre subito dopo la sua nomina a ministro del turismo, una carica giudicata da alcuni incompatibile poiché la Santanché possiede una quota societaria del noto stabilimento balneare Twiga di Flavio Briatore.

Nonostante non si occupi direttamente della materia, ha proseguito la ministra, «posso dire quello che penso: l’intenzione politica è di fare le cose bene, e non dobbiamo aprire la strada alle multinazionali né svendere questa parte di patrimonio, come ahimè è stato fatto per altri settori. Anzi, dobbiamo studiare la questione e avere una mappatura delle concessioni, e per fare questo ci vorrà del tempo. Poi bisognerà fare delle gare che consentano a chi lavora di poter continuare a farlo. Stiamo infatti parlando di trentamila aziende, moltissime di queste a conduzione familiare».

Ma ormai, secondo la Santanchè, «il danno più grave che è stato fatto, e che questo governo non farà mai, è stato quello di cambiare i patti in corsa, perché c’era una proroga al 2033 poi bocciata dal Consiglio di Stato. Mi chiedo come si possa investire in questa nazione, se ogni tre minuti ti cambiano le regole. Abbiamo bisogno non soltanto di stabilità di governo, ma anche di stabilità di regole per chi fa impresa». Ora che il governo di Giorgia Meloni è costretto a prendere una decisione in merito alla riforma avviata da Draghi, che prevede la riassegnazione delle attuali concessioni balneari entro il 31 dicembre 2023 secondo procedure selettive da regolamentare in un decreto attuativo entro fine febbraio, Santanché ha concluso che «consegnare dei pezzi del nostro litorale alle multinazionali vuol dire che esse toglierebbero le nostre peculiarità. Nei nostri stabilimenti balneari, a seconda della regione, c’è un diverso tipo di ospitalità, di cibo e di accoglienza; e mi sentirei male se tutto ciò fosse standardizzato e non potessimo più mangiare i nostri spaghetti alle vongole o le melanzane alla parmigiana, che sono parte dei nostri valori e della nostra identità. Questo mi preoccupa».

L’intero passaggio della Santanché sul riordino delle concessioni balneari può essere visto nel video qui di seguito.

I commenti delle associazioni balneari

A margine dell’intervento di Santanchè, il presidente di Fiba-Confesercenti Maurizio Rustignoli ha commentato positivamente le dichiarazioni della ministra: «Apprezziamo il percorso che il governo sta delineando sulle concessioni balneari. In particolare, riteniamo essenziale procedere in primo luogo, come ha spiegato il ministro Santanchè, a una mappatura accurata dei lidi, i cui risultati, a nostro avviso, dipingeranno un quadro molto diverso rispetto a quanto siamo abituati a sentirci dire. Per questo, auspichiamo che si apra al più presto un tavolo con le associazioni di categoria interessate».

Un appoggio è arrivato anche da Mauro Della Valle, presidente di Confimprese demaniali: «Apprezziamo l’intervento del ministro Daniela Santanchè circa le numerose spiagge libere che, anziché essere lasciate abbandonate dai Comuni costieri, potrebbero essere oggetto di assegnazione e tutela a giovani e capaci imprenditori balneari. Siamo certi che la Corte di giustizia europea entro febbraio 2023 contestualizzerà quanto richiesto dal Tar di Lecce, e cioè che in Italia la risorsa demaniale non è scarsa e che per un’evidenza pubblica è necessario ci sia un interesse transfrontaliero certo. Siamo in piena sintonia con l’attenta analisi del presidente di Fiba Maurizio Rustignoli, che auspica un’incontro con le associazioni di categoria e ricorda l’importanza della mappatura della costa italiana ad oggi obiettivamente mai rilevata da nessun governo».

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