Attualità

I tempi della riforma delle concessioni demaniali marittime

Le prossime tappe del riordino a cui sta lavorando il parlamento

Com’è noto, all’interno del disegno di legge sulla concorrenza in discussione in questi giorni in Senato è contenuto un emendamento del governo che intende disciplinare il riordino delle concessioni demaniali marittime, quelle cioè che riguardano stabilimenti balneari, porti turistici, ristoranti sul mare e varie altre attività economiche che insistono sulle coste italiane. La riforma si è resa necessaria dopo che, lo scorso novembre, una sentenza dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato ha annullato la proroga delle concessioni al 2033 e imposto di riassegnarle tramite gare pubbliche entro il 31 dicembre 2023.

Il governo Draghi, decidendo di seguire pedissequamente le indicazioni di Palazzo Spada, a febbraio ha approvato all’unanimità in consiglio dei ministri un emendamento al ddl concorrenza che propone di istituire le immediate gare pubbliche prevedendo il riconoscimento di un indennizzo per i concessionari uscenti calcolato sugli investimenti non ancora ammortizzati. Attualmente il testo si trova all’esame della X commissione del Senato, che sta lavorando per allargare il calcolo dell’indennizzo sull’intero valore aziendale delle imprese.

Il problema principale della riforma delle concessioni demaniali marittime è però rappresentato dalle tempistiche. La questione è di massima urgenza, poiché riguarda decine di migliaia di imprese attualmente prive di una prospettiva sul loro futuro, e dopo anni in cui la materia è stata disciplinata solo da una serie di proroghe, il governo Draghi ha voluto varare in tempi rapidi una riforma organica del settore. Tuttavia la sua proposta non ha convinto del tutto le associazioni di categoria né le forze politiche, che stanno cercando di prendere altro tempo per arrivare a una soluzione più ragionata ed equilibrata fra i vari interessi in campo: da una parte gli attuali imprenditori che hanno investito sulla base della legge nazionale, poi annullata dal Consiglio di Stato, che determinava la durata dei titoli fino al 2033; dall’altra il diritto europeo che impone la riassegnazione periodica tramite gare delle concessioni pubbliche come quelle di spiaggia.

Il disegno di legge sulla concorrenza va tassativamente approvato entro il mese di giugno, poiché contiene una serie di riforme vincolanti per l’Italia al fine di ricevere i fondi Pnrr stanziati dall’Unione europea. Il tema delle concessioni demaniali marittime non è fra queste; tuttavia la decisione del governo di inserire la materia dentro al ddl concorrenza fa sì che il provvedimento sarà dovrà essere per forza votato fra non più di due mesi. In seguito per completare la riforma delle concessioni demaniali marittime occorrerà necessariamente un decreto attuativo, da varare entro i successivi sei mesi: ciò significa che il riordino del settore non potrà essere completato dalle camere prima di dicembre 2022.

Ma l’iter non è finito qui: una volta che il parlamento avrà fatto la sua parte, toccherà infatti prima alle Regioni emanare delle ordinanze per regolamentare la riassegnazione pubblica dei titoli, e poi ai Comuni espletare migliaia di gare. Per fare tutto ciò si avrà a disposizione solo un anno di tempo, che però gli enti locali giudicano troppo poco: fra l’approvazione delle ordinanze regionali e comunali, la scrittura e la pubblicazione dei bandi, l’esame delle offerte e il calcolo degli eventuali indennizzi – che richiederà delle apposite perizie tecniche per ogni singola concessione – dodici mesi sembrano una finestra temporale insufficiente, e per questo in Senato si sta ragionando sull’istituzione di un periodo più lungo rispetto alla scadenza imposta dal Consiglio di Stato. Le ipotesi in campo vanno da uno a tre anni e la difficoltà principale è rappresentata dalle sentenze italiane ed europee che proibiscono qualsiasi ulteriore proroga automatica. Un eventuale prolungamento dei tempi sarebbe quindi da giustificare in altro modo, ma su questo pare che ancora non ci siano proposte solide da sottoporre al parlamento.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. Siamo alle solite, niente…. altra proroghina.
    Cosa significa:
    “…..propone di istituire le immediate gare pubbliche”

    Ma immediatamente rispetto a quale periodo?ll Se sono decenni che si dovevano espletare i bandi pubblici??

