Toscana

Decreto acque potabili in spiaggia, il caso arriva in Regione Toscana

La consigliera Mercanti (Pd) ha presentato un'interrogazione sulla vicenda dei pozzi artesiani

La vicenda dell’approvazione del decreto legislativo che attua la direttiva Ue sulla qualità delle acque destinate al consumo umano, con particolare riferimento alle recenti questioni sollevate dai balneari della Versilia sui pozzi artesiani, approda in Regione Toscana. La consigliera regionale del Pd Valentina Mercanti ha infatti presentato un’interrogazione al presidente Eugenio Giani per chiedere «se non ritenga opportuno attivare un tavolo di confronto con le aziende di unità sanitarie locali, gli operatori balneari e le relative rappresentanze di categoria per valutare l’adozione di soluzioni condivise che possono essere intraprese nel rispetto della competenza regionale» e «parallelamente, se non ritenga opportuno attivarsi nei confronti del governo per valutare l’adozione di misure che, ferma restando la necessità di garantire la sicurezza e la salute dei cittadini in materia di salubrità delle acque, possano evitare conseguenze negative per gli operatori in vista della prossima stagione balneare e mantenere inalterata, conseguentemente, la competitività delle zone turistiche della costa toscana».

Spiega Mercanti: «Nei giorni scorsi sono emerse forti preoccupazioni sull’applicazione pratica della normativa, espresse in particolare dagli operatori balneari e dalle relative rappresentanze di categoria. Le preoccupazioni, com’è noto, scaturiscono dal fatto che le nuove disposizioni del decreto sembrerebbero rendere necessario l’utilizzo di acqua potabile per le docce e i lavapiedi in spiaggia, mettendo a rischio la tradizionale pratica di utilizzare l’acqua proveniente da pozzi, cosa che potrebbe portare a un aumento della richiesta di acqua potabile dall’acquedotto pubblico durante la stagione estiva, con possibili conseguenze negative sull’approvvigionamento idrico».

«La Regione non ha competenze dirette sulla materia, che sono invece affidate alla disciplina statale», sottolinea Mercanti. «Ci sono poi i controlli, affidati alle ASL, che per la loro natura tecnica potrebbero non essere conclusi, o raggiungere un esito definito, entro l’avvio della stagione estiva. Per questo, con la mia interrogazione, intendo sollecitare un tavolo di confronto tra Regione, aziende ASL e operatori balneari e, al tempo stesso, un impegno nei confronti del governo nazionale teso a scongiurare conseguenze negative sulla prossima stagione estiva».

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