Sindacati e associazioni

“Le spiagge non sono una risorsa scarsa e vanno escluse dalla Bolkestein”

L'appello di politica e associazioni oggi alla fiera Balnearia, durante l'assemblea di Assobalneari-Confindustria, Cna Balneari e Base Balneare

Il governo Meloni deve risolvere subito la questione balneare, restituendo certezze definitive a migliaia di imprese. È l’appello emerso stamane alla fiera Balnearia di Carrara, durante l’assemblea organizzata dalle associazioni Assobalneari-Confindustria, Cna Balneari e Base Balneare, che si oppongono alla messa a gara delle concessioni. Dopo che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso delle riserve sulla proroga di un anno inserita nel decreto milleproroghe, anche la Commissione europea è intervenuta dichiarando i profili di incompatibilità della norma, che perciò si teme non sarà applicata. Le uniche speranze sono perciò riposte nel rinvio della delega per effettuare la mappatura del demanio marittimo, posticipata al 27 luglio, che secondo le tre associazioni e i politici intervenuti, sarà necessaria per dimostrare la non scarsità della risorsa spiaggia e dunque la non applicabilità della direttiva Bolkestein alle attuali concessioni.

«Se si vuole davvero garantire la concorrenza – ha sottolineato il presidente di Assobalneari-Confindustria Fabrizio Licordari – ci sono migliaia di chilometri di litorali concedibili per avviare nuove imprese, senza espropriare quelle esistenti». Oltre a ciò, ha aggiunto la presidente di Base Balneare Bettina Bolla, «le nostre sono concessioni di beni e non di servizi, e pertanto non dovrebbero rientrare nella direttiva Bolkestein. Lo ha affermato il suo stesso autore Frits Bolkestein e non si tratta di uno slogan, bensì di una tesi supportata da autorevoli studi giuridici». L’appello lanciato dal coordinatore di Cna Balneari Cristiano Tomei è perciò quello di «non eliminare la proroga, perché getterebbe migliaia di imprese nello sconforto, bensì prendersi questo tempo per dimostrare in Europa che la risorsa non è assolutamente scarsa e perciò restituire continuità alle attuali imprese balneari, un’eccellenza dell’economia italiana».

Da parte dei politici presenti, è arrivato un appoggio unanime sulle posizioni delle tre sigle. «Non è vero che i balneari sono approfittatori, bensì si tratta di imprenditori strategici per il nostro turismo e per questo vanno tutelati e non espropriati», ha detto il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. «L’Ue la smetta di perseguitare un settore produttivo su un tema che non merita tutto questo accanimento. Sono posizioni arroganti, inaccettabili e sbagliate». Ha aggiunto il senatore della Lega Gian Marco Centinaio: «Con la mappatura capiremo se la risorsa è scarsa o meno. Se non dovesse essere scarsa si dovrà seguire quello che dice l’Europa, ovvero che la direttiva Bolkestein funziona e deve essere applicata quando la risorsa è scarsa. E quindi avremmo ragione noi e i balneari dovranno uscire dalla Bolkestein». Propositivo il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo Zucconi: «Le procedure di infrazione che hanno coinvolto anche Spagna e Portogallo ci consentiranno di fare fronte comune, senza che sia solo l’Italia a difendere i suoi interessi nazionali. Per risolvere la questione ci sono tre strade: verificare tramite la mappatura se c’è scarsità di risorse e in caso positivo escludere le attuali concessioni dalle gare; intraprendere il cosiddetto “doppio binario” dove tutte le concessioni in essere prima del 2009, anno di recepimento della direttiva Bolkestein in Italia, non vengono ricomprese, mentre per le concessioni successive è prevista la messa a gara; infine, ma solo come ultima ratio, la proposta degli “atti formali” in base a una legge del 1993, secondo la quale la concessione viene prorogata fino a vent’anni in base agli investimenti effettuati».

Sono intervenuti in assemblea anche i parlamentari Elisa Montemagni (Lega), Deborah Bergamini (Forza Italia) e Stefano Fassina (Liberi e uguali) e Marco Simiani (Partito democratico)

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