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Concessioni spiagge, Breton: “È nell’interesse dei balneari restare dentro la Bolkestein”

Il commissario Ue al mercato interno lo ha detto rispondendo a un'interrogazione dell'eurodeputata Bizzotto

«È nell’interesse dello stesso settore turistico balneare rientrare nell’ambito di applicazione della direttiva Bolkestein». Lo ha detto il commissario europeo al mercato interno Thierry Breton, rispondendo a una recente interrogazione dell’eurodeputata Mara Bizzotto (Lega) che chiedeva di escludere i balneari dall’applicazione della direttiva sui servizi come misura di compensazione per i danni subiti dalla pandemia del covid-19.

La dichiarazione di Breton

«La direttiva 2006/123/CE (direttiva sui servizi) garantisce che tutte le restrizioni imposte ai prestatori di servizi, compresi i prestatori di servizi ricreativi e turismo balneare, siano giustificate, proporzionate e non discriminatorie», sottolinea Breton. «Essa fornisce un quadro per la parità di trattamento di tali prestatori di servizi e promuove l’innovazione e la concorrenza leale nel settore. È pertanto nell’interesse del settore stesso rientrare nell’ambito di applicazione della direttiva».

«In particolare – prosegue Breton nella sua risposta alla Bizzotto – l’articolo 12 della direttiva sui servizi garantisce che le autorizzazioni il cui numero è limitato per via della scarsità delle risorse naturali, come le autorizzazioni per l’utilizzo di demanio marittimo (le cosiddette “concessioni balneari”), siano concesse tramite una procedura aperta, basata su criteri non discriminatori e obiettivi. Ciò è stato confermato dalla Corte di giustizia dell’Unione europea nella sentenza della causa “Promoimpresa”. Chiaramente i cittadini e le imprese hanno diritto a una procedura aperta, trasparente e imparziale quando si tratta di decidere a quali imprese concedere il diritto di utilizzare il demanio pubblico (in
questo caso le spiagge) per offrire i propri servizi. Per queste ragioni, la Commissione ritiene che non sarebbe opportuno presentare una proposta legislativa per sospendere in futuro l’applicazione della direttiva sui servizi alle concessioni balneari. La Commissione è in contatto con le autorità italiane al fine di eliminare l’attuale incertezza giuridica, a beneficio degli attuali e dei futuri prestatori di servizi balneari in Italia».

La manipolazione della stampa italiana

La risposta di Breton è stata l’ennesima occasione, per la stampa italiana, di travisare la questione dando un peso eccessivo e distorto alle parole del commissario. Alcuni giornali infatti hanno dato la notizia in maniera del tutto fuorviante (su tutti si veda Il Messaggero), riportando solo alcune brevi parti delle dichiarazioni di Breton e manipolandole per far credere che la Commissione europea abbia sbottato contro l’Italia chiedendo di istituire le gare immediate sulle concessioni balneari. Il nostro parlamento, infatti, ha confermato nel recente “decreto rilancio” l’estensione dei titoli esistenti fino al 2033 già istituita dal precedente governo con la legge 145/2018, e da allora su molti media è in atto una campagna particolarmente accanita contro la categoria.

Come precisano Piero Bellandi e Cristina Pozzi, tra i massimi esperti italiani in materia di concessioni demaniali marittime, «le parole di Breton sono state riportate da molti giornali con delle iperboli del tutto assenti dalla dichiarazione originale. Il commissario non ha detto affatto che “le spiagge devono andare a gara”, ma si è limitato a ricordare che, secondo il suo parere, le concessioni balneari non possono essere sottratte dall’applicazione della direttiva europea sui servizi. E questo, come giustamente dice Breton, è un vantaggio per la categoria: restando all’interno della Bolkestein, infatti, si possono sfruttare tutti i motivi imperativi di interesse generale per tutelare gli attuali imprenditori balneari, come il legittimo affidamento, l’interesse transfrontaliero certo e la non scarsità di risorse. Molto peggio sarebbe invece escludere le concessioni demaniali marittime dalla direttiva Bolkestein, in quanto ciò non significherebbe affatto evitare le evidenze pubbliche, anzi al contrario comporterebbe delle gare senza alcun paracadute. Ma purtroppo la complessità del discorso è stata eccessivamente semplificata da molti giornalisti, ai quali farebbe bene un corso accelerato di informazione in materia di concessioni balneari».