    Fino ad oggi si e’ fatto du tutto per ritardare le gare a causa dei politici/sindacaliati/balneari, con proroghe e leggi farloche, e adesso si dice che non ci sono i tempi.., ma e’ una barzelletta?

      • No ma che dicii!! ?
        Dopo aver goduto per decenni di proroghe illegittime e aver ottenuto dalla legge centinaio , il vostro vero obbiettivo, quello di perdere tempo grazie ad ulteriori contenziosi, ….cosa diciamo?
        Non possiamo fare le gare dall oggi al domani… in un anno , e cosi quei titoli che sono gia’ decaduti al 2020, continuerebbero a rimanere in vita anche nel 2024, giusto giusto per continuare a fatturare illecitamente.

        • Fatturare illecitamente? Ma come si permette? Si vergogni di fare certe insinuazioni. Non esiste moderazione in questo blog? Questa persona infama gratuitamente, andrebbe bandito subito e pure denunciato

          • Max non si alteri, riporto solo le sentenze della corte di cassazione penale che a piu’ riprese ha stabilito che le proroghe in violazione della direttiva Bolkestain, configurano occupazione abusiva e questo ancor prima del 2024.
            Ma lei queste cose le ignora perche’ non si rende conto della gravita’ della situazione

    • Teo Romagnoli says:

      La risposta del conte 2 all’Europa ( ultima risposta ufficiale del governo ) del gennaio 2021 dice chiaramente che le coste italiane in concessione NON devono andare a bando.. cosa dici mai ??

  2. Alex buongiorno, ma se intanto si fa una richiesta di subentro per queste 1/2 stagioni che restano, secondo te gli uffici demaniali fanno la pratica o la rigettano?

  3. Buongiorno, ma vi rendete conto che siamo da sempre in libero mercato, scusatemi ma se per mettere su uno stabilimento balneare con nuova concessione occorrono circa 600/700 mila euro, più avviamento commerciale, scusatemi ma io dico ma sapete quante attività ci sono in vendita a questi prezzi ? Ma di cosa stiamo parlando

    • Se mi permette di aggiungere pure il fatto che poi sarà una concessione a tempo e quindi fra X anni anche l’investitore di turno si troverebbe punto e a capo.

    • Teo Romagnoli says:

      Gente come carlo vuole I bandi a prezzi stracciati per aggiudicarsi il bagno a 200.000 mica comprarselo come sarebbe giusto e come hanno fatto gli attuali concessionari a queste cifre.. A CASA MIA SI CHIAMMA FURTO! Purtroppo non ce’ burocrate delle perizie pubblico che riconoscerebbe questi valori commerciali così alti…ci daranno un pugno di mosche e un calcio nel didietro, mentre noi siamo da anni la a pulire e lavorare, spazzare e ordinare, salutare e ringraziare , rastrellare e sbadilare sotto il sole, a mettere mogli e figli nei sacrifici, senza un giorno libero senza una domenica a spasso anzi lavoro doppio da anni e anni , investendo i soldi del frutto del nostro lavoro nella cosa pubblica e vivendo nell’incertezza..
      MERDE!

      • Esatto per evitare il furto deve partecipare ai bandi pubblici per utilizzare un bene pubblico, diversamente se ne deve andare dalla mia spiaggia.
        E non vi deve essere riconosciuto il valore d impresa perché la concessione e’ sempre stata a tempo

      • Nikolaus Suck says:

        “Purtroppo non ce’ burocrate delle perizie pubblico che riconoscerebbe questi valori commerciali così alti…” Giusto! E secondo te perché non c’é? Perché quel “valore commerciale così alto” è drogato dal non aver considerato la scadenza della concessione! E questo è un “errore” che avete fatto voi nei vostri contratti, lo Stato non c’entra niente.

        • Emiliano Spatti says:

          veramente l’ultima legge che validava la concessione al 2033, che è citata nel mio atto validato dal notaio per la compravendita del 2020, era emanata dal governo. Se non c’entra nulla lo Stato devo aver bevuto troppo quel giorno, ma credo di essere astemio da tutta la vita.

          • Nikolaus Suck says:

            Non confondiamo. Intanto le leggi non le emana il Governo ma il Parlamento. Ma soprattutto, quella delle compravendite aziendali post-145/18 in vista della scadenza ivi prevista al 2033 è una problematica particolare a parte, che si inserisce in quella più ampia e risalente cui mi riferivo io.
            Per valutare tale problematica specifica bisognerebbe considerare qualche altro elemento, ad esempio: 2020 quando/che mese? L’atto notarile in questione nella parte sulla determinazione del prezzo contiene clausole o considerazioni particolari? La “validazione” della concessione inclusa nell’azienda a sua volta in merito alla proroga precisava qualcosa o no?

