Attualità

Proroga concessioni balneari: centrodestra convinto, categoria spaccata

Le forze di maggioranza difendono il provvedimento approvato nel milleproroghe, mentre gli imprenditori si dividono tra fiduciosi e perplessi

Le forze di centrodestra difendono a spada tratta la proroga di un anno delle concessioni balneari, prevista da un emendamento al decreto milleproroghe approvato mercoledì in Senato. Come prevedibile, contro la misura si è abbattuto il fuoco incrociato dei partiti di opposizione e dei media generalisti – alimentati anche dalla procedura di infrazione avviata ieri dalla Commissione europea contro la Spagna – ma gli esponenti della maggioranza si stanno dimostrando compatti e convinti della bontà del rinvio al 31 dicembre 2024 della scadenza dei titoli, che la legge sulla concorrenza approvata dal governo Draghi aveva invece fissato al termine di quest’anno. Smentita l’opposizione della Ragioneria di Stato, si è tuttavia fatta strada la voce sulle perplessità del Quirinale, che potrebbe complicare la partita nel passaggio alla Camera previsto per la prossima settimana.
Il motivo ufficiale della proroga, spiegano da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, sarebbe quello di avere più tempo per discutere un diverso trattamento delle concessioni storiche rispetto alle gare previste dalla direttiva europea Bolkestein. Rispetto a questa promessa, però, la categoria appare spaccata tra chi ripone fiducia nel governo e chi invece teme che questo anno in più possa rappresentare solo il prolungamento di una già lunga agonia, come è emerso da centinaia di voci degli imprenditori del settore interpellati ieri da un partecipatissimo sondaggio informale sulla pagina Facebook di Mondo Balneare.

Alle parole di ieri del senatore Gian Marco Centinaio, che ha rivendicato la sovranità del parlamento rispetto alla magistratura e agli organi europei, si sono aggiunte le rassicurazioni della ministra del turismo Daniela Santanché, intervenuta al salone Nauticsud di Napoli: «Se si rischia una procedura d’infrazione? Io mi auguro di no e mi auguro che il ministro Fitto, che è una persona capace e competente, sappia far capire in Europa le nostre peculiarità e quello che i nostri stabilimenti balneari rappresentano. L’abbiamo sempre detto: stiamo con gli stabilimenti balneari. Io e il ministro Fitto abbiamo ascoltato tutte le associazioni di categoria e dalla sintesi è emersa questa loro richiesta di una proroga, non solo della delega ma della concessione, di un anno. Siccome siamo persone con una sola voce, questo abbiamo fatto. Se sarà l’ultima proroga? Credo di sì», ha concluso la Santanché.

Più controverso è stato invece il deputato di Forza Italia Giorgio Mulè, interpellato dai microfoni dell’Ansa, il quale ha detto che «la proroga di un anno obbedisce a una richiesta reale, quella di dare il tempo necessario per organizzare le gare e fare le cose per bene. Dopodiché, se ci saranno dei rilievi – ha detto Mulè riferendosi ai dubbi del Colle – ovviamente ne terremo conto, ma nel rispetto di chi ha un’impresa e ha fatto investimenti». Una posizione diversa rispetto a quella degli alleati di governo, che continuano a evitare di parlare di gare, e che purtroppo non smentisce i dubbi sulle ambiguità della maggioranza.

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