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La legge sullo status di comunità marine arriva in parlamento

I sindaci del G20 Spiagge sottoporranno la proposta domani ai rappresentanti delle varie forze politiche

I sindaci del G20 Spiagge portano in parlamento la loro proposta di legge sullo “status di comunità marine“. Una delegazione di quindici primi cittadini tra le più importanti località balneari italiane si recherà domani a Montecitorio per incontrare il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana e per confrontarsi con i responsabili del turismo dei maggiori partiti, ovvero Fratelli d’Italia, Lega, Partito Democratico, Forza Italia e Movimento 5 Stelle. Scopo della visita è sottoporre all’attenzione dei parlamentari la proposta di legge a cui il G20 Spiagge lavora da tempo: si tratta di una norma per istituire lo “status di città balneare” in modo da superare le difficoltà delle località turistiche costiere che durante la stagione estiva decuplicano i loro abitanti ma non possono offrire adeguati servizi sanitari, di sicurezza e di trasporto pubblico, in quanto i limiti statali vengono calcolati in base al numero di residenti effettivi e non di turisti. La proposta di legge sarà sottoposta in particolare al presidente della decima commissione parlamentare Alberto Luigi Gusmeroli, in modo da fare il punto operativo sull’iter dell’approvazione e verificarne i tempi di attuazione.

«Auspichiamo che questo incontro possa essere decisivo nel percorso di riconoscimento dello status di comunità marina per Caorle e per gli altri Comuni turistici balneari italiani rappresentati dal network», spiega Marco Sarto, sindaco di Caorle, che la prossima primavera sarà la sede del summit annuale del G20 Spiagge. «In quell’occasione saranno presentati i risultati del grande lavoro svolto finora dai Comuni balneari. La speranza è che proprio l’appuntamento di Caorle possa essere quello in cui potremo annunciare il positivo evolversi dell’iter legislativo dell’attesa riforma che, se adottata, permetterebbe a città come la nostra di poter gestire al meglio i servizi necessari per i residenti e per gli ospiti».

Aggiunge Roberta Nesto, sindaca di Cavallino Treporti e coordinatrice nazionale del network G20 Spiagge: «L’impegno dei sindaci in questi anni non è mai mancato nel sostenere un provvedimento che considerano indispensabile alle proprie comunità per reggere la concorrenza internazionale. Non dimentichiamo mai che il turismo è il primo comparto economico del paese. Noi sindaci vogliamo esercitare sul parlamento una pressione positiva, perché crediamo molto in questa riforma legislativa».

La legge sullo “status di comunità marine”

La legge sullo status di comunità marine, se attuata, modificherà in modo sostanziale il rapporto tra cittadini residenti e turisti delle località balneari, in quanto le nuove normative daranno maggiori possibilità ai consigli comunali nella pianificazione dei bilanci, liberando risorse a favore degli abitanti. Oggi tutto ciò non è invece possibile, in particolare relativamente all’utilizzo della tassa di soggiorno, i cui limiti di impiego sono notevoli e, soprattutto, superati dalle necessità di un turismo moderno. Avere nuove regole consentirebbe invece di usare i proventi della tassa nella forma più opportuna per i residenti, che oggi sono molto penalizzati.

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