Norme e sentenze Veneto

Consulta boccia legge Veneto su concessioni balneari: “Materia di competenza statale”

La Corte costituzionale ha censurato l'articolo che obbligava il concessionario subentrante nella gestione di uno stabilimento balneare a riconoscere l'indennizzo del 90% al precedente titolare

Le norme che stabiliscono i criteri e le modalità di affidamento delle concessioni demaniali marittime sono di esclusiva competenza statale. Lo ha ribadito di recente la Corte costituzionale con la sentenza n. 222 del 23 ottobre 2020, che si è espressa sulla legittimità dell’articolo 54, commi 2 – 3 – 4 – 5, della legge regionale del Veneto n. 33/2002.

Le norme giudicate dalla Consulta, nel disciplinare le modalità di svolgimento delle procedure comparativa per il rilascio delle concessioni per demaniali marittime a uso turistico-ricreativo, prevedono il pagamento di un indennizzo in favore del gestore uscente quale condizione per l’aggiudicazione della concessione al subentrante, pena l’esclusione dalla gara. Nello specifico, la legge regionale veneta determina l’ammontare dell’indennizzo al 90% del valore dell’azienda del gestore uscente, come asseverato sulla base di una perizia giurata da inserire fra gli atti dell’avviso di gara.

I giudici della Corte costituzionale hanno dichiarato l’illegittimità di tali norme, in quanto la materia è di esclusiva competenza statale in base all’articolo 117 della Costituzione. «In siffatta competenza esclusiva, le pur concorrenti competenze regionali trovano così un limite insuperabile», spiegano i giudici nella loro articolata sentenza, sottolineando anche che la stessa normativa dell’Unione europea, pur consentendo al legislatore nazionali di adottare garanzie per l’ammortamento degli investimenti effettuati dal gestore uscente, al contempo non permette alle Regioni di alterare le modalità con cui il legislatore statale, nell’ambito della sua competenza esclusiva, ha inteso dare attuazione a tale prerogativa. Inoltre, sempre secondo la Consulta, alle Regioni non è nemmeno consentito di intervenire quando il legislatore non si sia avvalso di questa possibilità, tenuto conto che, ai fini di tale attuazione, assume rilievo il riparto costituzionale delle competenze.

Non è la prima volta che la Corte costituzionale si esprime in merito a leggi regionali che sono andate a disciplinare la gestione del demanio marittimo. Negli ultimi dieci anni, infatti, sono state numerose le Regioni che hanno cercato di colmare un vuoto normativo da parte dello Stato, reo di non avere ancora varato una riforma generale sulle modalità di rilascio delle concessioni degli stabilimenti balneari, dopo avere abrogato nel 2010 il “rinnovo automatico” al medesimo titolare su cui in precedenza si reggeva il sistema. Tra le Regioni che nel tempo sono intervenute in materia ci sono l’Emilia-Romagna, la Toscana, l’Abruzzo e la Liguria; ma la Corte costituzionale ha sempre censurato le norme, ribadendo l’esclusiva competenza statale.

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