Calabria

“Governo inerte, concessioni balneari valide fino al 2024”: la provocazione di un Comune calabrese

Il sindaco di Santa Maria del Cedro annuncia di volersi avvalere della deroga prevista dalla legge 118/2022. E attacca il governo Meloni.

Con l’avvicinarsi della scadenza delle concessioni balneari, le amministrazioni dei Comuni costieri sono in confusione. Il Consiglio di Stato ha imposto il termine dei titoli per la fine di quest’anno, ma la legge 118/2022 del governo Draghi ha ammesso un ulteriore anno di deroga in caso di “ragioni oggettive che impediscono la conclusione della procedura selettiva entro il 31 dicembre 2023“. Nel caso in cui un’amministrazione comunale voglia avvalersi dell’anno bonus, va però emesso un provvedimento giustificativo apposito. È proprio ciò che intende fare la giunta di Santa Maria del Cedro, in Calabria, che la settimana scorsa ha pubblicato un comunicato stampa per annunciare la sua intenzione di estendere la validità delle concessioni balneari fino al 31 dicembre 2024. Lanciando anche una stilettata al governo, reo di non avere ancora deciso nulla di concreto sul rinnovo dei titoli.

«In vista della scadenza della validità delle concessioni demaniali fissata alla data del 31 dicembre 2023, in ossequio al contenuto dell’articolo 3 della legge 118/2022, la giunta darà a giorni indirizzo al responsabile del settore demanio Claudio Adduci per predisporre quanto necessario per addivenire alla proroga delle concessioni in essere sino al 31 dicembre 2024», informa il comunicato del sindaco di Santa Maria del Cedro Ugo Vetere. «Infatti la legge 118/2022 prevede espressamente che allorquando vi siano ragioni oggettive che impediscono la conclusione della procedura selettiva o difficoltà legate all’espletamento delle procedure di gara, l’autorità competente con atto motivato può differire la scadenza delle concessioni in essere per il tempo necessario alla conclusione della procedura. Aggiunge la norma che fino a tale data l’occupazione dell’area demaniale da parte del concessionario è legittima».

A questo punto arriva la frecciata al governo: «Ancora una volta i sindaci e le amministrazioni comunali si devono sostituire al governo centrale, che a tre mesi dalla scadenza della validità dei titoli concessori non ha affrontato la problematica e non ha dettato i principi e le linee guida ai quali le amministrazioni comunali devono attenersi, sia con riferimento ai contenuti delle gare che ai diritti di chi oggi è titolare di concessione demaniale. Senza dimenticare che, nel silenzio governativo, gli uffici comunali dovrebbero in soli tre mesi procedere al compimento dell’intero iter previsto dalla normativa di riferimento, ovvero pubblicare il bando (senza riferimenti normativi), procedere all’espletamento delle procedure di gara e determinare l’indennizzo in favore di chi oggi è titolare di concessione demaniale».

Conclude la nota del sindaco di Santa Maria del Cedro: «Resta inteso che, qualora la “politica alta” dovesse intervenire in materia, l’amministrazione comunale e l’ufficio demanio si adegueranno alle decisioni. In questa fase di totale immobilismo da parte del governo centrale, che in materia tanto ha promesso ai titolari di concessioni balneari, compito di un’amministrazione comunale è quello di tutelare non solo gli imprenditori del settore turistico e i lavoratori, ma soprattutto la sua comunità, che vive di turismo e che, se alla data del 31 dicembre 2023 saranno rimossi gli stabilimenti balneari ad oggi presenti sul litorale, non potrebbe garantire per la primavera/estate del 2024 quei servizi essenziali che assicurano sul territorio la presenza di turisti».

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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