Attualità

Concessioni balneari, online tutti i dati: ecco il loro vero numero

Il Mit ha reso pubblico il database open data sul demanio marittimo italiano.

Sono 52.619 le concessioni demaniali marittime in Italia, di cui 27.335 per uso turistico-ricreativo. E tra queste, il numero esatto degli stabilimenti balneari ammonta a 7.531. Sono i dati ufficiali rilasciati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che finalmente ha reso disponibile pubblicamente il database del “Sistema informativo demanio marittimo”: si tratta di un ricco open data in cui è possibile consultare l’elenco completo delle concessioni e la loro esatta posizione, con un pratico sistema di ricerca avanzata che permette di filtrare per regione, provincia, città o tipo di concessione.

E così, esplorando tra i numerosi dati disponibili, è possibile scoprire per esempio che la concessione demaniale marittima più “anziana” risale al 1905 nel Comune di Barletta, mentre le nuove concessioni rilasciate nel 2018 sono ben 249, di cui un centinaio per uso turistico-ricreativo (tra cui 13 stabilimenti balneari) e 21 per uso nautico-portuale (ormeggi e punti di approdo).

I dati sono disponibili solo da pochi giorni sul portale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, dove chiunque può analizzare e aggregare le informazioni sulle 52.619 concessioni demaniali marittime caricate sul Sistema informativo demanio marittimo (Sid) da 528 enti concedenti tra Regioni, Comuni, Autorità portuali e così via. Le concessioni sono addirittura fornite di geolocalizzazione, e oltre che rappresentare un’aggregazione di dati molto interessante, possono servire come potente strumento per ricerche di mercato a favore di tutte quelle aziende fornitrici che intendono rivolgersi al settore balneare e che finora non hanno potuto conoscere la reale entità di queste imprese. Ma soprattutto, il database dimostra finalmente il reale numero degli stabilimenti balneari italiani, che appunto ammontano a circa 7500 suddivisi su poco meno di 30mila concessioni – al netto di eventuali carenze che potrebbero al momento essere ancora significative, poiché l’applicazione del Sid è stata difficoltosa e non tutte le amministrazioni, a quanto ci risulta, hanno ancora espletato le complesse procedure.

«I dati pubblicati – recita il comunicato del Mit nel rendere nota l’esistenza del nuovo database – fanno parte di un’azione più generale tesa al miglioramento dei servizi al cittadino e alla valorizzazione dei dati pubblici, al fine di aumentarne l’uso e facilitarne il riuso da parte di operatori pubblici e privati. Questi ultimi open data si aggiungono agli altri già presenti su dati.mit.gov.it relativi a infrastrutture e trasporti, per un totale di 43 dataset. Il Sistema informativo demanio marittimo è gratuito per tutti gli utenti, istituzionali o privati».

Per consultare il database del Mit, clicca qui.

© Riproduzione Riservata

Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
Seguilo sui social: