Attualità

Legge su città balneari in primo piano al G20 Spiagge di Alghero

La proposta sullo status speciale è stata al centro della discussione al summit tra i maggiori Comuni costieri italiani

Riconoscere lo status speciale di “Comuni marini” alle località turistiche balneari, in modo da aiutare le amministrazioni locali a gestire in modo adeguato i flussi turistici della stagione estiva. La proposta, presentata lo scorso anno dal network G20 Spiagge e depositata sabato in parlamento, è stata al centro del summit tenutosi dal 14 al 16 maggio ad Alghero. Si è trattato dell’ottava edizione del vertice tra i sindaci dei più importanti Comuni balneari non capoluogo, che ogni anno si riuniscono in una città diversa per discutere le loro problematiche.

Oltre ad Alghero, fanno parte del G20 Spiagge i Comuni di Arzachena, Bibbona, Caorle, Castiglione della Pescaia, Cattolica, Cavallino Treporti, Chioggia, Comacchio, Grado, Jesolo, Lignano Sabbiadoro, Riccione, Rosolina, San Michele al Tagliamento, San Vincenzo, Sorrento, Taormina, Viareggio e Vieste. In totale queste località da sole attraggono 50 milioni di visitatori, il 12% delle presenze turistiche complessive in Italia. Nella città sarda si sono riuniti esperti, parlamentari, amministratori locali, rappresentanti delle associazioni balneari, sindaci e assessori. Per la Regione Sardegna erano presenti l’assessore al turismo Franco Cuccureddu (in rappresentanza della presidente Alessandra Todde), l’assessore agli enti locali e urbanistica Francesco Spanedda, l’assessora al lavoro Desirè Manca e quello dell’agricoltura Gian Franco Satta.

Al termine del summit è stato fatto il consueto passaggio del testimone per la prossima edizione del G20 Spiagge, che si terrà nel 2026 a Lignano in Friuli.

La proposta di legge depositata in parlamento

L’argomento più importante di cui si è discusso, come detto, è stato il riconoscimento dello status di “Comuni marini”. Con la proposta di legge, le città balneari hanno chiesto il riconoscimento di uno status speciale per temi come per esempio la gestione dei rifiuti, l’emergenza abitativa e la fiscalità. Durante i mesi più caldi dell’anno, infatti, queste località vengono letteralmente prese d’assalto dai turisti e diventa difficile offrire a residenti e viaggiatori i servizi adeguati sia in ambito sanitario che di trasporto pubblico. Il tema dell’overtourism è quanto mai pressante nel settore balneare, in quanto il sovraffollamento delle spiagge sta portando all’esasperazione non solo chi vive la spiaggia, ma anche chi non la vive ma risiede nelle località rivierasche. Gli strumenti normativi e amministrativi in mano ai sindaci non sono sufficienti per gestire in modo sostenibile e positivo il turismo di massa, che rischia di schiacciare la competitività turistica di queste località.

La proposta di legge è stata depositata alla Camera dei deputati venerdì, l’ultimo giorno del G20 Spiagge di Alghero. Firmata dai capigruppo della Commissione attività produttive e turismo Giorgia Andreuzza (Lega), Gianluca Caramanna (Fratelli d’Italia), Luca Squeri (Forza Italia), Ilaria Cavo (Noi Moderati) e dal presidente Alberto Gusmeroli (Lega), la proposta mira a dare una cornice normativa ai Comuni che, pur piccoli, accolgono milioni di turisti, affrontando sfide legate alla pressione turistica stagionale. “Queste realtà, strategiche per il Pil e l’occupazione, necessitano di servizi adeguati alla pressione turistica”, dichiarano i firmatari.

Capacchione (Sib): “Necessario un quadro normativo più chiaro”

Tra le associazioni balneari presenti al G20 Spiagge c’era il Sib-Confcommercio, con il presidente nazionale Antonio Capacchione che ha dichiarato: “Al G20 Spiagge abbiamo evidenziato la necessità di un quadro giuridico sul demanio più chiaro che tuteli gli operatori economici attualmente operanti e che renda meno incerta l’attività di gestione amministrativa da parte dei Comuni. È interesse comune evitare che l’attuale situazione di incertezza amministrativa del settore danneggi la parte più preziosa del turismo e quindi dell’economia italiana. Il segmento balneare, con 175 milioni di presenze turistiche pari al 39,2% di quelle complessive registrate nello scorso anno, costituisce un asset economico strategico del nostro paese. Non è nell’interesse dell’Italia metterlo a rischio con un quadro normativo incerto e confuso come quello attuale. E non è neppure nell’interesse dell’Unione europea mettere a rischio la spiaggia d’Europa”.

Nel corso dei lavori, prosegue Capacchione, “abbiamo poi ricordato che con 5.511 punti di balneazione certificati dalla Commissione europea nel suo “Rapporto sulle acque di balneazione” del 28 maggio 2024, il nostro paese ha circa il 28% della balneazione del Continente europeo. È importante anche il trasferimento del demanio marittimo alle Regioni, così come stabilito dal dlgs nr. 85/ 2010, per meglio gestirlo per quanto riguarda gli assetti economici: dalla determinazione dei canoni alla delimitazione del demanio; dall’uso del gettito demaniale alla devoluzione delle opere. È urgente, infine, superare il conflitto di competenza fra Regioni e Capitanerie di porto in materia di sicurezza per i bagnanti. Affidarla ai Comuni la renderebbe più conforme alle diverse particolarità territoriali”.

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