Per approfondire

La risposta integrale del commissario Thierry Breton all’eurodeputata Mara Bizzotto può essere scaricata sul sito del parlamento europeo.

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Alex Giuzio

Alex Giuzio

Giornalista specializzato in turismo balneare, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. È caporedattore di Mondo Balneare.
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    Scusate ma la stessa Pozzi e Bellandi avevano in altri articoli l’opportunità di uscire dalla Bolkestein mentre ora dicono che è meglio rimanerci…mah?!

    • Piero Bellandi
      Piero Bellandi says:

      Rispondo per dare un’interpretazione autentica al mio (nostro) pensiero.
      NON ABBIAMO MAI DETTO DI ESCLUDERE LE SPIAGGE DALL’AMBITO DELLA DIRETTIVA SERVIZI.
      Noi sosteniamo che nella DIRETTIVA SERVIZI e nella sua ’interpretazione’ della CORTE DI GIUSTIZIA ci sono contenute tutte le disposizioni per far sì che la procedura pubblica di selezione avvenga SENZA GARE o al peggio con correttivi di preferenza definiti ai sensi del comma 3 dell’art.12 della stessa Direttiva. Ovvio che dello stesso parere dovranno essere le istituzioni europee.

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    la playa cz says:

    Mica chiaro il discorso! Si presta a svariate interpretazioni come d’altronde lo è la legislazione in generale che ogni giudice interpreta a modo suo, figuriamoci giornalisti e politici di parte sia dall’una che dall’altra.

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    Alessandro says:

    Il caos legislativo è tipico dell’Europa non solo in chiave Bolkestein, l’importante è essere complessi e poco chiari, ciò che importa a questi signori è mettere mano e appropriarsi di un importante settore economico, quello turistico, a costi zero. Settore ben distribuito a tante famiglie italiane che da da mangiare ad altrettanti lavoratori, italiani e non. A questi burocrati piacciono i grandi gruppi, le multinazionali, tutto ciò che possa in qualche maniera distribuire qualche briciola anche a loro stessi altro che principi non discriminatori ed obbiettivi. Il settore balneare in Italia è gestito benissimo, con grande professionalità e sarebbe un gravissimo errore metterlo nelle mani dei grandi gruppi industriali e di potere più o meno oscuri, cosa che accadrebbe il giorno dopo all’espriorio che tanto desidererebbero esercitare. L’opinione pubblica è da anni manipolata da una stampa italiana vergognosa e menzoniera, serva dei DeBenedetti, Elkan e Cairo, tutti pronti ad entrare bramosamente nel settore turistico ora che le loro aziende non tirano più come prima e che si sono spostate nei paradisi fiscali o similari per non pagare una lira di tasse nel proprio paese. La cecità del popolo però si sta attenuando, qualcuno incomincia a capire sempre più, qualcuno incomincia a pensare col proprio cervello al di là della informazione serva e manipolatoria propinataci dalla gran parte dei giornali e televisioni italiane, in mano guardacaso a chi ??

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      non sono d’accordo!…io sono un giovane e vorrei vincere una concessione e farne un lavoro e non è giusto che non si possa…le spiagge devono andare a bando e dovete smettere di paventare ignobili multinazionali e perdite di posti di lavoro..ci sono persone degne quanto voi di avere un’occasione e cambieranno solo i lavoratori e forse la mancanza di esperienza porterà, anzi, più dipendenti.

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          Perché dovrebbe comprare da te qualcosa che non possiedi, che non è tua ma della comunità?…se vincessi una concessione ti chiederei di ripristinare il bene come l’hai trovato per cui forse pagheresti tu me!

