Opinioni

Governo Pd-M5S, lo scenario per la riforma delle spiagge

Se andrà in porto l'accordo tra Di Maio e Martina, per le concessioni balneari si riavvicinerà il DDL sulle evidenze pubbliche con periodo transitorio. Ecco perché.

Il matrimonio con la Lega non s’ha da fare, e così il Movimento 5 Stelle ha scelto di allearsi con il Partito democratico. Per quanto concreta, per il momento l’ipotesi non è ancora confermata – il Pd deciderà infatti solo con la direzione del prossimo 3 maggio – ma se così fosse, per gli imprenditori balneari potrebbe avvicinarsi lo scenario delle evidenze pubbliche dopo un breve periodo transitorio.

La situazione è urgente

Com’è noto, per il settore degli stabilimenti balneari è necessaria una riforma che restituisca certezza dopo l’abrogazione del rinnovo automatico delle concessioni, avvenuta nel 2010 con l’intento di adeguarsi alla direttiva europea Bolkestein sulla liberalizzazione dei servizi. L’ultimo governo Gentiloni aveva provato ad approvare un disegno di legge che prevedeva le evidenze pubbliche dopo un periodo transitorio e con il riconoscimento del valore commerciale e della professionalità, ma l’ostruzionismo delle opposizioni ha fatto arenare la riforma in Senato. La questione rimane però urgente, dal momento che la maggior parte delle concessioni scadrà il 31 dicembre 2020.

Le posizioni della politica

Su questo tema, le principali forze politiche in campo sono divise in due schieramenti. Da una parte il centrodestra (Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia) che rifiuta qualsiasi tipo di gara sugli attuali stabilimenti balneari, aiutato dalla recente presa di posizione dell’ex commissario europeo Frits Bolkestein che, la scorsa settimana all’evento romano organizzato da Donnedamare (vedi notizia), ha dichiarato come le spiagge non dovrebbero rientrare nella sua direttiva in quanto si tratta di beni e non di servizi. Dall’altra parte, invece, ci sono il Partito democratico e il Movimento 5 Stelle, che sostengono come le concessioni balneari debbano andare all’evidenza pubblica, pur tutelando gli attuali titolari tramite il riconoscimento del valore commerciale in caso di perdita dell’impresa e della professionalità acquisita per essere favoriti in fase di gara.

Il rebus delle alleanze

Subito dopo le elezioni, quando una maggioranza targata Lega-5 Stelle sembrava possibile, ci eravamo chiesti (vedi articolo) come potessero queste due forze politiche accordarsi su un tema così complesso, partendo da due idee praticamente opposte. Ma ora sembra che il problema non si ponga più: sfumato l’accordo con Salvini, il leader pentastellato Di Maio si è infatti rivolto ai democratici, e il loro attuale segretario Martina non si è affatto tirato indietro. Ne deriva che, se la sintonia dovesse proseguire, Pd e M5S potrebbero chiudere in tempi brevi la partita sulle spiagge, partendo da due posizioni molto più simili e quindi dall’ultimo disegno di legge arenatosi in Senato.

L’ostacolo della maggioranza

Resta il fatto che il governo centrosinistra-cinquestelle è tutt’altro che scontato. Pare infatti che una consistente fetta del Partito democratico sia contraria a qualsiasi tipo di alleanza con i grillini – senza contare che, anche in caso di un accordo, la maggioranza in parlamento sarebbe risicatissima e non basterebbe di certo a risolvere un tema controverso come quello delle concessioni balneari. Soprattutto pensando che, in questo caso, il centrodestra proseguirebbe la sua azione di ostruzionismo allo scopo di bloccare le evidenze pubbliche.

Insomma, il futuro degli imprenditori balneari è al momento ancora pieno di ombre e si potrà sapere qualcosa in più solo a partire dal 3 maggio, quando la direzione del Pd si riunirà per decidere se intraprendere un percorso di alleanza con i 5 Stelle. Ma anche in questo caso, temiamo che la lunga questione balneare sia ancora ben lontana da una soluzione.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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