  4. Nel mio comune sul lungomare centrale c’è una concessione demaniale comunale che ogni tot anni va a bando. L’anno scorso è stata assegnata a un tizio che se l’e’ aggiudicata a oltre 400.000 euro per 8 anni. Il tizio ha dovuto affittare tutta l’attrezzatura da spiaggia, non ha fatto nessuna miglioria alla struttura, l’anno scorso (visti i prezzi della mia zona) ci ha rimesso qualche decina di mila euro e quest’anno pare si sia dato alla macchia e non riapre. Questa non è fantascienza e nel mio racconto non c’è nessuna demagogia e nulla di inventato. Questo potrebbe essere un possibile scenario futuro di quando andremo a bando. Volevo solo riportare una esperienza diretta e portare qualcuno a meditare.

    • Siete fortunati, nel tuo comune, che si sia dato alla macchia. Nella nostra zona smettono di pagare il canone al comune e continuano ad esercitare, tanto prima che partano le diffide, le ordinanze, siano esaminati i ricorsi ecc. passano almeno 5 anni. Quando c’è la sentenza si dileguano ed intanto hanno fatto il cavolo che volevano tanto non rischiavano niente (i 400.000 € che dici sono certamente da dare 50.000/anno, non li hanno mica anticipati come quando rilevi uno stabilimento sul libero mercato).
      Egoisticamente non me ne frega niente. Non sono un ragazzino e so che riuscirò a mettere insieme il pranzo con la cena finché campo. Mi scoccia però vedere un settore di eccellenza sputtanato dalla demagogia di un branco di cretini che sono partiti da “uno vale uno” e “onestà onestà onestà” ed ora viaggiano in auto blu e piazzano amici e cugini nei ministeri, come quelli della prima repubblica.
      E mi scoccia che all’estero i settori economici che funzionano li proteggono, mentre noi li puniamo, Perché avere successo in Italia è una colpa da espiare.
      Prego, accomodatevi (con le dovute maniere e corrispondendo il dovuto a chi le aziende le ha create). Io mi preparo ad una terza età tipo finale del film Mediterraneo.

      • Carlo….. Tu invece sei tutt’altro che un mito….. Sei noioso e fastidioso. Con tutto rispetto per i pensionati però mi sempri proprio uno di loro che come un disco rotto ripetono sempre le stesse cose. Scommetto che durante il giorno vai a rompere i coglioni anche a quelli che fanno i lavori lungo le strade, dicendogli che tu li faresti meglio. Hai veramente dei seri problemi

    • Ma sicuramente è come dice lei. Dopo aver investito €400000 e poi qualche altra centinaia di migliaia di euro per migliorie e poi fra 8 anni perdi tutto perché poi c’è anche il tempo per ammortizzare i costi e quindi chissà fra 8 anni che ti viene rimborsato , quindi devi spalmare questi 5/600000 negli 8 anni.
      Se oggi comprassi una tabaccheria a €600000, che per il momento è ancora un investimento “statale” e quindi quasi sicuro, ti porti circa 200/250mila euro di aggi lordi. Penso che contando maccheronicamente , tolte tutte le spese e compresi quattro dipendenti ti puoi portare anche € 70/80000 netti.
      Poi sono scelte……..

    • Guardiamola dall’altro lato della barricata e mettiamo anche che il caso prospettato sia vero… Sbaglio o il comune, solo per il primo anno, ha quindi guadagnato 50.000 euro di canone? Perchè il discorso, alla fine dei conti, è tutto lì… Se la cifra è quella, è evidente che non c’è stata nessuna manipolazione del bando per favorire “amici degli amici” e che la collettività ha beneficiato enormemente (ripeto, 50.000 euro in un anno per una singola concessione) dall’assegnazione tramite gara… E se quest’anno non aprisse, amen, ci sarà una spiaggia libera in più in pieno “lungomare centrale”, roba introvabile in qualsiasi comune rivierasco, di questi tempi… L’anno prossimo, probabilmente, la concessione verrà rimessa a gara e questa volta verrà assegnata per una cifra inferiore (300.000?) fino a raggiungere il suo corretto valore di mercato…

  5. Massimo Sinceri says:

    Un infennizzo pari ai beni non ancora ammortizzati e basta? E il riconoscimento del valore di azienda? E le infrastrutture di nostra proprietà? Non ci siamo

  6. Co(n)Scienza says:

    Alla fine tutto si ridurrebbe a un unica questione: ci sono abbastanza spiagge ancora da concessionare / attività già concessionate in vendita per sopperire a questa cosi immanente, vorace ed Infinita domanda di di soldi e di persone che vogliono entrare nel mondo balneare o comunque su concessione demaniale?

