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“No alle concessioni balneari al 2033”, c’è anche il ricorso a Mattarella

Una società napoletana si è rivolta al presidente della Repubblica per mettere le mani su uno stabilimento di Follonica, ritenendo illegittima l'estensione prevista dalla legge 145/2018

La costa toscana continua a essere territorio di forti conflitti sull’estensione al 2033 delle concessioni demaniali marittime. A poche settimane di distanza dal clamoroso ricorso dell’Antitrust contro il Comune di Piombino, nella vicina Follonica una società privata si è appellata direttamente al presidente della Repubblica per contestare la delibera con cui l’amministrazione comunale ha applicato la legge 145/2018, che ha disposto l’estensione di quindici anni delle concessioni balneari.

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Il fatto, riportato dal quotidiano Il Tirreno, risale allo scorso 6 novembre: la società Perelli srl di Giorgio Morelli, con sede a Portici in provincia di Napoli, ha presentato ricorso straordinario al presidente della Repubblica impugnando la delibera con la quale il commissario prefettizio Alessandro Tortorella aveva approvato l’estensione delle concessioni demaniali al 2033. Secondo il ricorrente, la legge 145/2018 sarebbe infatti in contrasto con il diritto eurocomunitario, prevedendo un rinnovo automatico al medesimo titolare anziché una procedura selettiva secondo quanto previsto dalla direttiva 2006/123/CE, nota come “Bolkestein”.

Il Comune di Follonica si è già opposto al ricorso della Perelli srl, decidendo di costituirsi in giudizio, pertanto la questione è ora in mano al Tar Toscana che dovrà esprimersi nelle prossime settimane. In caso di vittoria da parte del ricorrente, l’amministrazione della località toscana rischia di dover annullare la delibera sull’estensione al 2033 e di istituire le immediate gare pubbliche sulle concessioni degli stabilimenti. Ma gli imprenditori balneari, tramite le parole del responsabile del Sib-Confcommercio Follonica Eugenio Franceschi, si dicono tranquilli: «Al momento la questione non ci tocca più di tanto», ha riferito Franceschi al Tirreno. «Le concessioni sono già tutte in fase di estensione e la prossima settimana verrà apposto il timbro ufficiale. Tutto può succedere ma il rischio credo non ci sia, anche perché l’80% dei Comuni in Italia ha già esteso le concessioni e il presidente della Regione ha confermato la validità della legge 145/2018. Insomma, per ora grosse preoccupazioni non ne abbiamo».

Tuttavia, il continuo fioccare di ricorsi contro l’estensione al 2033 non sta facendo dormire sonni tranquilli ai balneari italiani: la norma, voluta dal ministro al turismo Gian Marco Centinaio durante il primo governo Conte, era stata giustificata come un periodo transitorio per consentire una riforma organica del demanio marittimo, ma tra la caduta dell’esecutivo Lega-5Stelle e la pandemia del Covid-19, l’attuale consiglio dei ministri non ha ancora lavorato nemmeno a una bozza di provvedimento. E finché non arriverà un riordino a mettere fine a questa complessa situazione normativa, purtroppo continueranno a esserci facili margini per i competitor aggressivi che stanno tentando di appropriarsi di uno stabilimento balneare sfruttando i tanti vuoti delle leggi italiane sul demanio marittimo, anziché acquistarne uno sul libero mercato come è sempre stato possibile fare.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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