Sicurezza

Ricorso al Tar su riforma salvamento, FISA: “L’importante è il fronte comune”

La risposta di Perrotta alla nota della Società nazionale di salvamento

In merito alle precisazioni dell’avvocato Fabrizio Perla, difensore della Società Nazionale Salvamento (SNS), pubblicate su questa testata, la FISA (Federazione Italiana Salvamento Acquatico) ritiene opportuno integrare il quadro informativo per completezza e correttezza verso il settore del salvamento. “È tecnicamente ineccepibile che il ricorso R.G. 9759/2024 sia stato formalmente depositato dalla SNS”, afferma una nota della FISA. “Occorre però precisare che la FISA si è costituita come parte cointeressata e ha contribuito, tramite lo studio avvocati da essa incaricato, con memorie e repliche di decine di pagine che supportano la causa. Ridurre una vittoria di tale portata a una mera iniziativa isolata significa ignorare il lavoro di coordinamento avvenuto “dietro le quinte”. Il Presidente Nazionale FISA, Raffaele Perrotta, e il Presidente della SNS Genova, Fortunato Comparone, hanno concordato una strategia legale precisa”.

“Il fatto che la FISA sia presente in giudizio non come ricorrente non è un dettaglio procedurale subìto, ma parte di una gestione tattica del contenzioso: le argomentazioni FISA, pur non potendo ampliare l’oggetto del giudizio, sono state eccome tenute in considerazione dai giudici, come emerge chiaramente dalla sentenza (se letta con attenzione)”, prosegue la nota. “In un’ottica di collaborazione tra storici enti del settore, si è scelto di diversificare le posizioni per presidiare ogni aspetto della sentenza contro un ingiustizia che andava a colpire tutti. Affermare che non vi sia un ricorso “di FISA e SNS” è corretto solo da un punto di vista burocratico; dal punto di vista strategico, operativo, economico (soldi che potevano essere usati per migliorare e potenziare la ricerca nel salvamento) e di sacrifici si è trattato di un’azione congiunta, nata da una visione comune e finanziata con lo sforzo di entrambe le realtà”.

Aggiunge il presidente FISA Raffaele Perrotta: “Si tiene a precisare che, per una questione di rispetto, sin da subito sono entrati al fianco delle due organizzazioni il Senatore Luigi Nave, il Presidente della Libertas Andrea Pantano e il Direttore di Asso-parchi Maurizio Crisanti, Anab con il suo Presidente Guido Ballarin, e la trasmissione Report con i quali, per mesi, si sono analizzati gli aspetti nocivi di questo decreto, sia a livello politico che lavorativo, a discapito dell’ultima figura su cui sarebbero ricaduti gli effetti negativi: gli assistenti bagnanti di tutte le organizzazioni e che ci permettiamo di ringraziare sentitamente come soprattutto i maestri di salvamento FISA e gli istruttori nelle arti marinaresche della SNS (spero di non avere qualche critica nel ringraziare)”.

“Infine, in ogni sua dichiarazione, il Presidente FISA ha sempre menzionato la SNS, anche durante tutte le conferenze stampa in Parlamento”, conclude la nota dell’associazione. “Siamo lieti che il TAR Lazio abbia recepito le istanze contro lo “strapotere” del vincolo SNaQ/CONI, che avrebbe di fatto consegnato il settore del salvamento italiano a un unico operatore dominante, in posizione di monopolio. Questa è una vittoria per tutti gli enti formatori, i soccorritori acquatici italiani tutti, e per questa semplice parola che si chiama giustizia. Proprio perché la sfida vinta è di importanza storica, la FISA ritiene che la ricerca di “primogeniture” assolute sia meno importante della solidità del legame tra le associazioni al fine di salvaguardare la vita in tutte le sue forme. La collaborazione tra FISA e SNS è stata la vera chiave di volta per arrivare a questo risultato: negare questa sinergia significa sminuire la forza di un fronte unito che, oggi più che mai, ha dimostrato di saper proteggere il proprio ruolo e la sicurezza dei cittadini. La FISA continuerà a lavorare fianco a fianco con chiunque metta il bene comune del salvamento davanti ai tecnicismi della firma su un foglio di carta”.

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