    IO CREDO PROPRIO DI SI.
    Ne rimarrebbero sicuramente la maggior parte non “adottate” o non date in concessione.
    Ma allora perchè devono fare queste cosi a cazzo prima, a cazzo ora e a cazzo poi?
    Non venitemi a dire ” eh la concorrenza”, o ” eh non l’hai mica comprato / e di diritto ereditario” perchè mi scoppiano le sinapsi. Facciamo una similitudine: ” Qui c’è bisogno di levare e rottamare le macchine alle persone che le hanno da anni in concessione, per poi ri-assegnarle ex nuovo per darle ad altri che prima non le avevano, perchè sembra che ci sia necessità o perchè l’europa lo impone ( effettivamente solo a noi italiani a quanto pare).
    Ma allora vediamo quante macchine ci sono in totale, vediamo quanta gente c’ha la patente e la necessità reale di dover avere una macchina e quante se ne potrebbe costruire con i mezzi e le risorse che gia ci sono in “magazzino”. Chiediamo a chi già ce l’ha se tante volte volesse vendere la propria macchina ad un altra persona che potrebbe volere proprio quella e mettiamoli d’accordo tutelandoli. quanti sono? 2500? ok avanti.
    Fatto questo, quanti stronzi sono ancora senza macchina? 10.000? ok abbiamo i materiali per costruirne 5.000; dobbiamo “crearne” solo 5.000 ex novo. alla fine si devono fare solo 2500 delle 10.000, perche 7500 sono state “trasformate”: tutti contenti e nessuno piange o ride in faccia agli altri. E i soldi arriveranno, come ordito, a chi ne mangia a piattate tutti i giorni per vivere, perche sembra che il Pane ed il Vino gli facciano veleno.
    Sono numeri a caso ma rendono bene l’idea. E di macchine da costruire ne abbiamo moooolte più di quante ne potremmo mai usare e o mantenere. E’ semplice LOGICA .
    Non ci sono scuse, non ci sono ideologie politiche o strategie infime che tengano.
    Applicando un minimo, un MINIMO di buonsenso riusciremmo a Spuntare tutte le caselle del “formulario richiesto” senza che nessuno si impicchi o che debba piangere per il resto della vita.
    Io sono l’ultimo degli imbecilli, ma se ci sono arrivato io, mi domando perchè tra tutti “voi” e “Loro” autoproclamati Luminari e Genii, Esperti o Legiferatori del cazzo, non ci avete fatto nemmeno mezzo pensierino. Brutti madonnina..
    Alla fine vedete che non’ c’è bisogno di levare niente a nessuno, senza far esplodere una rivolta.
    Evitate di continuare ad apportare motivazioni, spiegazioni o qualsiasi altro argomento a favore della vostra tesi. Cozza con la Realtà, La Coscienza e la Logica, non ce la beviamo e ci incazziamo a peste al solo sentirvi pensare queste cose.

    Ai Colleghi/e Un Abbraccio.

    • Nikolaus Suck says:

      Realtà e logica impongono di considerare due piccolissimi dettagli: che le macchine si muovono e sono fungibili e le concessioni no. E che, volendo lo stesso stare al paragone, il telaio della macchina, senza il quale non è niente, è di qualcun altro.