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    francesco says:

    Sono un balneare di seconda generazione e chiaramente non posso essere favorevole allo svilimento di un settore cosi specifico come quello degli stabilimenti. la situazione è alquanto complessa e per quelli che dicono ce vorrebbero una chance di gestire una spiaggia come Dario di cui sopra, dico chiaramente;
    saresti disposto a privartene dopo averla creata da zero, aiutata a crescere, investito soldi, ipotecato case o altre proprietà, dopo averla vista rasa al suolo da una tromba d’aria e ricostruita ancora,? sicuro che non ti costerebbe niente privartene? sicuro che riterresti giusto tra 6 , 10 o 15 anni dire ok adesso si cambia? a mio parere credo proprio di no e no si può pretendere lo stesso da chi gestisce aziende da tanti anni in cui è stato investito tutto, ipotecando di ogni perchè la legge lo consentiva? che indennizzo ci può essere dopo 20, 30 40 anni di lavoro, chi decide quale cifra sia giusta? Il mio stabilimento 50 anni fa era una lingua di ghiaia lambita dal mare…non me lo sono mica trovato così? e come me tantissime altri stabilimenti…noi abbiamo creato un settore non gestiamo una spiaggia è molto differente.
    Lo stato non ci ha dato a disposizione un bene già finito noi lo abbiamo sviluppato e reso famoso in tutto il mondo.
    Paghiamo di tutto…acqua, luce, rifiuti, imposte, imu sui beni accatastati su terreno demaniale in concessione ovvero le strutture fisse che sono regolate del piano spiaggia vigente di ogni comune, servizio di salvamento, infermeria e primo soccorso, nel mio caso,
    pulizia ordinaria e straordinaria dell’arenile , consulenti del lavoro, commercialisti,
    siamo un’attività normale non siamo vacanzieri, non lavoriamo tre mesi all’anno…
    il nostro è un lavoro annualedi pianificazione di strategie di investimenti e si di lavoro fisico…state al mare 18/19 ore la giorno tutti i gironi da marzo a ottobre poi ne riparliamo, con le gente che ti stordisce con le richieste più assurde, con quelli che vogliono sempre lo sconto, con quelli che pagano a dicembre,con quelli che non pagano, con il patema d’animo ogni volta che fa le mareggiate…etc
    quindi sono ampiamente disgustato da come si tratta l’argomento e dai come viene trattata la nostra categoria alla stregua di beneficiari di un qualcosa che ci è stato regalato e di cui disponiamo a nostro piacimento.
    Saluti e buona stagione

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      nardi franco says:

      FAI 18 ORE AL MARE ? PROVA A FARNE SOLO 10 MA SU UNA IMPALCATURA, E VEDRAI CHE NON TI LAMENTI PIU. PAGHI UN CANONE DEMANIALE RIDICOLO IN RAPPORTO AGLI INCASSI CHE FATE, SE L’AFFIDATARIO DELLA CONCESSIONE NON FOSSE LO STATO BABBO NATALE, MA BENSI UN PRIVATO, VEDRAI CHE TI SI RADDRIZZANO LE ORECCHIE DA QUELLO CHE TI FAREBBE PAGARE. NON PARLIAMO POI DELLE RICEVUTE FISCALI SINO 5 ANNI FA NON SOGGETTE A RILASCIO (UNICA CATEGORIA) ED ORA OBBLIGATI DOPO TANTI ANNI DI EVASIONE A FARLE , SONO UN VERO OPTIONAL PER LA CATEGORIA ( MAI RICEVUTE IN 20 ANNI)

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    dedicato a tutti i sostenitori del ” è giusto mettere a gara perchè tutti hanno diritto,,,etc etc “. perchè non mettiamo a gara anche i posti degli insegnanti, dei poliziotti, e di tutto il reparto pubblico e privato? magari al miglior offerente, ovvero a che è disposto a lavorare per meno soldi, e così vediamo cosa succede. in fondo, come dite voi, perchè quel posto lo deve avere la stessa persona per tutta la vita?

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    Caro Bruno non si mettono a bando i ruoli di insegnanti perché si conquistano con un concorso mentre voi avete la spiaggia senza confronti con altri ma ora, spero, il vento cambierà…per rispondere a Francesco tu hai costruito quando dovevano essere strutture removibili, paghi le tasse e hai ipotecato beni come me quindi mi è difficile considerarti un eroe per questo ma mentre io pago un nell’affitto mi sembra incredibile che per una concessione dal 2019 al 2033 voi paghiate 20mila euro totali e peraltro a prescindere dal servizio che offrite. Caro Francesco vuoi dirmi che in 50 anni non hai ripagato i tuoi debiti?..hai fatto affidamento su un bene che non ti appartiene e spero che gente come me e Franco avviino gli esposti per obbligare alle gare…alla distanza si vincerà!

