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Balneari, gli attacchi contro Calenda e le difese del governo

Le forze di centrodestra e i sindacati di categoria prendono le distanze del ministro, difeso invece dal sottosegretario al turismo Dorina Bianchi.

Non si placa la polemica contro il ministro allo sviluppo economico Carlo Calenda, che ha definito la situazione delle concessioni balneari «vergognosa», caldeggiando immediate procedure di gara (vedi notizia). Ai duri attacchi del senatore Maurizio Gasparri (Forza Italia) e di Fabrizio Licordari (presidente Assobalneari-Confindustria), già riportati in questo articolo, sono seguiti quelli di Gian Marco Centinaio (Lega Nord) e Carlo Fidanza (Fratelli d’Italia), e anche i sindacati Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti, Oasi-Confartigianato e Cna Balneatori hanno preso le distanze dalle dichiarazioni del ministro. Il governo ha invece difeso Calenda, con il sottosegretario al turismo Dorina Bianchi che ha precisato come le parole del ministro siano state pronunciate «a titolo personale» e perciò «non possono essere strumentalizzate».

I sindacati Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti e Oasi-Confartigianato, con i rispettivi presidenti Riccardo Borgo, Vincenzo Lardinelli e Giorgio Mussoni, hanno inviato stamane una lettera al ministro che recita così: «Egregio ministro, è di questi giorni una sua dichiarazione sulla vicenda degli ambulanti nella quale ha avuto modo di fare un fugace cenno anche agli stabilimenti balneari che ci ha lasciati, a dir poco, perplessi. Cenno che ci è parso frutto di scarsa e parziale conoscenza di un settore composto da circa 30.000 piccole e medie imprese, prevalentemente a gestione familiare e che vede occupati circa 100.000 addetti diretti. E’ nostro costume, prima di avviare qualsivoglia polemica e nel rispetto dei reciproci ruoli, capire le ragioni di affermazioni che, ne siamo certi, non sono frutto di aprioristico ostracismo e, di conseguenza, si basano su dati e conoscenze assolutamente parziali e lontane dalla complessità e diversità di imprese che svolgono la loro attività lungo gli 8.000 chilometri di coste italiane. Ci farebbe quindi piacere poterci incontrare e, con franchezza, confrontarci sul presente, sulla natura storia e futuro delle nostre aziende. In attesa di un cenno di riscontro e, auspichiamo, di un incontro ci è gradita l’occasione per inviare i migliori saluti».

Anche Cna Balneatori commenta negativamente le parole del ministro: «Si tratta di parole inaccettabili – dice il coordinatore Cristiano Tomei – che prendono un ago nel pagliaio per farne un caso generalizzato. Cna Balneatori continuerà a contrastare le evidenze pubbliche delle concessioni balneari, previste anche dal disegno di legge varato un mese fa dal governo che non tutela affatto le imprese esistenti. Lo Stato non può mettere in liquidazione 30.000 attività, espropriandole del loro lavoro e degli investimenti che hanno realizzato. I balneari e gli ambulanti siano messi fuori dalla Bolkestein, una direttiva sciagurata che non può essere applicata in modo retroattivo, senza tenere conto dei sacrifici di migliaia di famiglie».

Per quanto riguarda la politica, così il senatore Gian Marco Centinaio (Lega Nord): «Calenda è un irresponsabile, le ultime dichiarazioni sulla direttiva Bolkestein sono da ricovero. Il governo vuole azzerare il settore dei balneari. Parliamo di 30.000 aziende e di 300.000 lavoratori che orbitano in questo settore, Calenda dovrebbe portare rispetto e perseguire la strada della mediazione per trovare una soluzione politica. È evidente che il ministro non conosca la questione delle concessioni balneari, e questa è una cosa gravissima visto che è proprio lui che deve esprimersi sulla materia delle procedure del rinnovo delle concessioni. Non capiamo come mai Spagna e Portogallo abbiano goduto di un trattamento di favore mentre l’Italia debba sottostare a norme che uccideranno l’economia balneare. Il governo si svegli e pretenda che anche in Italia le concessioni siano come quelle di Spagna e Portogallo».

Dello stesso avviso Carlo Fidanza (Fratelli d’Italia): «Con le sue farneticanti dichiarazioni contro i balneari, il ministro Calenda ha dimostrato di non sapere nulla delle 30mila imprese di questo comparto, che rappresenta un unicuum in Europa. Evidentemente però nei suoi pochi mesi da ambasciatore dell’Italia presso l’Ue ha avuto modo di capire che lobby e multinazionali vogliono le nostre spiagge e quindi si è subito allineato agli sponsor dei suoi governi. Chiediamo al ministro Costa, che sta sostenendo la bontà del disegno di legge che spalanca le porte alle aste raccontando ai balneari che verranno tutelati, di prendere le distanze da questo “apprendista stregone” che parla di cose che non conosce, con un astio ideologico inaccettabile nei confronti di una intera categoria».

Ma in serata sono arrivate le difese del sottosegretario al turismo Dorina Bianchi: «Il governo è dalla parte dei balneari, a differenza di quello sostiene la Lega Nord nella sua perenne campagna elettorale. Infatti con il ddl delega sulle concessioni demaniali marittime presentato dal ministro Costa abbiamo dato una risposta alle preoccupazioni degli operatori del settore. Si tratta di un provvedimento equilibrato che tiene in considerazione l’attuale panorama normativo europeo ma anche gli investimenti, il valore commerciale e la professionalità delle imprese del settore. Siamo ben consapevoli dell’importanza del comparto, che apporta un valore aggiunto di 14 miliardi di euro e che rappresenta un settore strategico per lo sviluppo del turismo e dell’innovazione del prodotto turistico. Le opinioni espresse dal ministro Calenda, come lui stesso ha precisato, sono a titolo personale e non possono essere strumentalizzate. Bisogna pensare al bene del settore non a fare facili proclami».

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