  7. Per Carlo…..
    Devi solo rosicare perche’ la tua e’ solo invidia ma fattene una ragione perche’ una soluzione giusta che accomoda come giusto sia i concessionari uscenti la troveranno
    Intanto spero che ti tolgano il reddito di cittadinanza e di vederti rimboccare le maniche per rastrellare la spiaggia…..non certo tua
    Saluti

    • Accidenti, gli hai augurato la peggior cosa possibile, certi personaggi godono a tenere la schiena dritta e a farsi mantenere anche se purtroppo la pancia rimane vuota, che paese, chi lavora viene bastonato, e chi non ha capacità o voglia di lavorare viene premiato, ma dove vogliamo andare, come dice il nostro Presidente siamo come il parmigiano, e dovremmo essere tutelati, non presi a calci e additati come dei ladri abusivi

  8. A tutti coloro che non sono del settore: è facile fare proclami, inneggiare ad avere più spiagge libere per la fruizione dei bagnanti, additare contro i ricchi proprietari degli stabilimenti che sfruttano il territorio che è dello stato, e che quindi deve essere sfruttato da tutti e non sempre dagli stessi fannulloni evasori imprenditori balneari, è facile stare dietro una scrivania a disquisire con i colleghi su ciò che è giusto e sbagliato in materia di concessioni demaniali, giustamente voi anche se non siete del settore avete tutta la saggezza e l’esperienza per potere sentenziare, tanto lo stipendio vi arriva puntuale ogni mese e guarda caso siete sempre gli stessi fino alla pensione a prendere lo stipendio dallo stato, e no era la concorrenza e la libera e universale opportunità gli impieghi statali dovrebbero essere a termine magari ogni dieci anni rifacciamo i concorsi e chi è bravo si riconferma altrimenti spazio ad altri cittadini che magari da sempre aspirano ad un posto statale come aspirano alla stessa maniera ad avere una concessione demaniale, e allora cari disquisitori di problematiche al trui, perché non chiedete al governo di inserire anche questo nel ddl concorrenza o pari opportunità, perché io mi sono sempre rotto il culo a lavorare senza avere certezza di che stipendio mi sarei portato a fine stagione, io ho investito rischiando sulla mia pelle, e quando la stagione è andata male ovvero in pareggio e non ho portato nulla , ho pagato lo stesso il canone i diritti e le tasse, e ho pagato lo stesso gli stipendi a i mie impiegati e ho versato lo stesso i contributi Inps, e ho pagato lo stesso i consulenti fiscali e del lavoro, e ho pagato lo stesso le merci a i miei fornitori, è ho pagato lo stesso luce, gas e acqua, vedi quanto ho fatto girare l’economia? Anche senza che io abbia guadagnato nulla e tu impiegato figlio dello stato con il tuo lavoro quanta economia hai fatto girare? Morale della favola, prima di sputare sentenze su i problemi al trui riflettete fatevi un esame di coscienza e invece di andare contro un vostro connazionale che lavora da lavoro e fa girare l’economia, cercate di comprendere che interessi ha l’Europa sulle nostre coste, perché le concessioni le tolgono a noi ma le daranno ad altri, magari capitalisti stranieri o anche italiani, ma capitalisti e non micro imprese familiari che si sono fatte negli anni a discapito della precarietà che si creerà anche in questo settore.

  9. Francesco sei un mito, quindi il libero mercato comporta la compravendita di beni pubblici con proroghe continue.
    Cioe lo stato ti assegna direttamente la spiaggia e tu sei libero di vendere l attivita e quindi anche la spiaggia al miglior offerente.
    Un applauso a francesco

    • È questo che vogliono mantenere in quanto se vendessero la sola azienda senza poter disporre liberamente della spiaggia quanto potrebbe valere economicamente la sola azienda ? …… penso che il valore aziendale sarebbe molto ridotto in quanto è influenzato notevolmente dalla libera disponibilità o meno della spiaggia demaniale….

    • Scusa Carlo, io non venderei nessuna spiaggia, venderei la mia azienda, che insiste su una spiaggia dello Stato al quale è sempre stato pagato e sempre sarà pagato il canone. Canone deciso unilateralmente dallo Stato, che può decidere, anche domani, di raddoppiare o triplicare la cifra a sua discrezione, senza che io abbia voce in capitolo, canone sul quale insiste una fideiussione a garanzia per tutta la durata della concessione. Ti pare sia poco garantito lo Stato? Se la spiaggia fosse mia, sarebbe recintata e pagheresti un biglietto solo per entrare, invece deve essere di libera fruizione a tutti, con conseguenze penali qualora non fosse così, anzi, sono obbligato ad aprire e ad avere i servizi a disposizione di tutti (non solo i clienti) dalla tal data alla tal data, ripeto OBBLIGATO. Quindi perché la spiaggia sarebbe mia?

