Attualità

Il governo ha risposto alla lettera di infrazione Ue sulle concessioni balneari

Lo confermano fonti parlamentari, ma i contenuti della replica non sono stati resi noti.

Il governo italiano ha inviato la risposta alla lettera di messa in mora ricevuta lo scorso 3 dicembre dalla Commissione europea, che ha contestato l’incompatibilità del rinnovo automatico delle concessioni balneari al 2033 con il diritto comunitario. Lo confermano alcune autorevoli fonti parlamentari interpellate da Mondo Balneare. Nonostante la caduta del governo Conte a ridosso della scadenza (la Commissione Ue aveva infatti dato due mesi di tempo per rispondere alla lettera), i funzionari ministeriali si sono occupati di redigere una replica che – informano da Montecitorio – è stata inviata entro i termini prestabiliti.

I contenuti della risposta del governo italiano non sono stati al momento resi noti, così come avvenne per la lettera della Commissione europea (che tuttavia Mondo Balneare era riuscito a ottenere e a pubblicare). In base alle informazioni in nostro possesso, la replica si sarebbe mantenuta esclusivamente su un piano tecnico, illustrando le ragioni giuridiche per cui l’Italia ha disposto l’estensione delle concessioni balneari al 2033. Ora toccherà al governo Draghi giocare la partita sul piano politico, negoziando con Bruxelles i contenuti della riforma generale del demanio marittimo secondo le ipotesi di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi.

Lo scorso 26 gennaio, alcuni alti funzionari ministeriali hanno incontrato i rappresentanti delle associazioni di categoria degli imprenditori balneari per recepire i loro suggerimenti in vista della risposta da inviare a Bruxelles. Con l’invio della replica, il governo ha quindi ripreso ufficialmente il confronto con l’Unione europea interrotto da circa un anno e mezzo: l’estensione al 2033 fu infatti frutto dell’interlocuzione dell’ex ministro al turismo Gian Marco Centinaio, che giustificò il prolungamento di quindici anni come periodo transitorio necessario per avviare una riforma mai portata a termine, a causa della caduta del governo retto dalla maggioranza Lega-Movimento 5 Stelle. In seguito il secondo governo Conte (sostenuto da Partito democratico e Movimento 5 Stelle) si è limitato a rafforzare l’estensione al 2033 con il “decreto rilancio”, ma non ha lavorato al necessario provvedimento organico per disciplinare la materia.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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