Toscana

Negozi e palestre in stabilimenti balneari, il nuovo Pua di Pietrasanta

L'amministrazione della località versiliese amplia le destinazioni d'uso possibili per i lidi

Rivoluzione in arrivo sulla spiaggia di Marina di Pietrasanta: l’amministrazione comunale si è dotata lo scorso dicembre di un nuovo piano degli arenili che prevede il cambio di destinazione d’uso degli stabilimenti balneari al fine di poter realizzare negozi, palestre e vetrine in riva al mare. Come riferisce il quotidiano Il Tirreno, il piano operativo della località versiliese modificherà radicalmente la classica tipologia dei lidi eliminando i vincoli legati alla stretta attività di spiaggia e ampliando l’offerta con altre voci complementari come il commerciale di vicinato, l’artigianale-industriale e il direzionale, incluse attrezzature sportive, sociali, culturali e di spettacolo. Tuttavia il nuovo strumento urbanistico, che sarà approvato entro un anno, dovrà tenere conto dell’imminente riassegnazione tramite evidenze pubbliche delle concessioni balneari imposta da una recente sentenza del Consiglio di Stato, che rende nebulose le ipotesi degli imprenditori che potranno beneficiare di questa rivoluzione.

Il nuovo piano degli arenili di Marina di Pietrasanta prevede anche che per i manufatti ampliati o ricostruiti e per le nuove costruzioni, la distanza non potrà essere inferiore a un metro e mezzo dal confine delle concessioni demaniali e a due metri mezzo dai confini dei passi a mare; al contrario delle attuali norme locali che non prevedono alcuna distanza, permettendo dunque di erigere strutture direttamente sulla linea di confine.

Un’altra novità del Pua riguarda le modifiche per le case di guardianaggio – ribattezzate “locali di guardianeria” – che potranno essere sopraelevate fino a un massimo di 6 metri di altezza e avere una superficie massima di 80 metri quadrati sopraelevabile fino a 130 metri quadrati.

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  1. Nikolaus Suck says:

    È un peccato, è forse non un caso, che questo articolo è questa vicenda non siano stati commentati da nessuno e sottovalutati. Dimostra che la realtà, le esigenze, e anche le concessioni, cambiano e si evolvono, che con le concessioni si può fare anche altro e non solo e per forza spiaggia e stabilimenti, che le nuove concessioni non devono essere e non saranno per forza uguali a quelle precedenti, e le nuove opportunità di sfruttamento che offrono devono essere accessibili e possibili per tutti, non solo per i concessionari attuali. Ecco a cosa servono le gare.

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