    • Esatto proprio così. Lo stato non avrebbe mai dovuto permettere la compravendita di queste attività negli anni e tutto questo caos non si sarebbe mai verificato. Purtroppo se ne è fregato e ora vorrebbe rimediare senza tenere conto di quello che il suo menifreghismo nei decenni ha creato. Quindi hai creato tu il disastro, tu rimedi facendo riconoscere i valori commerciali delle attività e poi procedi tranquillamente ai bandi, di modo che anche chi dovesse aggiudicarsi una concessione sarà tutelato tra x anni quando dovrà riandare a bando.

      • Nikolaus Suck says:

        Il problema non è, e non lo ha causato, lo Stato permettendo le compravendite delle attività, che vanno benissimo e sono anche contemplate dalla legge, ma ovviamente entro i limiti di validità e durata delle concessioni relative a tali attività. Il problema lo ha creato chi ha chiesto e pagato prezzi che di validità e durata se ne fregavano considerando eterne le concessioni e aziende. E oggi pretendono di invertire il principio fondamentale per cui le vicende delle aziende seguono quelle delle concessioni, non il contrario. E in questo lo Stato non c’entra niente.

  10. Ridicoli gli astisti, non si può fare la rotazione è antieconomica e senza prospettive , nessuno si impegna a fare impresa su qualcosa che scade. Siete dei folli voi e i burocrati europei e i grandissimi giudici della plenaria , che di demanio ci capiscono poco, le teorie sono una cosa la pratica è in altra, distruggere un settore per seguire teorie iper liberiste è una follia. E quando ve ne accorgerete sarà troppo tardi

    • sarà troppo tardi per noi. Per loro cosa cambia? Chi fa l’avvocato continuerà a farlo, chi fa l’impiegato statale pure…
      Non patiranno conseguenze dirette per aver distrutto un comparto che oggi funziona, e quindi se ne fregano ed enunciano panzane galattiche come fossero teorie da premio nobel per l’economia, tanto quando tali teorie venissero applicate e fallissero (come tutti gli addetti ai lavori sanno già da ora) daranno la colpa a qualcun altro, alla massoneria, alla mafia, al club bilderberg ed ai savi anziani di sion. In ultimo diranno che le puttanate che hanno detto sono colpa delle scie chimiche. Poveri padri della patria e poveri partigiani, vedessero oggi chi abbiamo mandato a governare questo paese per cui loro hanno combattuto…

  11. Fammi capire ci sei o ci fai?
    Non stiamo parlando di tua, inteso come proprieta’ privata, ma tua perche ‘ la usi esclusivamente tua a seguito di assegnazione diretta e/o proroga automatica.
    Mi cadono le braccia

  12. Luigi luigi, ai mai sentito di imprese che vincono un appalto pubblico che ha una scadenza?
    Se per te l iperliberismo e’ garantire a tutti la possibilità di concorrere per NOSTRI BENI, ben venga, chiamalo iperliberismo

    • Troppo semplice il discorso , se la butti sul bene pubblico allora alzo le mani, il fatto è che il bene pubblico ha un valore grazie all’impresa e ai sacrifici fatti, ora è chiaro che chi vuole lo stesso deve pagare per prenderlo, altrimenti quello che ho fatto anche io per la collettività sarebbe vano. Anche perché lo lo stesso bene lo rendevo non appetibile , brutto da vedere chi vuoi che se lo prenderebbe, lo stato nn solo deve garantirmi una. Buona uscita se perdo ma deve darmi la possibilità di continuare alle sue condizioni visto il lavoro fatto da me e dalla mia famiglia. Capisco che questo discorso è troppo complicato Carletto

      • Nikolaus Suck says:

        E’ il contrario. E’ l’impresa che ha un valore grazie al bene pubblico, senza cui non è niente e non esiste. E a chi “prende” il bene non necessariamente importa anche dell’impresa, tanto meno della stessa impresa attuale.