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      Caro Dario. Sei sicuro di ciò che stai dicendo? Sei sicuro che le concessioni non siano state rilasciate con evidenza pubblica? Tutto ciò che si ha è stato fatto con il rispetto delle leggi vigenti. Leggi che vengono cambiate in corso d’opera. Leggi che prevedevano il diritto di insistenza ( un po come il diritto degli statali di mantenere il posto “fisso”. Ed è sempre stato pagato ciò che lo stato ha deciso. Ora se lo stato vuole più soldi, deve semplicemente aumentare i canoni. Ma mettere a gara ciò che non è suo non lo trovo corretto. Lo stato è proprietario del suolo e l’attività che c’è sopra l’abbiamo creata noi diverse decine di anni fa in punti dove spesso non era presente neanche la strada per arrivarci. Ora mettendo a gara la concessione si sta regalando ad altri ciò che noi abbiamo costruito con lavoro fatica investimenti e tanti rischi d’impresa. Cosa che tante altre categorie più privilegiate neanche sanno di cosa si tratta.

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        Io Bruno vorrei avere la stessa occasione che hai avuto tu quindi ti lascio volentieri la tua attività e farò la mia sulla concessione che è cosa ben diversa dall’attività..sapevi o avresti dovuto ricordarti che sarebbe stata provvisoria cioè con scadenza per cui non sono legittime le vostre pretese che sia per sempre…a parti invertite, cioè se fossi in me, sono certo che mi daresti ragione ancora di più conoscendo il lavoro.

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          No Dario, non sapevo che fosse provvisoria, anzi avevo la certezza che non lo fosse. Questo perché, te lo ripeto, esisteva ed è esistito per decenni il diritto di insistenza. Ovvero che sinche lo stato decideva di concedere quello spazio per realizzarci uno stabilimento balneare noi si aveva il diritto di proseguire nella gestione. Se così non fosse stato, mai e poi mai avremmo investito centinaia di migliaia di euro in una attività precaria. Caro Dario continuo a dirti che non capisco la differenza tra il posto fisso dello statale e quello del balneare. Ti prego di convincermi del perché l’uno ne ha diritto e l’altro no, con una seppur piccola differenza a vantaggio dello statale, l’assenza di investimenti e rischi. Grazie

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    Approvo tutto quello che ai scruto Francesco anche se non ti conosco la penso uguale a te io sto qua sulla spiaggia dal 1972 e ne avrei tante cose da raccontatore ,questi signori che parlano e parlano me secondo me non anno lavorato e non sa come si organizza una azienda questi lo voglio senza soldi e poi aspettare che lo stato gili faccia tutto ,io ho partecipato a un’asta e credetemi lo pagato caro lo stato mi ah dato solo la spiaggia per il resto ho dovuto fare tutto io ipotecandomi la casa per il mutuo ,adesso come fanno i comunisti pi vorreste espropriare la roba degli altri

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    Guarda Mario che tu puoi tenerti l’azienda…io voglio fare esattamente il tuo percorso con i rischi e le ipotetiche che hai fatto tu… purtroppo le concessioni non sono infinite quindi devo creare l’azienda sul tuo stesso spazio per il tempo previsto..non voglio affatto portarti via l’azienda perché voglio fare la mia sullo stesso posto che non è tuo e non sarà neppure mio in caso vincessi.

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      Guada Dario qunto ho fatto l’investimento non cera le sacdenze il rinnovo era automatico si no io non laverei nessuno in vestimento è adesso ci hanno campiato le carte è come nel cakcvio il primo tempo vale il fuorigioco il secondo tempo no se tu vuoi io ti vendo il mio che mi sono stufato di questo lavora che ti fastare sempre con il battito di cuore con lo stato e con il clienti io se sapevo che le cose andavano cosi io non avrei investito niente in italia prechè…………………………..

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