Lazio Sib-Confcommercio

Emergenza coronavirus, l’impatto sugli stabilimenti balneari del Lazio

Sib: "Gestori e dipendenti sono fermi, ma è necessario per preservare la salute pubblica"

«Sono circa mille nel Lazio gli stabilimenti balneari chiusi a causa dell’emergenza coronavirus, e sono molte le incertezze in previsione dell’estate e tante le speranze di riprendere al più presto le attività all’interno delle concessioni». Lo rende noto un comunicato del Sib-Confcommercio Lazio.

«In altri tempi, in vista della stagione estiva, questo sarebbe stato un periodo di intensa attività, con lavori di manutenzione e allestimento delle strutture che negli ultimi anni si cercava perfino di anticipare, in vista della Pasqua», sottolinea il Sib Lazio. «Proprio grazie alle delibere sulla destagionalizzazione, alcuni Comuni avevano lanciato veri e propri programmi di anticipazione della stagione balneare con eventi di intrattenimento, anche molto attesi da coloro i quali si recavano nelle località balneari per trascorrere le festività pasquali. In questo momento così delicato, però, è necessario preservare la salute per far fronte all’emergenza del coronavirus. Gli imprenditori balneari sono tutti a casa con i familiari, così come i dipendenti, in attesa che questa epidemia passi, nel rispetto della salute di tutti noi e dei nostri clienti».

Prosegue il Sib: «Siamo ora in attesa di buone notizie, di vedere che i numeri dei contagi finalmente invertano la tendenza e lascino filtrare quello spiraglio di ottimismo che ci consenta di programmare l’uscita dall’emergenza. Gli stabilimenti balneari sono sinonimo di benessere dell’aria di mare, di bagni di sole e di attività all’aria aperta, e proprio questo aspetto potrebbe offrire buone speranze di essere tra le prime attività a riprendere l’operatività, appena lo deciderà il governo. Gli stabilimenti balneari nel Lazio rappresentano una buona fetta di economia regionale, tra occupati e indotto: bagnini, camerieri, baristi, manutentori, personale stagionale mediamente assunto a partire dal mese di marzo/aprile fino a settembre/ottobre. Personale stagionale che avremmo assunto e che speriamo vivamente venga tutelato dal governo per i mesi andati perduti, perché sono un elemento davvero prezioso e importante, soprattutto per le realtà locali. Speriamo, appena terminata l’emergenza sanitaria, che si possa riprendere a lavorare per salvare almeno i mesi estivi, per i tanti concessionari che avevano già iniziato i lavori e per le innumerevoli spese già sostenute dalle aziende».

«Ma non è solo il coronavirus a preoccupare la categoria dei balneari», conclude il Sib. «Ci sono anche le concessioni a scadenza nel 2020 e le difficoltà dei vari Comuni del Lazio per il rilascio dell’estensione delle concessioni demaniali marittime fino al 2033, disposta dalla legge 145/2018. Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti i sanitari, le amministrazioni comunali, le forze dell’ordine e i volontari per il lavoro che stanno svolgendo, e anche i nostri clienti che nel rispetto totale delle restrizioni decise dal governo, con video e foto di vita quotidiana, continuano a inviare messaggi di sostegno e di speranza».

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Sib Confcommercio

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Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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