  13. Carlo, tu la puoi girare come vuoi, ma se sopra alla spiaggia c’è un azienda che funziona è giusto che rimanga dov’è, e sarebbe molto probabilmente sconveniente e antieconomico per lo Stato che non fosse così, visto che non stiamo parlando di un settore in crisi, anzi, tutt’altro. Quindi chi dovesse subentrare è giusto che rilevi l’azienda perché non è che va a fare altro, farebbe la stessa identica cosa che già sto facendo io e tu mi vuoi raccontare che non sarebbe un appropriarsi di un avviamento che non ti appartiene? Però le spiagge abbandonate da anni (c’è n’è sono in tutta Italia) nessuno le vuole? Come mai? Quindi tu rilevi l’azienda, se sei bravo riuscirai a dare ulteriore valore all’azienda che ti sarà riconosciuto a tua volta quando te ne andrai, diversamente, se non sei così in gamba come credevi, avrai un azienda che avrà il valore di una borsa di prugne, e quello ti verrà riconosciuto. Semplice ed equo mi sembra.

    • Andrea ma e’ possibile che continui a fare ancora discorsi che non hanno nessun senso giuridico?
      Nessun AVVIAMENTO E’ DOVUTO, nell ‘ atto concessorio e’ scritto che alla scadenza ve ne andate e portate le vostre cose con voi , altrimenti lo Stato le incamera.
      L avviamento configurerebbe un indebito riconoscimento che limiterebbe la possibilita’ di accesso a beni collettivi.

      • Carlo, ma lo hai capito che i titoli concessori hanno un testo basato sulla normativa previgente che stabiliva che (in estrema sintesi):
        1) se volevi restavi rinnovo dopo rinnovo (diritto di insistenza)
        2) se te ne andavi (e lo facevi di tua volontà, perché il diritto di insistenza ti tutelava) non avevi diritto a sostanzialmente nulla.

        Ora, avete voluto abrogare il diritto di insistenza. Ci può anche stare, ma non pretenderete che tutto il resto del corpus normativo resti intonso! Ed infatti si sta lavorando ad una riforma del sistema delle concessioni, e non solo ai meccanismi delle aste che ti stanno tanto a cuore.
        E vedrai che, come nelle bozze circolate, anche nel provvedimento finale il riconoscimento del valore aziendale e dell’avviamento ci sarà.
        Ci sarà perché è giusto, mentre l’esproprio che sognate tu ed i tuoi amici è una porcata. Sei libero di sperarci, e magari di riuscire a togliere per due lire l’azienda ad un balneare onesto, ma non sei libero di veder affermato che sia giusto.

        • E fai finta di non conoscere che quel testo che tu invochi , vigente per qualche anno, consentiva sempre allo stato di riprendersi l area in concessione, perche’ continui a far finta di niente?

          • “Le concessioni di durata superiore al ((quadriennio)) o che
            comunque importino impianti di difficile sgombero sono revocabili per
            specifici motivi inerenti al pubblico uso del mare o per altre
            ragioni di pubblico interesse, a giudizio discrezionale
            dell’amministrazione marittima.”
            La norma diceva questo. Come è evidente anche ai lavacani, essa non consente “sempre” allo stato di riprendersi la spiaggia, ma solo per determinati motivi, da ben specificare nell’atto di revoca sennò il TAR bocciava il provvedimento.
            Nel dopoguerra sai quante concessioni sono state revocate? Una, quella dei Bagni Liggia di Genova.
            Come vedi non faccio finta di niente. Al contrario di te, io ho studiato un pochino all’università degli studi e parecchio all’università della vita. Non sfidarmi.

            • Nikolaus Suck says:

              Sbagliato. Purtroppo almeno per queste cose l’università della vita (che tocca a tutti) non sostituisce quella degli studi. Intanto confondi scadenza e revoca che invece sono due cose diverse. Semplificando per massima comprensione la scadenza è un effetto giuridico prodotto dal mero “fatto” del decorso del termine. La revoca è un “atto” espresso e volontario. Pertanto la motivazione occorre solo per il secondo, non per la prima (dove anzi non è proprio possibile).
              Ma anche a prescindere da questo e addirittura se così non fosse, eccome se lo Stato poteva riprendersi “sempre” la spiaggia: oltre agli “specifici motivi inerenti il pubblico uso del mare” ci sono le generiche “altre ragioni di pubblico interesse” e la precisazione che si tratta di un “giudizio discrezionale dell’amministrazione”. Le ragioni di pubblico interesse possono essere le più varie (anche solo un diverso sfruttamento o una migliore redditività), e giudizio discrezionale significa “discrezionalità” amministrativa, che per definizione non è sindacabile dai TAR, se non entro limiti ristrettissimi, perché attiene a scelte c.d. di merito liberamente apprezzabili dalla p.a..

