Attualità Sardegna

Concessioni balneari estese al 2033: la Sardegna si adegua al resto d’Italia

Firmata la determina regionale che dà precise indicazioni operative ai Comuni, motivando il prolungamento con solide argomentazioni giuridiche

La Regione Sardegna ha disposto l’estensione delle concessioni balneari fino al 2033. In ritardo rispetto alle altre regioni, la Sardegna ha recepito il prolungamento di 15 anni disposto dalla legge nazionale 145/2018 con una determina firmata lo scorso lunedì dal direttore generale degli enti locali Umberto Oppus su mandato dell’assessore regionale Quirico Sanna: ora tocca alle amministrazioni comunali protocollare le concessioni per ufficializzare la nuova scadenza dei titoli.

La determina della Regione Sardegna non si limita a prendere d’atto l’applicazione della legge, ma dà anche delle indicazioni operative ai Comuni per guidarli nell’estensione delle concessioni. In particolare, dopo un’approfondita ricostruzione delle ultime vicende giuridiche riguardanti il demanio marittimo, la Regione motiva il prolungamento delle concessioni «tenendo conto della necessità di garantire l’effettività del principio di tutela del legittimo affidamento incolpevole dei terzi di buona fede». E nell’allegato alla determina, la Regione Sardegna argomenta con precisione, in ben 16 pagine, tutte le ragioni per cui è necessario e legittimo estendere le concessioni: una lettura molto utile per tutti i funzionari che ancora non sanno come muoversi.

Conclusa l’importante partita sui 15 anni, il prossimo passaggio per la Sardegna in materia di concessioni balneari sarà quello di consentire l’apertura annuale delle strutture balneari: a questo proposito, infatti, è già in cantiere una proposta di legge incardinata prima di Natale, che dovrebbe approvare a breve in quarta commissione.

Scarica il testo della determina

I commenti di politici e associazioni di categoria

«Sgomberato il campo dai dubbi di compatibilità fra la legge dello Stato e la direttiva Bolkestein, abbiamo sciolto ogni riserva», sottolinea l’assessore regionale Quirico Sanna. «La volontà della Regione è sempre stata quella di superare la condizione di incertezza generata dalla direttiva europea e ora lo abbiamo fatto: l’estensione di quindici anni restituisce certezze agli operatori, in un quadro dove il rischio era quello della paralisi degli investimenti. Allo stesso tempo rispondiamo alla necessità dei Comuni, chiarendo espressamente i termini dell’applicazione della legge e dando precise indicazioni operative».

Soddisfatto per il risultato il capogruppo della Lega in Regione Sardegna, Dario Giagoni, che commenta: «Sin dall’inizio ci siamo schierati al fianco delle imprese balneari sarde per garantire loro la possibilità di mantenere le concessioni in essere senza incorrere nel rischio che queste venissero messe a gara come previsto, invece, dalla direttiva europea Bolkestein. Una direttiva che rischiava di vedere le nostre piccole e medie imprese balneari soffocate dalla concorrenza dei grossi gruppi esteri. Una regolamentazione resasi indispensabile anche per garantire nuovi finanziamenti alle piccole e medie imprese locali, desiderose di accrescersi e migliorarsi ma private dei necessari finanziamenti bancari a causa dell’incertezza vigente sulle concessioni, che non rappresentava ovviamente una garanzia sufficiente per gli istituti di credito. Oggi possiamo dire con gioia di aver vinto questa battaglia che da sempre abbiamo combattuto con il cuore perché anche nostra; oggi possiamo guardare gli operatori del comparto che hanno riposto in noi fiducia a testa alta e festeggiare insieme il risultato».

Anche da parte delle associazioni di categoria, il Sib-Confcommercio Sardegna commenta con grande soddisfazione la firma del provvedimento: «Con l’approvazione di questa determina, la Sardegna si allinea ai provvedimenti adottati nella quasi totalità delle regioni costiere italiane. Un particolare ringraziamento va al capogruppo della Lega in consiglio regionale Dario Giagoni, che si è speso con grande impegno ed energia per arrivare alla soluzione della vertenza e a offrire un adeguato orizzonte temporale a circa mille imprese balneari. Il documento della Regione Sardegna riconosce che le disposizioni volute dall’ex ministro Centinaio nella legge di bilancio n. 145 del 30 dicembre 2018 sono tuttora perfettamente valide, non sottoposte ad alcuna procedura di infrazione comunitaria né dichiarate contrarie al diritto eurounitario da alcuna sentenza della Corte di giustizia europea. Dobbiamo purtroppo esprimere grande rincrescimento per le dichiarazioni di senso contrario a cui ci ha abituato il sindaco di Olbia Settimo Nizzi, che ancora una volta insiste in un’interpretazione della normativa assolutamente non in linea con le direttive del suo partito, creando grande imbarazzo tra gli esponenti di spicco a livello nazionale e regionale di Forza Italia, che è parte della giunta regionale che ha propiziato questo risultato».

Anche Claudio Maurelli, segretario di Federbalneari Sardegna, rimarca la vittoria nei confronti del sindaco di Olbia Settimo Nizzi (che in passato si era opposto all’estensione delle concessioni balneari). Afferma Maurelli: «È paradossale avere visto un primo cittadino andare contro non solo i propri cittadini e datori di lavoro (i balneari hanno pagato lo stipendio anche del sindaco, versando i contributi al Comune di Olbia), ma anche contro il proprio partito Forza Italia e la propria Regione di appartenenza. Ma ora il sindaco di Olbia può stare sereno: fortunatamente si è messa fine a questa ennesima controversia».

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