            • Andrea, se nell atto di proroga al 2033 il dirigente comunali non ha condizionato il provvedimento alle possibili conseguenze della sentenza dek Consiglio di Stato ( e dubito che non lo abbia previsto) potresti rivalerti nei confronti del Dirigente, anche se a mio avviso susxiste un concorso di colpa, perche anche tu non potevi non sapere che la proroga al 2033 era farlocca

          • “Concorso di colpa perché non potevi non sapere che la proroga era farlocca” è il massimo delle puttanate che ho letto, cioè io, in teoria, sarei deputato a valutare se una legge, votata dalla maggioranza ed emanata dal Parlamento sia farlocca? Ma te ti sei bevuto il cervello Carletto, fatti dare un occhiata

            • Nikolaus Suck says:

              Io mi documenterei prima di parlare di “puttanate”. Come ogni imprenditore deve e ha l’onere di fare: La Cassazione penale Sez. III, 5.4.2011, n. 35964 ti dice che l’errore sulla legge può essere invocato dall’operatore professionale di un dato settore “solo ove dimostri, da un lato, di aver fatto tutto il possibile per richiedere alle autorità competenti i chiarimenti necessari e, dall’altro, di essersi informato in proprio, ricorrendo ad esperti giuridici, così adempiendo il dovere di informazione”.
              Principio affermato dalle Sezioni Unite fin da n. 8154 del 18.7.1994 e ribadito sempre da Cass. Penale III 9.1.2014 n. 7267 proprio per i balneari, i quali appunto “non potevano ignorare che, per effetto della Direttiva comunitaria, alla scadenza le concessioni non potevano essere prorogate automaticamente”.
              E se era così e si sapeva e doveva sapere nel 2014 per la precedente “proroga automatica”, figurarsi nel 2019/2020, quando a) c’era già stato un analogo precedente significativo; b) la giurisprudenza contraria alle proroghe automatiche era consolidata, e c) era noto non solo nel settore ma nell’opinione pubblica che lo stesso Centinaio sapeva e aveva detto “di essere in infrazione al 99%”.
              O vuoi far “dare un’occhiata” anche a tutti i giudici della Cassazione?

            • Suck, mi sa che come al solito la stai facendo semplice, quindi un estensione della concessione in attesa di una legge di riordino, quella Centinaio per intenderci, non è valida, mentre la finestra di 2 anni, ma che poteva essere 1 giorno o 100 anni a loro discrezione, lasciata dai giudici sostanzialmente per lo stesso motivo è valida. Qualcosa non mi torna, ci sarà da discutere mooolto nei tribunali

  14. E siiiiiiii abbiamo capito Carlo e ha ragione su tutto. Ad oggi le leggi sono queste e le danno ragione, ma le leggi si cambiano e gli articoli del codice della navigazione possono essere abrogati come già avvenuto in passato.Lasci perdere quello che lei si augura sul futuro dei Balneatori, ma tornando al mondo reale davvero scommetterebbe un solo euro sul fatto che le cose andranno davvero come lei spera?

    • Io spero in un sistema di legalita’ che consenta a tutti di poter concorrere per una concessione, contrapposto ad un sistema di illegalita’ diffusa che consentiva a pochi di utilizzare beni collettivi atraverso proroghe illegittime la cui consapevolezza era nota da decenni

  15. Carlo non ho ancora capito se fai finta o ci sei per davvero
    Le aste non cambiano la situazione…anzi la peggiorano perche’ al posto della conduzione familiare verranno le multinazionali quindi dove sta la concorrenza che deve portare benefici al turista ??
    E poi pensi veramente che tutti possano gareggiare per avere un pezzo di spiaggia ??
    Troppo facile pensare alle aste come una possibilita’ di avere una concessione per i comuni mortali
    Mi ripeto …sei solo invidioso e con la scusa del bene pubblico ci godi a vedere famiglie rovinate solo perche’ negli anni si sono migliorate economicamente

  16. Buongiorno Sig Carlo, mi pongo un quesito ma cosa ci fa lei nel nostro blog, avvelenare solo gli animi dei balneari?
    I balneari hanno le loro ragioni per tutelare i propri interessi , lei che problema ha?
    Vuole l’ombrellone gratis?
    Venga nel mio stabilimento la sistemo io, altrimenti vada su un sito di belle signorine e inizi a chattare con loro.
    Porti con se anche Mister Stuck , un po’ di abbronzatura gli farà bene

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